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Quel gigante spezzato pronto a toccare il cielo: lavori al via sul Sasso di Simone

La croce è stata realizzata nel 1913. Nel 2017 invece è stata stroncata da una violenta ondata di maltempo. Ma perché sino ad oggi non è stata rimessa al suo posto?

Sono passati ormai due anni da quando la croce del Sasso di Simone si è piegata su un fianco accasciandosi a terra.
Quella struttura maestosa che conta più di cento anni (1913) è ancora in attesa dell'intervento di restauro tanto desiderato e auspicato da tutti i residenti della zona. 
Un'attesa che potrebbe essere finita visto che, come fanno sapere da Sestino, tra aprile e giugno prenderanno il via le opere di allestimento della struttura restaurata. Un lavoro lungo, complicato, delicato e che dovrà essere fatto trasportando un pezzo alla volta dalla sommità della radura sino alle officine di restauro e viceversa.

Sasso di Simone: una festa senza Croce

Recentemente l'amministrazione comunale di Sestino ha incontrato il colonnello Ascenzo Tocci, responsabile del comando militare esercito Marche, il capitano Francesco Corallo della sede del poligono in Carpegna, il tenente colonnello Clemente Prete del genio militare di Pescara, oltre ad amministratori dei comuni della zona e del Parco interregionale del Simone Simoncello-Carpegna.
All'ordine del giorno il restauro e il ricollocamento sul sito storico nella pianura sommitale del Sasso di Simone della croce monumentale, abbattuta da una bomba di acqua e vento sul finire del 2017. Importante la presenza dei comandi militari, giacchè il monumento è collocato all'interno di un'area che, dagli anni '60, è di proprietà del ministero della difesa.

“L’incontro ha fruttato una reciproca sintonia – ha  spiegato il sindaco Marco Renzi – perché è riconosciuto il valore dell’area demaniale a più finalità. I rappresentanti militari hanno proposto due finestre di tempo per realizzare i lavori, in aprile e in giugno. La Regione Toscana ha annunciato invece la  sua partecipazione con un importante finanziamento. E’  stato anche concordato di costituire un comitato operativo, ed è stato invitato anche il  vescovo della diocesi aretina Riccardo Fontana".

Tecnici al lavoro per la Croce del Sasso di Simone

Dunque l'intervento di restauro prenderà avvio, salvo intoppi dell'ultimo minuto, in primavera e terminerà all'inizio dell'estate.

Ma per quale ragione c'è voluto tanto tempo?
Le motivazioni sono tutte da rintracciare in aspetti di carattere economico e burocratico. Da un lato infatti le opere di recupero hanno dovuto attendere il nulla osta da parte di vari enti, dall'altro c'è stato bisogno di razionalizzare le risorse.

Come detto la croce si trova all'interno del perimetro del poligono, area di proprietà del ministero della difesa. Subito dopo la caduta del monumento l'amministrazione comunale chiese il supporto dei militari per riuscire a restaurare lo storico manufatto e metterlo al suo posto. 
Inizialmente le attività di recupero sarebbero avvenute grazie all'ausilio di elicotteri militari. Purtroppo però i costi di questa opzione (circa 80mila euro) l'hanno resa impraticabile.



Da qui la necessità di intraprendere una strada differente e più economica. E così ecco l'idea di smondare pezzo per pezzo la croce e trasferirla a valle per ripulirla e riportarla al suo antico splendore. Un'operazione che ricorda molto il suo allestimento quando, ai primi del 1900, artigiani locali vollero cimentarsi nella creazione di questo mastodontico manufatto. Metro dopo metro la croce prese forma svettando sulla sommità di quella sacra radura dove ogni anno, ad agosto, si celebra la festa del Sasso.

E chissà che quest'anno le celebrazioni non possano tornare a svolgersi all'ombra di quel gigante di acciaio che adesso dorme su un fianco. 

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