Mercoledì, 17 Luglio 2024
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48enne in arresto cardiaco, Giulia: "Così lo abbiamo tenuto in vita". Il racconto di una soccorritrice

Il caso è quello del 9 dicembre sul raccordo autostradale

Giulia di Leonardo, 20 anni, studentessa al primo anno di infermieristica. C'era anche lei tra le tre persone che, in fila nel raccordo autostradale di Arezzo, si sono fermate per prestare soccorso al 48enne colpito improvvisamente da arresto cardiaco e lo hanno mantenuto in vita fino all'arrivo dei sanitari. "È stato grazie al lavoro che abbiamo fatto in team" spiega la ragazza, profondamente pervasa dal fatto di essersi sentita davvero utile e di averlo fatto anche con consapevolezza. 

"Mi trovavo nel raccordo, avevo visitato i mercatini di Natale con il mio fidanzato e andavo a prendere l'Autostrada per rientrare a Livorno, c'era un po' di coda, le macchine procedevano a senso alternato fino a quando mi sono trovata di fronte una macchina con le quattro frecce inserite, dovevo sorpassare per procedere, ma ho visto un signore riverso a terra e mi sono sentita in dovere di fermarmi, c'era già un volontario che stava provando a rianimarlo, e mi sono detta "non posso lasciarlo da solo", perché le manovre di rianimazione con il massaggio cardiaco sono molto stancanti per essere efficaci, almeno ci siamo potuti alternare. Dovevamo provare a mantenerlo in vita in attesa dei soccorsi - racconta Giulia - Ho fermato l'auto, sono andata ad aiutarlo, ci siamo alternati, poi si è fermato un altro soccorritore e così in tre abbiamo fatto le manovre a turno e parlato con il 118."

Una decina di lunghi minuti fino all'arrivo dell'automedica e dell'ambulanza, tempo che è scorso come l'adrenalina di chi stava cercando di mantenere in vita un uomo così giovane, fino al momento in cui lo hanno visto partire alla volta del pronto soccorso di Arezzo in ambulanza.

"Mi sono sentita in obbligo di farlo, non potevo voltarmi dall'altra parte, grazie anche alle competenze acquisite nei corsi di formazione dell'associazione per cui faccio volontariato, la Svs di Livorno (Società Volontaria di Soccorso). È stata la prima volta in cui sono intervenuta in un arresto cardiaco, lo avevo fatto solo con il manichino nei corsi di formazione" spiega "faccio volontariato da tempo, ho fatto molti interventi in ambulanza, ma mai un caso come questo."

Un evento, questo dell'intervento salvavita, che non può non lasciare traccia in una donna di 20 anni già fortemente propensa al soccorso di chi ha bisogno, visto il volontariato che pratica e gli studi che sta portando avanti. Un episodio che ha solo che rafforzato le convinzioni di Guilia Di Leonardo: "Secondo me il primo soccorso dovrebbe essere insegnato a tutti, basti pensare a quante auto sono passate in quel punto e non si sono fermate perché le persone non erano preparate, noi tre che siamo intervenuti, eravamo in tre auto diverse e passavamo lì per caso. La formazione dovrebbe essere fatta nelle scuole superiori e nelle aziende. Adesso mi resta la grande volontà di far conoscere proprio il soccorso a tante altre persone, è un ambito che ti permette anche di cambiare punto di vista e comportamento, perché aiutare qualcuno ti fa stare meglio, proprio come è successo a me quel sabato 9 dicembre, quando ho saputo che l'uomo si stava riprendendo."

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