Venerdì, 30 Luglio 2021
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Lavoro e giustizia sociale: quale sindacato in epoca moderna?

Il contributo di Giuseppe Giorgi. Nella cornice della saletta Mondadori di Arezzo si è tenuta la presentazione del libro “ Lavoro e Giustizia Sociale “ di Gilberto Pittarello, sindacalista dalla spiccata sensibilità cattolica. Intervistato e...

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Il contributo di Giuseppe Giorgi.

Nella cornice della saletta Mondadori di Arezzo si è tenuta la presentazione del libro " Lavoro e Giustizia Sociale " di Gilberto Pittarello, sindacalista dalla spiccata sensibilità cattolica. Intervistato e direi incalzato dalla giornalista Antonella Di Tommaso, l'autore ha spaziato dal dettato costituzionale alla dottrina sociale della chiesa, dalla questione della rappresentanza al ruolo dei corpi intermedi. Una domanda sottesa nella piacevole serata alla Mondadori aleggiava tra i convenuti, quale sindacato nella modernità di questo tempo? Ho ripensato ai tanti impegni nel movimento dei lavoratori, agli incontri, alle serate nei circoli dei lavoratori cristiani, fino alla scelta dell'unità dei lavoratori, alla sicurezza nel lavoro.

Scelgo, con severità, in questi tempi, le mie presenze e sono andato alla presentazione del libro di Gilberto per sensibilità e amicizia. La comune sensibilità di quella via cristiana al lavoro, di quella sfumatura bianca che abbiamo tenuta sempre viva nell'azione sociale, nella pratica sindacale, nella passione politica. L'amicizia nata dalla parte del lavoro e della vita, mentore il comune amico Lorenzo Sichei, allora valente segretario della federazione delle costruzioni della CISL aretina, Gilberto Pittarello seppe animare il dibattito sindacale e civile su lavoro e sicurezza nella nostra provincia. Il libro reca i segni di una forte radicalità cristiana e di una esperienza intrisa nella carne viva del lavoro. Ripenso al coraggio di Lorenzo Sichei nelle lotte per la salute dei lavoratori in occasione della costruzione della Direttissima, ricordo l'impegno di Gilberto Pittarello per i corpi intermedi, per la democrazia diffusa, per la realizzazione degli enti bilaterali, insieme ad Adriano Ghirotto, in breve quella tradizione cislina che ha segnato pagine importanti del mondo del lavoro aretino.

Il libro di Gilberto riconduce a scelte di educazione civica e di società delle regole e riconduce la sua visione sociale al sindacato dei poveri, degli operai e dei muratori, quel sindacato militante che si fa garante delle buone regole, che coglie nella precarietà un vulnus alla stessa concezione della persona lavoratore. Quella domanda sottesa che fluttuava nella sala Mondadori trova nella riflessione scritta di Gilberto una risposta nel sindacato che si fa frontiera per il lavoro e la vita.
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