Lavoro tra certezze e angosce delle persone fragili. La storia di Sonia che continua a pulire le porte del futuro

La cooperazione sociale si sta impegnando affinché nella lista delle priorità ci siano anche quelle persone, più fragili di altre, che hanno un lavoro

Sonia ha 36 anni. Vive con i genitori e con un fratello più grande di due anni. Non se la sente di ripetere il mantra "andrà tutto bene". Però lo spera. E' una socia della cooperativa sociale Betadue e il suo è un inserimento lavorativo. E' una di quelle persone che in tempi ordinari vengono definite fragili. Oggi lo è ancora di più.

"Facevo le pulizie: la mattina in un ufficio pubblico e nel pomeriggio in una sede sindacale. Adesso l'ufficio è chiuso e il sindacato è aperto ma ad orari ridotti rispetto a prima. Ma la cooperativa mi fa lavorare lo stesso - racconta Sonia - In queste settimane sono nella sede della Koinè. Ho una mansione specifica: mi occupo di tutte le superfici che vengono toccate: dalle maniglie delle porte ai bagni, dai tavoli alle fotocopiatrici".

Ammette che la vita è diventata molto più complicata. "Mi prende una grande tristezza quando vedo l'Ufficio di Informagiovani chiuso. E la piazza vuota e abbassate le saracinesche dei negozi. Quando non lavoro sto a casa. Quindi ci sono le faccende, vedo la televisione, gioco con la playstation. A fare la spesa ci pensa la mamma".

Il futuro? "Spero vada tutto bene e che questa epidemia si risolva. Al lavoro non ho paura: ho guanti, mascherina e tutto quello che serve. E poi le persone stanno tutte alla distanza giusta. Il lavoro non è un problema. Il problema è il silenzio e il deserto che c'è fuori. E questo che mi rende più triste".

"Vedo e leggo che il lavoro sta tornando ad essere una priorità per tutti. Categorie economiche, sindacati, istituzioni stanno ponendo il tema della ripresa produttiva e dell'occupazione - Gabriele Mecheri è il presidente di Betadue - La cooperazione sociale si sta impegnando affinché nella lista delle priorità ci siano anche quelle persone, più fragili di altre, che hanno un lavoro. Un'occupazione che non è solo fonte di reddito ma anche uno strumento indispensabile per stare meglio, per non essere emarginate, per dare un senso alla vita. A queste persone non pensano in molti. Betadue ha fatto e farà di tutto perché il Covid 19 non comprometta né il loro presente né il loro futuro".

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Betadue è una cooperativa sociale di tipo B che si occupa di integrazione e inclusione lavorativa. Formalmente nata nel 2013, è il frutto della fusione tra due cooperative sociali: Beta, costituita nel 1998 nell’ambito del sistema della cooperativa Koinè e 2000 Onlus. Betadue opera in vari settori: ristorazione scolastica e di comunità, servizi ambientali, gestione del verde, pulizie, comunicazione, servizi amministrativi, logistica, servizi per cultura e spettacolo. Tutte le attività sono finalizzate all’inserimento lavorativo e sociale di soggetti esposti al rischio di esclusione. I soci credono nei valori dell’economia sociale e partecipata e tendono a coniugare i valori della partecipazione con la gestione dell’impresa. Betadue è parte integrante della Rete Koinè che rappresenta un gruppo di organizzazioni no profit che tendono a sviluppare economie sociali e partecipate. E la cooperativa sostiene attivamente il lavoro delle associazioni di volontariato, culturali e di rappresentanza delle persone deboli dell’area in cui agisce, collaborando su progetti e attività.

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