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Lavoro femminile e giovanile: le altre vittime del Covid. La neo segretaria Cisl: "Scuole aperte in zona rossa? È un dovere"

Silvia Russo, appena eletta segretaria generale della Cisl di Arezzo, si sofferma su alcuni aspetti riguardanti le priorità dell'agenda sindacale

Silvia Russo, segretaria provinciale Cisl Arezzo

L'impegno all'interno del sindacato fa parte della sua storia sia professionale che personale. Suo padre prima di lei si era speso in battaglie e cause riguardanti il diritto del lavoro e la tutela di quei principi su cui si fonda il primo articolo della Costituzione Italiana. Un’eredità pesante raccolta con serietà ed energia tanto da riuscire a conquistare la fiducia di colleghi e cittadini. E così dopo anni di battaglie la direzione provinciale della Cisl ha eletto all’unanimità Silvia Russo: lei è la prima donna aretina ad essere stata scelta per ricoprire questo ruolo. "Un segnale positivo - spiega - sono molte coloro che mi hanno contattata per dimostrarmi il loro affetto. Nei loro confronti, e non solo, sento una grande responsabilità". Mamma, professionista, sindacalista e consigliera di parità all'interno dell'assise provinciale aretina. Il curriculum di Silvia Russo annovera ruoli all'interno coordinamento nazionale Cisl Inail, della segreteria regionale della funzione pubblica e in quella provinciale dove si è occupata di sociale, sanità e terzo settore. "Il primo impegno in agenda? Sicuramente la precarietà giovanile e femminile che in questo momento, anche nel nostro territorio, rappresentano grandi fette di popolazione. Poi i temi da affrontare sono davvero innumerevoli perché, purtroppo le difficoltà sono moltissime". Già, le difficoltà. L'elezione di Silvia è arrivata in un momento storico complesso dove l'emergenza Covid ha messo alla prova la tenuta sociale, economica e psicologica di un Paese intero. "I pensieri per il futuro sono tanti - continua - intorno a noi ci sono situazioni drammatiche. Nonostante il blocco dei licenziamenti, molte donne e giovani hanno perso il lavoro perché in questo momento ad essere maggiormente colpiti sono i contratti precari. Oltre a questo si aggiungono interrogativi riguardanti i mutamenti futuri del mondo del lavoro. Come evolverà? Come cambieremo? Dobbiamo anticipare le risposte e sollecitare le istituzioni perché se non saremo pronti sarà un disastro".

Il mondo sindacale in queste ultime settimane è stato chiamato anche a dire la sua sugli step della campagna vaccinale anti Covid. In Toscana i dati, soprattutto quelli sull’immunizzazione degli over 80, non forniscono un quadro confortante. E anche le inoculazioni ad altre categorie procedono a rilento. "Poteva essere fatto tutto in modo differente - continua - bene dare priorità a sanitari, rsa e personale addetto alla cura di anziani. Ma poi sarebbe stato necessario velocizzare le somministrazioni agli over 80 e prendere in considerazione quali gli autisti dei mezzi pubblici, cassiere, commessi della grande distribuzione, comunità scolastiche e tutti coloro che non hanno mai smesso di lavorare". 

Posizione ferma anche riguardo al mondo della scuola per la quale la segretaria Russo ritiene che "garantirne l'apertura anche in zona rossa sia un dovere e un obbligo nei confronti dei ragazzi. Anche in questo caso basta essere organizzati e comprendere come la risposta non siano i banchi a rotelle. Ogni scuola dell'Aretino si è adoperata al massimo delle proprie possibilità ed ha organizzato l'attività interna nel rigore più assoluto. Ma non possiamo confidare solo alle competenze di dirigenti scolastici e professori. Anche a loro serve supporto". E le problematiche inerenti alla didattica a distanza si sono intrecciate con quelle delle donne che nell'ultimo anno hanno dovuto rinunciare alla propria professione per accudire la famiglia. "Quello che sino ad oggi abbiamo visto, nella stragrande maggioranza dei casi, non è smart working ma telelavoro. Le donne sono state ancora una volta penalizzate perché hanno dovuto operare delle scelte molto spesso a discapito della professione. Lavorare da casa non significa non avere bisogno di supporto per la gestione dei figli o di altre attività. Tutt'altro. C'è bisogno di un affrontare seriamente la questione e disciplinare al meglio anche questo ambito che potrebbe essere una risorsa su cui investire".

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