Venerdì, 18 Giugno 2021
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Roberto 'Crostone' Moretti: l'uomo che importò il Cacciucco a Foiano. La politica, la cucina e la foto del Che sul comodino

Per tutti in paese è Crostone ma fuori da confini di casa, Roberto Moretti è conosciuto come uno dei più grandi e appassionati cuochi dei grandi eventi pubblici. Una vita semplice e straordinaria dove politica e convivialità hanno camminato sempre di pari passo

Roberto Moretti, chef Crostone

“Il mare, la pesca, sono state due grandi passioni della mia vita”. “E allora perché non ti sei trasferito lungo la costa?”. “Per l’amor del cielo! Mi piace stare qui dove sono nato”. L’amore di Roberto Moretti, al secolo Crostone, per la propria terra, per Foiano e la Valdichiana in generale è forse l’aspetto della sua personalità che più ha influenzato la sua vita. Classe 1941, è il più grande di cinque fratelli nati in una famiglia dove i genitori hanno prima lavorato come fruttivendoli e poi come baristi. “Nel 1956 - racconta - babbo decise di aprire il ‘Mio bar’. Negli anni il locale ha cambiato sede, spostandosi da un fondo all'altro, ma poi ci siamo stabiliti qui, a due passi dal centro storico di Foiano. Dopo anni di lavoro, mi sono licenziato ed ho regalato il bar a mia figlia Lara che porta avanti tutto. I miei nipoti lavorano altrove anche se, quando possono, danno volentieri una mano. Poi c'è anche mia moglie, Livia, che ogni tanto si mette dietro al bancone”.

Tra le altre grandi passioni di Roberto c’è anche quella per la politica. “Sono di sinistra, lo dico senza vergogna. Sul comodino di fianco al letto ho la foto di Che Guevara”. Una fiamma luminosa, ardente, che non si è mai spenta anche se “la sinistra di oggi un po’ mi ha deluso”. È stato proprio questo attaccamento a certi valori politici che lo ha portato negli anni ’50 ad iscriversi al Partito comunista italiano e poi diventare uno dei più fervidi promotori della Festa dell’Unità. Fino al 2018 infatti, è stato il cuoco più richiesto e blasonato di ogni evento organizzato dal partito in tutta la Valdichiana, e non solo. A lui Foiano deve l'invenzione del menù a base di pesce, con il famosissimo Cacciucco che ha imperversato durante ogni edizione della Festa dell’Unità. “Ho imparato a fare questo piatto durante un'estate trascorsa a Castiglioncello a casa di una zia - racconta - fu un anno davvero speciale quello. La casa dove alloggiavo era vicina alla villa di Marcello Mastroianni. Lui aveva circa 30 anni e aveva appena finito di girare la Dolce Vita. Ci conoscemmo e diventammo amici. Lo ricordo ancora con il maglioncino legato sulle spalle a bordo della sua Lancia Flavia decappottabile. Si giravano tutti quando passava. E sempre durante quell'estate, tra una corsa in auto e l’altra, riuscì anche a curiosare all’interno di qualche ristorante. Mi intrufolavo dentro alle cucine e fu lì che appresi, rubando con gli occhi, come veniva preparato il Cacciucco”. La cucina e le ricette della tradizione toscana sono parte del patrimonio genetico di Roberto. “Te l'ho detto, i miei genitori vendevano frutta e verdura. Poi hanno aperto il bar trattoria. Io in cucina ci sono sempre stato, mi ha sempre divertito e appassionato mettere a tavola le persone. Ogni sera, alla Festa dell'Unità, servivamo la cena a circa mille commensali. Era uno spettacolo. Venivano appositamente per mangiare i miei piatti”. Sì, ma questa storia del Cacciucco? “Dopo quella famosa estate a Castiglioncello, tornai a Foiano e cominciai a sperimentare piatti e menù. Negli anni ’70 venni coinvolto nell'organizzazione della festa. Dissi “se vogliamo farla bene cambiamo tutto”. Contattai un fornitore e gli dissi di mandarmi due pescespada interi. Li avvolsi in della pellicola trasparente e li usai come una sorta di locandina pubblicitaria. L'indomani li cuocemmo alla griglia e il successo fu garantito”. Nel 1986 la Festa dell'Unità viene replicata anche a Renzino e Pozzo della Chiana. A guidare le brigate in cucina sempre Roberto che con i suoi menù deliziava compaesani e non. L'anno successivo, sulla base dei ricavi delle edizioni precedenti vennero fatti importanti investimenti in strutture e spazi visto che la manifestazione ogni anno diventava sempre più partecipata anche dai big della politica. “Ne ho conosciuti tanti. Cuperlo, Veltroni, D’Alema, Occhetto. Ho visto passare tantissimi personaggi e per tutti ho cucinato. Ho conosciuto personalmente anche Giorgio Napolitano. Andavo a casa sua a Cortona. All’epoca veniva in villeggiatura qua e ovviamente entrammo subito in confidenza. Io e sua moglie ci mettevamo ai fornelli e cucinavamo insieme”. Ma il debutto del Cacciucco a Foiano, piatto che poi è diventato il più apprezzato tanto da trasformare la festa in sagra del Cacciucco, venne proposto a partire dal 1989. “Che festa quell’anno - racconta - Non sapevamo più dove mettere la gente da quanta ne era arrivata”. Sul finire degli anni ’90 chef Crostone diventò una sorta di marchio di qualità. Camucia, Umbertide, Montepulciano, Arezzo, Sinalunga. Ovunque ci fosse una Festa dell'Unità, lui veniva richiesto in cucina. “In quegli anni venni chiamato alla festa di Firenze. E ovviamente in cucina cambiai tutto. Qualcuno mi guardava storto ma alla fine i fatti mi diedero ragione”. La sua carriera di cuoco delle feste paesane continua gloriosamente fino al 2018 quando, dopo una serie di interventi alle gambe e altri piccoli problemi di salute, scelse di cedere il testimone. “C’è chi ha imparato quello che facevo e continua a farlo bene - racconta - sono fiero di poter dire che grazie ai proventi raccolti durante quegli anni siamo riusciti a costruire strutture e impianti, come quello di Renzino, che sono utilizzati e rappresentano un vanto per il nostro paese”.

Oggi Roberto ha appeso al chiodo il grembiule e si dedica alla sua oliveta anche se, è praticamente impossibile tenerlo lontano dai fornelli. “È mezzogiorno passato, vado a casa a preparare da mangiare. Un giorno o l'altro racconterò tutto quello che ho vissuto in un libro. L’ho cominciato sai? Ma devo ancora terminarlo”. "Sì ma Roberto, questa ricetta del Cacciucco". “Allora, prendi carta e penna e scrivi. Tritare l'aglio, farlo soffriggere in olio d'oliva...”

La ricetta del Cacciucco di Crostone

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