menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

#IoApro1501. L'elenco dei locali aretini che stasera protestano: "Non siamo untori, vogliamo lavorare"

Anche ad Arezzo alcuni titolari di bar e ristoranti aderiranno alla protesta nazionale contro le direttive anti contagio che impongono importanti limitazioni alle loro attività

Le serrande rimarranno alzate e loro saranno lì a dare voce ad una condizione dove sacrifici, dipendenti in cassa integrazione e fatturati dimezzati “non sono valsi a molto”. Questa sera, dalle 18 alle 22, Arezzo metterà in scena la protesta dei ristoratori. Al grido di #IoApro1501 alcuni esercizi della città hanno deciso aprire in segno di dissenso contro le normative anti Covid del governo che impediscono, tra le altre attività, l'apertura dei locali per le cene.

Daniela De Maria e Stefano Lorenzini, rispettivamente titolari dell’osteria La DM e del bar "Che spettacolo! By bar Magi", hanno scelto di scendere in campo e aderire alla manifestazione sottolineando come "non vogliamo i ristori ma lavorare”

Da cosa nasce la protesta?

Con l’avvento della seconda ondata di contagi l’Italia è stata divisa a zone: gialle, arancioni e rosse. A seconda del colore, ciascun territorio deve sottostare a delle direttive ben precise che riguardano sia gli esercizi pubblici che gli spostamenti che le abitudini personali. Per quanto concerne bar e ristoranti, in zona gialla è prevista l’apertura al pubblico fino alle 18, è possibile effettuare asporto fino alle 22 e sono consentite consegne a domicilio senza limiti orari. In zona arancione e rossa invece la chiusura è prevista 7 giorni su 7 con asporto fino alle 22 e consegna a domicilio senza restrizioni. Da inizio dell’autunno ad oggi la Toscana ha vissuto più di un cambio di colore creando, inevitabilmente, importanti difficoltà a tutto il comparto e, in ogni caso, escludendo l'apertura serale dei ristoranti per le cene. Da qui le ragioni della manifestazione partita da un ristoratore di Cagliari e diffusasi grazie al tam tam social. Questa sera, secondo le stime degli organizzatori, in tutta la Penisola apriranno 60mila locali e anche Arezzo avrà la propria rappresentanza sebbene, come spiegano i promotori locali, la protesta sarà più “soft”. I locali rimarranno aperti ma non verrà permesso a potenziali avventori di accomodarsi ai tavoli e consumare alcun alimento o bevanda. “Questo perché non vogliamo che vengano sanzionati - spiegano ancora Daniela e Stefano - Non vogliamo creare danni economici ai nostri clienti. Per tanto abbiamo scelto di tutelarli e prenderci noi la responsabilità di ogni eventuale sanzione. Chi vorrà potrà dimostrare solidarietà facendosi un selfie con noi passando dalle nostre attività dove renderemo ben visibili i cartelli con l’hastag #ioapro1501”. La manifestazione, nata spontaneamente, è stata scoraggiata dalle associazioni di categoria che hanno apertamente invitato gli esercenti a non aderire per non “violare le norme attualmente in vigore”.

Controlli a tappeto e aperture serali: le richieste

Le difficoltà del settore della ristorazione, da inizio dell’emergenza sanitaria ad oggi, sono numerose. “Dopo il primo lockdown - spiegano Daniela e Stefano - ci siamo adoperati per adeguare i locali e il lavoro alle direttive anti contagio. Mascherine, distanziamento, riduzione dei posti a sedere, asporto, sanificazione. Abbiamo fatto tutto quello che ci veniva richiesto ed imposto a nostri clienti il rispetto delle norme. A settembre ci è stato chiesto di fare dei sacrifici così da salvare il Natale e invece abbiamo assistito ad un dicembre disastroso e i contagi, purtroppo, continuano a verificarsi. Ci chiediamo per quale ragione non possiamo rimare aperti a cena? Come può una piccola realtà di periferia riuscire a sbarcare il lunario solo con gli incassi di pranzi (quando possibili) oppure con l’asporto? Chiediamo che le insegne possano rimanere accese fino alle 22 e riuscire a lavorare anche alla sera”. Sia l’attività di Daniela e che quella di Stefano da inizio dell’emergenza sanitaria hanno visto il fatturato calare del 40-50%. Cifre importanti alle quali si sommano affitto, utenze e spese di mantenimento. “Nella stessa situazione si trovano molti altri colleghi - spiegano - i nostri dipendenti sono in cassa integrazione e da maggio ad oggi abbiamo ricevuto ristori che non ci consentono neppure di pagare gli affitti dei locali. Allo stesso modo però abbiamo fatto fronte ad ogni impegno molto spesso attingendo dalle nostre tasche. E tutto questo per cosa? Per la chiusura nei weekend? O per vederci vietare di vendere bevande dopo le 18? Crediamo fermamente di non essere noi il problema. Siamo stanchi di essere additati come untori. Tra le richieste che avanziamo c’è quella di intensificare i controlli all’interno delle nostre attività. Siamo ben felici di aprire le porte a forze dell’ordine e personale addetto per dimostrare che ogni minimo dettaglio su distanziamento, numero di tavoli, ingressi e sanificazione, viene rispettato alla lettera. Chi invece non rispetta queste direttive è giusto che rimanga chiuso”. Una difficoltà profonda che si ripercuote su tutta la filiera. “Da tempo - racconta Daniela - non acquisto merce dai miei fornitori come prima. Questo perché purtroppo non so quando potrò utilizzarla e rivenderla alla mia clientela. Ciò si traduce in un impoverimento generale che mette in crisi un comparto intero”.

“Non possiamo vivere di elemosina - aggiunge Stefano - vorremmo essere trattati in maniera equa rispetto ad altre categorie. Ho 5 dipendenti e, alcuni di loro, hanno avuto delle difficoltà ad accedere alla cassa integrazione. Siamo stati noi ad aiutarli così da garantirgli uno stipendio. Chiediamo solamente di poter lavorare. Ci basta quello. Non abbiamo bisogno di altro se non di fare quello che sappiamo e amiamo fare”.

Alla protesta hanno scelto di aderire, oltre a La DM e "Che spettacolo! By bar Magi", anche: Bistrot 31, Bar Emilo, Vineria Emilio di Corso Italia, Vineria al 10, Mr. Bloom e il ristorante di Mariano. Ma non solo. Nelle ultime ore forse, potrebbero crescere i nomi di imprenditori che aderiranno all'iniziativa aretina.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Psicodialogando

    Come si trasforma il nostro corpo quando ci innamoriamo

  • Eventi

    Benedetta Torrini vince Sanremo Newtalent

Torna su

Canali

ArezzoNotizie è in caricamento