Quei lama a zonzo tra Arezzo e Firenze. "La gente si ferma per fare i selfie"

Lasciati liberi, si sono adattati a vivere nelle colline del Valdarno aretino, per poi approdare nel Chianti fiorentino. Due ricercatori li hanno seguiti da vicino, cercando ricostruirne la storia

Dei lama a zonzo in Valdarno si era scritto durante la quarantena, ciclicamente se ne parla: sono pochi, ma quando si incontrano è difficile non notarli. Adesso due ricercatori stanno provando a ricostruirne la storia e, soprattutto, a valutarne l'impatto sull'ambiente circostante, essendo specie aliena, cioè non originaria del territorio. Emiliano Mori del Cnr (in particolare dell'Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri di Sesto Fiorentino) e Carlo Gargioni (Scienze Naturali all'Università degli Studi di Milano) hanno seguito da vicino questi animali, cercando di approfondire le conseguenze della loro presenza.

Emiliano Mori, qual è la storia dei lama in Toscana?

"La loro presenza è roginata da una fuga dallo zoo di Cavriglia. In quest’area, i lama sono stati presenti all’interno dell’area protetta dal 1974 fino al 2016, anno in cui lo zoo ha chiuso i battenti. Molti altri animali, come i macachi nemestrini, l’orso bruno e i bisonti sono stati spostati in altre strutture in Europa. Al contrario, i lama che già erano tenuti liberi prima della chiusura dello zoo, sono rimasti abbandonati nei dintorni di Cavriglia e hanno iniziato a riprodursi autonomamente, naturalizzandosi".

Quanti sono, dove si trovano ora?

"Stimare un numero è difficile, soprattutto considerando che alcuni animali hanno colonizzato zone boscate lontano da strade asfaltate e potrebbero essere avvistati solo di rado. Una precedente pubblicazione scientifica del gruppo di Giuseppe Dodaro del 2019 riporta almeno 6 individui comunemente osservati nei comuni di Cavriglia, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti. di fatto, circa 20 animali erano presenti nel 2016 nel parco e non si può escludere che alcuni di loro abbiano raggiunto altre aree. Nel 2017, alcuni animali sono stati infatti osservati nella zona di Panzano in Chianti, mentre nel 2019 un piccolo gruppetto sembra aver raggiunto la valle dell’Inferno nel comune di Bucine".

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Cosa fanno e di cosa si nutrono questi animali?

"I lama sono parenti dei cammelli, quindi ungulati. in quanto tali hanno un’alimentazione erbivora. per quanto siamo riusciti a vedere, sono molto generalisti e si nutrono di molte essenze vegetali, che vanno dalle graminacee ai rovi".

Hanno interazioni con gli uomini?

"I lama sono animali particolarmente curiosi. per quanto si tratti di una popolazione naturalizzata, il lama è comunque un animale domestico (la forma selvatica si chiama guanaco ed è un po’ diverso). Questo lo spinge ad avvicinarsi spesso all’uomo che è comunque attratto da una specie così esotica ed inusuale nei boschi toscani. Non è infrequente vedere turisti farsi selfie con questi animali nelle colline del Chianti".

Creano problemi all'ecosistema? E all'agricoltura?

"Il lama è originario del Sudamerica e quindi non si è coevoluto con le piante e le comunità biologiche europee. Pertanto, è presumibile che,  a fronte di un aumento della popolazione, un impatto possa esistere. All’attivo, però non si hanno dati né di danno all’ecosistema nativo, né di problemi all’agricoltura nell’area di interesse, probabilmente per il ridotto numero di individui vaganti".

Avete effettuato interviste con i residenti delle zone frequentate dai lami, cosa è emerso?

"In generale, gli abitanti delle colline del Chianti vedono con favore i lama e sono piuttosto preoccupati del fatto che animali abituati all’uomo e abbandonati in un ambiente non nativo possano soffrire, accumulare parassiti e non essere in grado di autosostenersi. Molti residenti li considerano quasi come animali da compagnia e li incontrano con piacere, talvolta passando appositamente per strade meno transitate. In molti ci hanno detto che la gente che passa per il Chianti fa più foto ai lama che alle vigne. I loro mantelli presentano colori diversi, che permette anche di riconoscere i singoli individui a cui singoli cittadini si sono nel tempo affezionati".

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