Davide e la vita da agente ai tempi del Covid-19: "Vi chiediamo di stare sul divano non di andare al fronte"

Il corpo della polizia municipale, insieme alle altre forze dell'ordine del territorio, è impegnato quotidianamente in attività di controllo

Davide Frondaroli

La giornata di un agente della polizia municipale inizia presto, come quella di molti altri. Sveglia, doccia, caffè, divisa e via di corsa in ufficio anzi, al comando dove comincia il servizio. Un turno di lavoro che negli ultimi giorni, con l’emergenza Covid-19 in atto, è diventato quanto mai lungo e difficile.

“La nostra mattinata - racconta Davide Frondaroli, agente della polizia municipale di Arezzo - inizia sempre con una riunione dove il vice comandante e il capoturno ci ragguagliano su quelli che sono gli ultimi aggiornamenti in tema di decreti, normative e disposizioni sanitarie e ministeriali. Si tratta di un momento importante dove ciascuno di noi riceve istruzioni ben precise. La riunione viene replicata per ciascuno dei tre turni (mattina, pomeriggio e notte) che coprono la giornata”. 

Dopo il briefing comincia la parte operativa, quella on the road. “Indossiamo i dispositivi di sicurezza, guanti, mascherina, gel igienizzanti e partiamo - spiega ancora - per ogni turno abbiamo circa sei, sette pattuglie che si dedicano ad attività di controllo e prevenzione. Nelle ultime settimane il nostro “nemico numero uno” è diventato l’assembramento”. L’avvento del virus ha imposto delle limitazioni ferree alle libertà personali utili solo al contenimento dell’epidemia. Il mantra che viene ripetuto da 15 giorni a questa parte “restate a casa, non uscite, non frequentate luoghi affollati” sembra essere stato recepito ad intermittenza nonostante il dispiegamento di uomini e risorse.

“In questo momento storico - prosegue ancora l’agente - il nostro impegno maggiore è quello relativo al controllo e monitoraggio di ambienti pubblici e parchi. Ogni pattuglia ha la sua area da supervisionare. Non è anomalo che si sia costretti ad intervenire per disperdere gruppi a passeggio, oppure fuori casa senza alcuna motivazione valida. Poi c'è il nucleo che si occupa del controllo degli aretini in quarantena. Questi colleghi, ogni giorno, devono assicurarsi che le persone sottoposte ad isolamento rispettino le regole e ricevano la giusta assistenza. In aggiunta è stato poi raddoppiato il personale alla centrale operativa del comando. Sono loro il vero cuore pulsante del nostro corpo. Devono fare fronte ad un'ondata di chiamate senza precedenti perché oggi veniamo contattati per ogni piccola cosa. C'è pure chi prova a chiedere il permesso per, ad esempio, uscire senza motivo. Ovviamente non autorizziamo nessuno a trasgredire le regole. Ci troviamo in uno stato di emergenza sanitaria senza precedenti e l’unica arma che conosciamo è quella dell’isolamento. Comprendo che sia uno sforzo importante ma è fattibile. Ai nostri nonni veniva chiesto di combattere una guerra andando al fronte a noi invece, chiedono di starcene in casa sul nostro divano”.

In queste ore non mancano dimostrazioni di solidarietà e vicinanza al personale medico e sanitario che, da inizio dell’emergenza ad oggi, si trova in prima linea impegnato nel contenimento dell’epidemia. Non si sono fatte attendere neppure dimostrazioni di gratitudine verso le categorie di lavoratori che ogni giorno si recano al proprio impiego cercando di assicurare i servizi essenziali. Stesso sentimento quello verso le forze dell’ordine che quotidianamente operano per garantire il rispetto delle regole e prevenire occasioni di rischio. “Molte persone che abbiamo incontrato e tavolta anche denunciato  - racconta ancora Frondaroli - quando gli spieghiamo che non devono uscire di casa perché mettono a rischio la loro salute e quella degli altri si scusano e si sento in colpa. Purtroppo però non possiamo che essere intransigenti e applicare la legge perchè quello che stiamo affrontando non è uno scherzo. Uscire di casa in questo momento è davvero un rischio. L’altro giorno abbiamo beccato due mamme con i figli in un parco a fare un picnic. Capiamo le difficoltà di tutti ma certi comportamenti non sono tollerabili. Io, come del resto anche i miei colleghi, quando finisco il turno vado a casa, resto lì, non esco, non vado in giro. Ho timore a starmene fuori. Non è questo il momento. Speriamo davvero di uscirne alla svelta”.

Tra le note positive, c’è la diminuzione degli incidenti stradali ambito dove gli agenti della polizia municipale - in tempi ordinari - sono impegnati quotidianamente. “Scoraggiamo vivamente le persone ad uscire in auto - spiega - non devono lasciare la propria casa mai, se non per necessità impellenti. Tanto meno devono mettersi alla guida per motivi futili. Pensiamo all’ipotesi di un incidente stradale. In questo momento significherebbe impegnare personale del nostro corpo e mezzi sanitari, che sappiamo hanno ben altro da fare. E' un tasso di rischio inaccettabile. Quanto avvenuto poco tempo fa in autostrada ne è un esempio. Le possibilità di contagio durante le operazioni di soccorso in un incidente stradale sono davvero enormi. Quindi davvero, restate a casa”. 

Da sabato a supporto del lavoro degli agenti della polizia municipale è entrato in funzione il servizio di video controllo attraverso l’ausilio di un drone aereo che avrà il compito di monitorare parchi e aree verdi.
“Noi siamo ogni giorno al lavoro - conclude Frondaroli - ma non possiamo essere ovunque. Ce la mettiamo tutta ma abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini. Restate a casa”.

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Da inizio dell'emergenza ad oggi il corpo della Polizia Municipale di Arezzo ha eseguito 2.000 controlli su altrettanti cittadini trovati fuori casa, 1.200 ispezioni in attività commerciali e denunciato 55 cittadini.

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