L'autista Tiemme che dice no: "Non faccio il biglietto a bordo, manca la sicurezza"

"Il biglietto a bordo non lo faccio, se non ci sono le condizioni". E, a termini di regolamento, le condizioni di sicurezza perché il conducente di un bus possa diventare all'occorrenza bigliettaio, in provincia di Arezzo, non ci sono. Mancano gli...

Claudio-Palazzi-Cobas

"Il biglietto a bordo non lo faccio, se non ci sono le condizioni". E, a termini di regolamento, le condizioni di sicurezza perché il conducente di un bus possa diventare all'occorrenza bigliettaio, in provincia di Arezzo, non ci sono. Mancano gli spazi di sosta adeguati. E così c'è chi, tra gli autisti, fa resistenza alla vendita dei tagliandi, come dice Claudio Palazzi, tra i coordinatori della Confederazione Cobas di Arezzo. Spiegandone le ragioni. E rispondendo al presidente di Tiemme Massimiliano Dindalini, che, qualche giorno fa, aveva lamentato il fatto che non tutti gli autisti fossero disponibili alla vendita maggiorata a bordo.

Le parole di Dindalini erano arrivate a seguito dell'episodio di una 14enne senza biglietto che era stata multata ad Arezzo nonostante le rassicurazioni del conducente del mezzo.

Ai conducenti - aveva detto Dindalini - viene consegnato un plafond da 40 biglietti, che dura qualche giorno, magari settimane. E può capitare che, al momento della necessità di un utente, i ticket siano esauriti. Ci sono tanti modi per reperire i biglietti: con un sms, con Arezzo card, etc. Farli a bordo è l’ultima possibilità. In prospettiva sarà introdotta la possibilità di fare il biglietto con carte di credito. Nel frattempo cercheremo di sensibilizzare tutti gli autisti ad avere scorte di biglietti a bordo, c’è una minima parte di loro che fa resistenza a questo proposito. E, come azienda, è nel nostro interesse che ci sia massima copertura nella possibilità di far biglietti.

La risposta di Palazzi, 48 anni e in servizio dal 1992:

Si viaggia sempre sul filo del rasoio staccando i biglietti a bordo. Nel contratto firmato dalle segreterie confederali, c'è scritto che l'autista può fare il bigliettaio, ma solo in condizioni di sicurezza. Quindi non posso farlo mentre il mezzo è in marcia, ma soltanto se è fermo. In tutta la provincia di Arezzo non esiste una fermata che rispetti gli standard di sicurezza: ovvero che si trovi fuori dalla carreggiata, che non intralci il traffico, con apposita segnaletica orizzontale e verticale, con una corsia di decelerazione di 12 metri, seguita da una corsia di stallo di altri 12 metri (più 2, a seconda dei mezzi), più una ulteriore da 12 metri per ripartire. L'autista si assume tutta la responsabilità quando fa il bigliettaio. Se fa un incidente, in teoria, da contratto nazionale deve pagare il 10% del danno, fino a un massimo di 4mila euro. E comunque gli viene tolta parte del premio produzione.

Quindi, lei non vende i biglietti?

Io i biglietti se posso non li vendo. Avverto l'utenza che, in caso di controlli, è passibile di multa. Se l'azienda pretende che, oltre all'autista, io faccia anche il bigliettaio, beh, mi dovrebbe dare la cassetta con i soldi per fare i resti. E poi ci dovrebbero essere fermate idonee per la vendita dei tagliandi. E tempi di percorrenza corretti.

E invece?

In teoria, dovrei accettare ba banconote fino a 10 euro. Non è previsto che l'utenza paghi con monete esatte. E non si riesce a fare il resto. Tutto sarebbe più semplice con una macchinetta che stampa i biglietti. Come a Bologna. E dirò di più: con un tornello all'ingresso si ridurrebbero ancor più i problemi. Chi ha il biglietto sale, altrimenti resta fuori. Dico di più: la domenica i punti vendita dei biglietti sono quasi tutti chiusi, i ticket non si trovano. Il conducente dovrebbe fare il bigliettaio a tempo pieno.

E i tempi?

I tempi di percorrenza sono corti. Siamo sempre in ritardo con gli autobus. Su una tratta urbana di un'ora, il ritardo minimo è di 5 minuti. Sempre. Le tabelle delle percorrenze sono vecchie di anni. E se gli autisti si mettono a vendere biglietti, i tempi cresceranno ancora. Ma di rivedere le tabelle non se ne parla, perché se i tempi di percorrenza dovessero aumentare ufficialmente, magari servirebbero autisti in più per coprire i turni più lunghi.

Chiusura sulla questione delle pedane per disabili.

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In questo momento ad Arezzo gli autobus hanno soltanto pedane manuali: l'autista, scende e apre la pedana. Ma, in teoria, il conducente non si può staccare dal posto guida. Le fermate poi non sono idonee. Paradossi su paradossi e alla fine si basa tutto sulla buona volontà dell'austista.

@MattiaCialini

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