"Intitolare un luogo pubblico a Mario Bellucci", la proposta di Gradassi

Riceviamo e pubblichiamo la proposta di Enzo Gradassi in merito all'intitolazione di un luogo pubblico a Bellucci, ex amministratore scomparso alcuni giorni fa. Mario Bellucci, amministratore di assoluto rigore politico e morale, capace di fare...

provincia-arezzo-palazzo

Riceviamo e pubblichiamo la proposta di Enzo Gradassi in merito all'intitolazione di un luogo pubblico a Bellucci, ex amministratore scomparso alcuni giorni fa.

Mario Bellucci, amministratore di assoluto rigore politico e morale, capace di fare assumere alla Provincia di Arezzo un ruolo preminente, in Italia ed in Europa, nella lotta alla emarginazione e alla esclusione sociale avviando un processo che, nel tempo, ha portato alla definitiva chiusura dei manicomi e alla restituzione della dignità ai più deboli, ingiustamente reclusi in una struttura separata dalla società. Con il suo Consiglio provinciale rifiutò il finanziamento per costruire un nuovo manicomio e scelse di “impegnare tutte le risorse disponibili per la creazione per un complesso ed organico programma capace di ridurre il ricovero manicomiale e di intervenire sulle cause che favoriscono la segregazione”. Su questa linea venne affiancato, nella Giunta provinciale, dal fior fiore degli amministratori del tempo, da Bruno Benigni a Italo Galastri a Gino Ghelli, dai sindaci più attenti - come Aldo Ducci ad Arezzo e Tito Barini a Cortona - e dai tecnici che affluirono ad Arezzo a mettere gambe a quel progetto: da Agostino Pirella a Paolo Guelfi, da Paolo Pesce a Franca Oneto e alle decine e decine di operatori sociali ed infermieri che, assieme ai reclusi del manicomio, liberarono se stessi dal ruolo di carcerieri. Come amava ricordare, si occupò sempre dei problemi reali della sua provincia: fu lui a varare un “Piano di depolverizzazione delle strade provinciali” che portò alla totale eliminazione delle “strade bianche” e alla completa asfaltatura di mille chilometri di strade provinciali, a creare i Consorzi provinciali che facilitarono in seguito la nascita del “Consorzio socio-sanitario”, primo embrione dell’Unità Sanitaria Locale. Leale con gli avversari politici del consiglio provinciale, condusse una serrata lotta al terrorismo, che sembrava allora dilagante, con una visione larga delle alleanze democratiche chiamate a tutelare i principi democratici e costituzionali.
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Calciomercato dilettanti, la tabella dei trasferimenti

  • Ciclista va in arresto cardiaco e cade rovinosamente. Rianimato: è grave

  • Coronavirus, sei nuovi casi nell'Aretino. Contagiati 19enni di ritorno da una vacanza all'estero

  • "Mio fratello era buono e solare. Lo porterò con me in un tatuaggio"

  • I 15 borghi fantasma della Toscana che dovreste visitare

  • Codice giallo per pioggia e temporali: l'elenco dei comuni aretini interessati

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ArezzoNotizie è in caricamento