Martedì, 15 Giugno 2021
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"Coraggio aretini: vediamo la luce, il Covid diventerà una normale influenza. Le mascherine? Potrebbero rimanere"

Parla il dottor Marcello Caremani, ex direttore di Malattie Infettive al San Donato, che commenta la decisione del Governo sulle riaperture: "Sì ce le possiamo permettere, la campagna vaccinale ha accelerato con decisione". E poi uno sguardo sulla nuova vita oltre la pandemia

Marcello Caremani

Uno sguardo positivo sulle riaperture garantite dal nuovo Dpcm, le prospettive sull'estate che si avvicina, il giudizio sulla conduzione della campagna vaccinale e qualche ipotesi sul futuro riguardo la vita post pandemia. Il dottor Marcello Caremani, ex direttore di Malattie Infettive all'ospedale San Donato di Arezzo, traccia la mappa del percorso che bisognerà affrontare nelle prossime settimane (e mesi), con una speranza nuova rispetto al recente passato, frutto dei risultati della campagna vaccinale in corso.

"Assistiamo a un netto calo di numero di casi e soprattutto della mortalità - dice - il programma della vaccinazione di massa sta dando i suoi risultati: ha portato ad un'ottima risposta. Le misure adottate dal Governo Draghi in tema di riaperture sono coerenti con l'andamento della pandemia in Italia. Ora dipenderà dal buon senso di tutti. E' importatnre riaprire, ma con gradualità. Secondo me, sia il Governo precedente, il Conte bis, che quello Draghi, si sono mossi bene sul fronte sanitario e non era facile. Ovviamente, la svolta è arrivata con la disponibilità di vaccini che, mi sembra, si stiano somministrando con una certa velocità. C'è ancora qualche 70enne che non l'ha ricevuto, ma insomma la fetta più grande della popolazione fragile ha già avuto la sua dose".

Si vede la luce in fondo al tunnel?

"Direi di sì. Se continuamo con questo programma di vaccinazioni, a fine estate l'Italia si riaprirà al mondo. E secondo me un segnale importante per il nostro Paese, che vive anche di turismo, è l'aver putanto su alcune isole Covid free".

Come reputa la campagna vaccinale in Toscana? 

"C'è stata qualche incertezza iniziale e qualche errore. Ma ora mi sembra che la macchina stia marciando bene, portando buoni risultati".

Quale l'errore maggiore secondo lei?

"Quello di tirare in ballo i medici di medicina generale sui ritardi nelle vaccinazioni Over 80. Non si può scaricare l'inefficienza su una categoria. In ogni caso, gli errori di programmazione in una situazione emergenziale possono esserci, l'importante è voltare subito pagina. Io, da medico, ho avuto possibilità di fare il vaccino lo scorso 14 febbraio, a Siena, perché in provincia di Arezzo i posti erano esauriti. E' vero, il portale può essere complicato per i più anziani, ma i giovani familiari possono dar loro una mano nella prenotazione".

Chi si è comportato meglio nella somministrazione dei vaccini?

"La Regione Lazio, indubbiamente. C'è stata una programmazione sanitaria elevata".

Negli Stati Uniti le persone vaccinate non sono più obbligate a tenere la mascherina. E' un passo che si potrà compiere anche da noi a breve?

"Le persone vaccinate sono quelle che di norma non si ammaleranno, ma potrebbero ancora infettarsi e infettare a loro volta. La mascherina ancora vanno tenute e le distanze mantenute. Anche in questo caso ci vuole gradualità".

E quando si potrà mettere la parola fine al Covid?

"Credo dalla fine dell'anno, quando la stragrande maggioranza degli italiani saranno vaccinati e poi magari si potrà iniziare con i nuovi richiami, visto che gli anticorpi dati dal vaccino durano almeno 8 mesi. Il coronavirus si trasformerà poi in un virus influenzale più comune".

Resterà qualcosa nelle nostre abitudini stravolte dalla pandemia?

"Penso che si potrebbe fare tesoro di questa esperienza. Grazie a distanziamento e mascherine non c'è stata pandemia influenzale quest'anno. In Oriente sono anni che l'uso della mascherina in luoghi chiusi e affollati previene il contagio. In un possibile scenario futuro, i medici di base potrebbero essere le sentinelle della partenza di una epidemia influenzale e allora si potrebbe ricorrere di nuovo alle misure di distanziamento e di mascherina nei mezzi pubblici, al lavoro. Per un breve periodo soltanto, per scongiurare le conseguenze dei contagi a catena. E senza dover chiudere nulla". 

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