25 aprile, così la frazione de La Nave festeggiava il suo protettore San Marco

La festa coincide con la primavera che è nel suo pieno vigore

"San Marco evangelista, festa patronale nella frazione La Nave con la corsa delle micce: purtroppo anche questa appassionata tradizione non potrà essere festeggiata. – come ricorda Rosanna Martini, consigliere comunale a identità, cultura, territorio - E’ una rievocazione che risale al periodo della seconda Guerra Mondiale: la celebrazione religiosa e a seguire la processione con la statua del santo".

La processione ogni anno cambia percorso, ma all’altezza del ponte Renello la statua viene alzata per la benedizione su tutto il territorio, contro le calamità naturali e le malattie. Non può mancare la piccola fiera con le bancarelle e a seguire l’attesissima corsa a pelo con le micce, che un tempo veniva svolta sul “grottone” del fiume con gran divertimento per tutti.

La festa coincide con la primavera che è nel suo pieno vigore, o così dovrebbe essere, infatti ricordiamo il detto popolare “per San Marco la spiga al varco”, perché i campi si riempiono di un verde pettinato nella splendida Valdichiana. E proprio La Nave nella valle del Clanis, conserva memoria storica per essere stato luogo-magazzino per il grano, utile al commercio ai tempi degli Etruschi, ovviamente quando tutto intorno era navigabile e pescoso, ma meno salubre.

La festa patronale coincide con la festa della Liberazione Nazionale per l’Italia soltanto perché il martirio di S. Marco fu proprio proclamato il 25 aprile, nel ricordo di ciò che era avvenuto ad Alessandria d’Egitto, dove probabilmente il suo corpo fu trascinato per tutta la città. Era il periodo in cui venivano evangelizzati i popoli ed era anche il tempo delle persecuzioni dei cristiani.

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"La statua, all’interno della chiesa intitolata allo stesso santo, lo raffigura come in tutte le iconografie: S.Marco, il principe degli apostoli, con un leone alato e il vangelo. Egli, come tutti sappiamo, è anche patrono e simbolo della città della Serenissima, dove fu inviato a predicare e dove sono conservate le sue reliquie; un frammento di esse è conservato anche nella confinante Cortona; è il patrono dei notai, degli scrivani, dei vetrai, degli ottici; porta in sé la forza del leone, simbolo della Resurrezione, narrata nel suo vangelo in tantissime profezie enunciate da Cristo. Il leone con il libro aperto o il libro chiuso negli stemmi cittadini ci narra tutta un’altra storia…”.

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