Insulti al vescovo su Facebook. Brocchi: "Commenti vergognosi da rimuovere", la replica del sindaco

Il giornalista interviene in seguito alle numerose offese scritte dagli utenti dei social nel profilo del comune di Arezzo

Ivo Brocchi, giornalista

E' attraverso una lettera, indirizzata al sindaco Alessandro Ghinelli e a Luciano Ralli, attuale capogruppo Pd in consiglio comunale e prossimo candidato alla poltrona di primo cittadino per il centrosinistra aretino, che si è rivolto il gionalista Ivo Brocchi. Storica firma dell'informazione aretina e attuale direttore di RadioFly, Brocchi è intervenuto dopo la conferenza stampa di domenica 12 aprile, trasmessa in diretta Facebook che ha visto Ghinelli e l'arcivescovo Riccardo Fontana confrontarsi sull'emergenza sanitaria Covid-19.

"In quella che era nata come una conferenza stampa destinata ai giornalisti per avere notizie ufficiali da parte dell’amministrazione sull’andamento dei contagi - scrive Brocchi - sulle misure di contenimento sulle ordinanze discendenti da quelle governative, poi regionali e poi cittadine, si è trasformata in un evento mediatico con tantissimi ascoltatori sia in tv che sul web. Nulla da ridire, perché quando le informazioni arrivando da una fonte ufficiale sono sempre preferibili a quelle che vengono inventate o mal interpretate dai cosiddetti “leoni da tastiera”.

Ed è proprio su quello che riguarda la furia social, le offese, gli insulti rivolti all'arcivescovo Fontana e scritti nei commenti sotto al post della diretta Facebook che interviene Brocchi chiedendo una "presa di posizione netta da parte del mio primo cittadino e, visto che ci siamo, anche dal suo ormai quasi certo principale competitore, Luciano Ralli".

"Come troppo spesso accade, sia la pagina Facebook del Comune, come i profili di coloro che la condividono, sia i diversi seguitissimi gruppi di chat collettiva cittadina, stanno ospitando, senza mai eliminarli, commenti che dovremmo in realtà definire deliri in genere conditi da offese, minacce e improperi - sottolinea - Da un mese il sindaco spiega a tutti noi che dobbiamo essere ligi alle ordinanze, rispettarle e se qualcuno le viola e viene scoperto, ne subirà le conseguenze. Perché nessuno condanna o interviene dal punto di vista legale e giudiziario, contro coloro che offendono, denigrano e minacciano? Da Conte a Rossi, dal sindaco Ghinelli fino allo scempio di ieri sera con l’attacco fuori da ogni logica civile verso il vescovo Fontana. Non sul contenuto di ciò che ha detto (sul quale anche io ho opinioni diverse dalle sue), ma sul linguaggio e sulle vili accuse scritte e poi moltiplicate all’infinito. Se questo paese dopo la tragedia che stiamo attraversando va ricostruito, non basta far riaprire negozi, fabbriche e scuole, si deve riformare la testa delle persone iniziando dal rispetto che ognuno deve avere verso gli altri, soprattutto se istituzioni. Si inizia con le offese e si finisce, come ogni giorno accade in Italia, a sputare sui carabinieri, a picchiare i vigili urbani, e non escluderei che presto ricominceranno anche con infermieri e medici, oggi definiti eroi, ma verso i quali le aggressioni sono state centinaia fino ad un mese fa.

Caro Ghinelli e caro Ralli, vorrei vedervi chiedere, magari insieme, di togliere subito dal profilo Facebook del Comune tutti i commenti offensivi verso Fontana, come quelli verso Ghinelli, Rossi, Conte o chicchesia (dopo averli trasmessi per conoscenza alla Procura). Vorrei vedervi pubblicamente condannare in modo deciso e senza indulgenza questo atteggiamento violento e lurido verso le Istituzioni. Vorrei vedervi chiedere un intervento immediato di Prefettura e Procura perché lasciar correre stimola altri “poveri di mente” a fare altrettanto. Laddove questi soggetti non capiranno con le buone, si deve intervenire con il pugno di ferro. Si fanno multe (giustamente) a chi fa 4 passi per sgranchirsi le gambe, non si può consentire un tale spargimento di odio e di letame da parte di soggetti che io fatico a chiamare “cittadini”. Ghinelli e Ralli, prendetevi subito l’impegno di impedire entrambi con ogni mezzo che anche la prossima campagna elettorale sia giocata sull’insulto e sull’odio.

Lo sapete entrambi, io non sono un credente, ma credo fortemente nelle istituzioni. Con i loro difetti, ma costituite e governate per dare ai cittadini i loro diritti. Se tutti non le difendiamo, ad iniziare da chi ne ha il potere, per questo Paese non ci sarà futuro. Ciò che vedo da 24 ore contro il massimo rappresentante della chiesa aretina è una ferita che voi non potete lasciar passare sotto silenzio".

La replica del sindaco Ghinelli è arrivata durante la conferenza stampa online di questo pomeriggio.

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"Anche io non condivido questo atteggiamento - ha sottolineato - quotidianamente sono io stesso soggetto di attacchi e di commenti poco gradevoli. Quotidianamente mi preoccupo di inviare questo materiale ai miei avvocati per comprendere se vi siano gli estremi per denunce. Ciò su cui concordo è soprattutto il fatto che vengano insultate liberamente, non tanto le idee espresse, ma le istituzioni. Il sindaco, così come il vescovo, sono due istituzioni e in quanto tali non possono subire attacchi ed offese gratuite da chi si nasconde dietro ad una tastiera. Controlleremo i commenti e se vi sarà motivo provvederemo a procedere con la segnalazione al diretto interessato e, se quest'ultimo lo riterrà opportuno, anche alle forze dell'ordine".

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