Attualità

Le storie, gli animali e filastrocche. Gianni Rodari e l'intervista impossibile firmata dai ragazzi della V^ C della Don Milani

In conclusione al concorso Parola di Gianni Rodari pubblichiamo gli elaborati prodotti dai giovani studenti delle scuole dell'Aretino

Siamo giunti alle fasi finali del concorso Parola di Gianni Rodari. Da oggi fino a domenica 25 aprile, giorno in cui saranno decretati i tre elaborati premiati con libri per le biblioteche scolastiche, saranno pubblicate le migliori cinque interviste impossibili selezionate dalla giuria composta da Elisa Boffa (Biblioteca città d’Arezzo), Claudia Failli (Arezzo Notizie), Elena Giacomin, Anna Giacomin e Barbara Gigli (libreria La casa sull’albero),

Ma rinfreschiamoci la memoria, cos'è il concorso Parola di Gianni Rodari?

È un'iniziativa ideata dalla libreria La casa sull'Albero con il supporto e la collaborazione di Biblioteca città di Arezzo, Fondazione Guido D'Arezzo e Arezzo Notizie dedicata alle scuole primarie e secondarie di primo grado di Arezzo per omaggiare, ai cento anni dalla nascita, il più grande scrittore italiano per ragazzi del ‘900 e giornalista. E proprio dal Rodari giornalista trae ispirazione il concorso “Parola di Gianni Rodari” invitando bambini e ragazzi, coadiuvati dai loro insegnanti, a realizzare un’intervista impossibile a Gianni Rodari.

Le interviste impossibili è il titolo di un programma della seconda rete radiofonica Rai andato in onda tra il 1974 e il 1975, curato da Lidia Motta, in cui uomini di cultura contemporanei reali fingevano di trovarsi a intervistare fantasmi redivivi di persone appartenenti a un'altra epoca, impossibili da incontrare nella realtà. Alle classi partecipanti è stato dato il compito di realizzare un’intervista a Gianni Rodari utilizzando non solo i suoi libri ma anche la rubrica “Parola di Gianni Rodari” ospitata all’interno di Arezzo Notizie curata da Elena Giacomin della libreria.

Ed ecco la seconda Intervista impossibile selezionata proveniente dalla classe V C della scuola

primaria Don L. Milani, San Giovanni Valdarno (I.C. Masaccio).

Buona lettura.

Intervista a Gianni Rodari

Buongiorno Maestro Rodari, siamo ragazzi di quinta elementare. Abbiamo letto molti dei tuoi libri e delle tue poesie e vorremmo farti qualche domanda immaginando anche le tue risposte.

1. Perché hai iniziato a scrivere?

Già da piccolo avevo una certa fantasia

su molte cose,

letteratura e poesia.

Ho iniziato a scrivere perché credo nella creatività,

nell’educazione e nella liberazione data dai libri.

2. Per te essere scrittore cosa significa?

Per me significa sognare,

sviluppare la fantasia e la creatività

3. Gianni perché hai scelto di scrivere proprio libri per bambini?

Penso che i bambini debbano immaginare le cose che non esistono per migliorare il mondo; noi adulti li dobbiamo aiutare.

4. Qual è il tuo metodo didattico con i bambini?

I bambini per imparare

devono anche giocare.

Io li devo istruire

però li faccio anche divertire!

5. Che tipo di storie preferisci scrivere?

Per me le storie possono finire bene o male ma mi piace di più se non finiscono. Magari se terminano con un punto interrogativo, così uno per rispondere deve inventarsi qualcosa. Anzi preferisco che siano i bambini a finirle e poi se finiscono bene o male non importa.

6. Da dove ti è venuta l’idea di usare i giochi di parole?

L’idea mi è venuta da un pensiero in cui credo tanto: la fantasia cambierà il mondo!

7. Secondo te ogni domanda ha una risposta?

Tutte le cose hanno un perché,

se non lo sapete chiedetelo a me!

8. I personaggi dei tuoi racconti sono veri o sempre inventati?

Sono inventati per essere meglio apprezzati

e meno peggio considerati.

9. Già da piccolo avevi una passione per gli animali? Te lo chiediamo perché ne “Il libro degli errori” parli del pitone che si trasforma in bidone e anche in altre filastrocche parli di animali.

Per me gli animali non sono tutti uguali

certi sono buffi e altri speciali.

Gatti, tigri e lupi, sono tutti astuti

ma uso anche i pesci che se ne stanno muti.

10. Sei sposato?

Sì lo sono e ne vado fiero.

Mia moglie Maria Teresa è la migliore.

Insieme ci aiutiamo per imparare cose nuove.

11. Cosa pensi della situazione che stiamo vivendo oggi?

Penso che i politici non dovrebbero lottare tra di loro ma fare gioco di squadra, come i giocatori di basket. Solo così si può sconfiggere il Covid-19.

12. Tu, nella quarantena, cosa avresti fatto? Non so, scritto un libro o inventato filastrocche?

Beh, prima di tutto avrei rimesso a posto le idee… se dovessi rispondere alla tua domanda, tutt’e due insieme.

13. In che senso, spiega.

Come sai mi piace scrivere libri classici ma anche filastrocche: così le unisco e creo storie buffe e divertenti, che fanno ridere a pieni denti.

14. Che consiglio daresti ai bambini che come noi stanno vivendo questo momento difficile?

Gli direi di non smettere mai di sognare perché solo così potranno immaginare una situazione migliore e farla realizzare.

15. Se tu potessi scrivere un libro in questo momento di che cosa parleresti?

Un’idea ce l’avrei:

racconterei la storia di un igienizzante cattivo

che voleva diventare un divo.

Il più bello voleva essere

il migliore voleva diventare

e del COVID se ne voleva fregare.

Ma tutti lo volevano usare

per poter le mani igienizzare.

Presto l’igienizzante finì

e nessuno più con lui si pulì.

16.Se tu ora potessi scrivere una filastrocca sul COVID-19 come sarebbe?

Io l’anno scorso durante il primo lockdown (che è una specie di prigione nella propria casa) me la sono immaginata così:

C’è un virus in tutto il mondo

è invisibile e rotondo,

per lui siamo in quarantena;

ogni giorno si sente più di una sirena.

Sono i malati che vanno in ospedale,

io spero non stiano troppo male.

È una brutta malattia

che ha scatenato una pandemia:

tosse, raffreddore, febbre e mal di gola,

han chiuso anche la scuola.

Tutti in casa dobbiamo stare

senza nonni da abbracciare,

senza amici con cui giocare.

Solo genitori e fratelli ci sono…

Ma il tempo insieme è come un dono!

17. Se potessi fare un viaggio nella storia, dove ti piacerebbe andare e perché?

Andrei a giro nella storia

per raccontare momenti di gloria.

Dai Sumeri ai Babilonesi,

dagli Egizi ai Cretesi,

dalla preistoria con le pitture rupestri fatte con le mani

fino ad arrivare ad un popolo più recente: i Romani.

Mi piacerebbe restare con loro

ma devo tornare a scrivere libri: sono oro.

18.Quale personaggio del passato saresti stato?

Vi rispondo citando una mia poesia:

“Vorrei chiamarmi Dante

e scrivere un bel poema,

vorrei chiamarmi Euclide

e inventare un teorema…”

Invece mi chiamo e sono Gianni,

faccio quello che amo di più al mondo:

scrivo e uso la fantasia,

mi diverto e scaccio la malinconia.

19. Caro Gianni, quindi, riflettendo sulla tua vita: ti è piaciuto fare lo scrittore?

É stato molto divertente scrivere libri per la gente

e anche se sembra un po’ imprudente

io li ho scritti ugualmente.

Se uno scrittore vuoi diventare

molti testi dovrai sfogliare

e molte pagine imbrattare.

Ma alla fine il risultato è assicurato

e da tutto il mondo sarai amato.

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