L'agonia delle Province e lo spettro del dissesto. La protesta aretina per i tagli: "Mille euro in meno ai dipendenti, ponti a rischio crollo"

Mille euro in meno all'anno in busta paga. Prelievi dai bilanci che costano caro ai cittadini, in termini di servizi sottratti. E l'allarme legato alla sicurezza degli utenti, sia per quanto riguarda gli edifici scolastici aretini che la viabilità...

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Mille euro in meno all'anno in busta paga. Prelievi dai bilanci che costano caro ai cittadini, in termini di servizi sottratti. E l'allarme legato alla sicurezza degli utenti, sia per quanto riguarda gli edifici scolastici aretini che la viabilità del territorio.

Il grido di dolore della Provincia di Arezzo, levato dai dipendenti in protesta a Poggio del Sole davanti alla Prefettura, si unisce oggi a quello di tutti gli altri enti provinciali d'Italia e delle Città metropolitane. Pochissime risorse, lavoratori disorientati e consistenti fette di servizi pubblici dal futuro quanto mai nebuloso.

Un caso eclatante, nell'Aretino, è costituito dalla chiusura, dallo scorso aprile, del ponte lungo la Sp 27 Castroncello Brolio, nel comune di Foiano della Chiana. La strada unisce Castiglion Fiorentino a Foiano, si tratta di un'arteria molto battuta, resa inservibile perché il ponte - parola dei tecnici - è a rischio crollo. Le alternative sono passare per per la Sp 25 oppure, per chi è diretto verso Foiano, per la Fratta: 7-8 km in più, in entrambi i casi.

Le Province toscane - spiegano da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - rischiano il dissesto economico, con conseguenze pesantissime per i lavoratori - sia sul fronte delle retribuzioni che dell’occupazione - e per i servizi offerti ai cittadini, dalla manutenzione delle strade a quella delle scuole. Motivo: le risorse insufficienti che il Governo intende stanziare per la loro attività.

Così è stato proclamato lo stato d’agitazione a livello nazionale e oggi dalle 9 alle 11 ci sono stati presìdi di protesta di sindacati e lavoratori in ogni capoluogo della Toscana, davanti alle prefetture.

Tutti gli enti d'Italia hanno a disposizione 110 milioni di euro, anziché 650. Servizi e sicurezza - spiega Gian Maria Acciai della Fp Cgil durante il presidio davanti alla prefettura di Arezzo - sono a rischio. Ci sono state già chiusure di ponti e strade in Valdichiana e Valdarno. Mancano le risorse per la manutenzione della viabilità di nostra competenza. Inoltre i lavoratori percepiscono in media mille euro in meno l'anno. La parte accessoria dello stipendio è stata tagliata.

La vicenda spiegata dai sindacati

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Il decreto 50/2017 doveva essere l'occasione per mettere Province e Città metropolitane nelle condizioni di poter finanziare i servizi fondamentali dopo i numerosi tagli che si sono susseguiti negli ultimi anni, anche alla luce dell'esito del Referendum sulla riforma costituzionale dello scorso 4 dicembre. Ma lo stanziamento di 110 milioni di euro, a fronte dei 650 milioni necessari certificati da Sose, comporterà in alcuni casi il protrarsi di situazioni insostenibili sul versante del mantenimento dei servizi, in altri non basterà ad evitare il dissesto degli Enti. Per tali ragioni riteniamo fondamentale riprendere la nostra azione di pressione nei confronti di tutte le istituzioni e dei gruppi parlamentari per incrementare le cifre stanziate. Per questo abbiamo proclamato lo Stato d'agitazione di tutto il personale di Province e Città metropolitane con l’obiettivo di modificare il testo, in modo particolare, in merito alle necessarie garanzie sul mantenimento dei servizi ed a modificare l’ammontare delle risorse stanziate.

@MattiaCialini

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