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Lavoratore pendolare delle Poste ad Arezzo nel giorno della neve, la Uil: "Che odissea"

Duro attacco da parte di Uilposte Arezzo per l'odissea di un lavoratore aretino di Poste Italiane durante la giornata di giovedì 1° marzo. Quella che raccontiamo è una vera e propria odissea, vissuta sulla sulla pelle di un dipendente pendolare...

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Duro attacco da parte di Uilposte Arezzo per l'odissea di un lavoratore aretino di Poste Italiane durante la giornata di giovedì 1° marzo.

Quella che raccontiamo è una vera e propria odissea, vissuta sulla sulla pelle di un dipendente pendolare di Poste lo scorso 1° marzo, in piena emergenza neve - spiega il segretario Uilposte di Arezzo Claudio Rogialli -. Il lavoratore arriva alla stazione di partenza alle ore 6 del mattino: treni regionali cancellati o con ritardi 'mostruosi'. Che si deve fare in questi casi? Si va all'ufficio postale più vicino e si 'presta la propria opera' in quell'Ufficio, come previsto da precise e inequivocabili disposizioni aziendali.

E così il lavoratore pendolare va nell'ufficio più vicino.

La mattina del 1° marzo, il direttore di quell'ufficio postale - continua Rogialli - chiede cortesemente al lavoratore se può fare il turno pomeridiano, questi accetta e pertanto torna a casa aspettando di prendere servizio alle 13,30. Alle 11 arriva invece la telefonata di contrordine: il lavoratore deve raggiungere il proprio ufficio perché, dicono i suoi diretti superiori, i treni regionali circolano. Chiede informazioni alle Ferrovie dello Stato, ma non ci sono certezze e rassicurazioni sulla reale circolazione dei convogli. Valuta se prendere l'auto propria, ma le strade sono appena percorribili e l'autostrada chiusa per pioggia ghiacciata. A questo punto il lavoratore telefona alla responsabile aziendale della filiale di Arezzo per far presente la situazione. Risposta: dato che l'ufficio postale più vicino non è in criticità e i treni viaggiano, non è un problema se arrivi in ritardo ma devi andare. Ore 12 nuovamente alla stazione di partenza. Il primo treno utile soppresso, il secondo viaggia molto lentamente e giunge con grave ritardo. Alle 15, alla fine, arriva alla stazione di destinazione. Il lavoratore fa ritorno a casa alle 20,30. Ogni commento è superfluo - conclude il Segretario della Uilposte di Arezzo Rogialli - Questa è l'attenzione e la sensibilità per i lavoratori e per i pendolari di Poste Italiane.
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