Giovedì, 29 Luglio 2021
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"Isola Maggiore, un mondo di pescatori e artigiane"

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di una nostra lettrice, Elena Sofia Baiocco, a proposito dell'oggetto di un progetto fotografico dal titolo Isola(to), in mostra dal 2 al 31 marzo 2018 a La Feltrinelli Point di via Garibaldi 107, ad Arezzo...

opera 2 Elisa Modesti

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di una nostra lettrice, Elena Sofia Baiocco, a proposito dell'oggetto di un progetto fotografico dal titolo Isola(to), in mostra dal 2 al 31 marzo 2018 a La Feltrinelli Point di via Garibaldi 107, ad Arezzo.

Un angolo di terra che unisce l'Umbria e la Toscana e che sembra non piegarsi alla frenesia del presente.

È il lago Trasimeno, uno specchio d'acqua dolce animato da tre isole, una delle quali, la Maggiore, ancora abitata.

Un mondo di pescatori e artigiane, donne che lavorano con l'uncinetto, creando singolari capolavori di pizzo d'Irlanda, antica tradizione importata dalla Marchesa Isabella Guglielmi.

Nelle giornate grigie d'inverno, coloro che vi salpano vengono accolti da un rumoroso silenzio che racconta storie lontane, di tanti anni fa, quando il molo era animato da pescatori che, tirati i remi in barca, trovavano ristoro tra chiacchiere goliardiche di amici sinceri. E le donne, lungo la strada, concentrate a fare conti sussurrati nella mente, mentre le mani svelte lavoravano il merletto o rammendavano le reti usurate dagli anni e dal pescato.

Sono pochi oggi coloro che animano l'incanto di un posto che, seppure per molti possa apparire velato da malinconia e solitudine, per loro rappresenta ancora l'essenza di una vita che ha senso solo se vissuta in quel borgo, che profuma di antichi sapori, di storia e tradizione.

Quando il sole d'agosto si infrange nel lago facendo nascere tra le onde diamanti preziosi, l'Isola accoglie centinaia di turisti che, come pellegrini nella strada della fede, si fermano a ogni tappa per osservare le signore che lavorano il pizzo e vi scoprono abili narratrici delle storie passate.

Non basta l'obiettivo di una macchina fotografica per regalare l'immagine giusta di un luogo che ha troppo da dire per rimanere intrappolato soltanto in bellissimi scatti e non sono sufficienti neppure le parole di chi quel quel luogo lo ha nel cuore per trasmetterne l'incanto. Bisogna lasciare che siano i posti a parlare, gli angoli nascosti di quel paradiso immerso nel Trasimeno, e per ascoltarli bisogna essere vicini.
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