Sabato, 25 Settembre 2021
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Lancia in resta per la sua Arezzo con il sogno di fare il Maestro di Campo. Veneri a #Prisma

Il suo sogno nel cassetto è quello di diventare (un giorno quando avrà un'età più matura) Maestro di Campo. Il giudice imparziale di quella che è la manifestazione che alberga in ogni cuore aretino. Il punto di riferimento per cavalieri, capitani...

Il suo sogno nel cassetto è quello di diventare (un giorno quando avrà un'età più matura) Maestro di Campo. Il giudice imparziale di quella che è la manifestazione che alberga in ogni cuore aretino. Il punto di riferimento per cavalieri, capitani e maestri d'arme che per due volte in un anno sfidano il Re delle Indie nella Giostra del Saracino.

Gabriele Veneri, imprenditore, portavoce degli orafi di Cna ed ex glorioso giostratore del quartiere di Porta del Foro, è stato ospite di Prisma - Sfaccettature di Società, appuntamento settimanale di approfondimento curato da Enrica Cherici e Claudia Failli. Una personalità notissima nel territorio aretino e che nel tempo si è distinta per il proprio impegno sia in ambito economico che imprenditoriale.

Dal 2015 ricopre una importante carica all'interno dell'associazione di categoria degli artigiani come presidente della sezione orafi.

47 anni, sposato con due figlie, alla guida di Sem.Ar, azienda di famiglia leader nei semilavorati in oro ed argento con 50 addetti e un indotto di oltre 100. Notissimo ex giostratore di Porta del Foro a cui ha regalato 8 lance d'oro.

La prima vittoria è stata siglata con il fratello Luca il 16 giugno 1996 mentre l'ultima è quella che ha conquistato il 2 settembre 2007 in coppia con Enrico Giusti.

"Ho sempre creduto nella lealtà - spiega Veneri - sono una persona che ha ricevuto molto dal quartiere di Porta del Foro. Ho però dato anche tanto. E mi è sempre sembrato giusto e doveroso indossare sempre gli stessi colori. Un principio cavalleresco fondamentale sul quale ho creduto e continuo a credere ancora oggi".

Appesa la lancia al chiodo si è concentrato ed applicato ulteriormente nell'azienda di famiglia dedicandosi anche a sviluppare il ricambio generazionale per quello che concerne la categoria degli orafi.



"Il mondo dell'oreficeria - spiega - è un ambito importantissimo per la nostra terra. L'essenza di questo mestiere è racchiusa nel nostro dna. E' un qualcosa di imprescindibile. E' per questo che io continuo a spendere molte energie nella promozione anche di percorsi di studio mirati proprio alla formazione di artigiani di domani. Solo così potremo tenere sempre alto il valore della nostra arte e della nostra storia".

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