Insieme per Crescere, Crepet protagonista a Montevarchi e Castiglion Fiorentino

Paolo Crepet è stato il protagonista delle due serate iniziali della nuova serie di “Insieme per crescere”, la scuola per genitori di Confartigianato Arezzo che quest'anno, in occasione della settima edizione, si è fatta itinerante. Il primo...

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Paolo Crepet è stato il protagonista delle due serate iniziali della nuova serie di “Insieme per crescere”, la scuola per genitori di Confartigianato Arezzo che quest'anno, in occasione della settima edizione, si è fatta itinerante. Il primo appuntamento si è svolto a Montevarchi il 19 novembre presso l'Auditorium Comunale di Via Marzia 94. Tema della serata "Compiti per casa, prime uscite, difficoltà di apprendimento, di concentrazione: saperle gestire per essere felici". Il secondo appuntamento si è svolto a Castiglion Fiorentino il 20 novembre presso il Teatro Comunale di Via Trieste. Nell'occasione Crepet ha affrontato il tema "I diritti dei nostri figli: il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione"

Sono state due serate animate da una grande presenza di pubblico, molti i genitori e gli operatori scolastici, tutti curiosi di ascoltare i consigli e le “provocazioni” di Crepet.

Il primo tema è quello della responsabilità. Il bimbo cresciuto nell'ovatta, trattato come un piccolo “Buddha” non piace a Crepet che ripete: “Il bambino deve essere responsabilizzato, i genitori non devono fare i compiti al posto suo. Questo non vuol dire che non bisogna aiutarli, ma l'aiuto deve essere episodico. Va dato quando ci sono momenti di difficoltà rispetto ad un problema o ad una materia – sottolinea Crepet - ma in generale bambini e i preadolescenti devono capire che la vita propone anche momenti più difficili di altri, momenti che bisogna affrontare da soli, e che non si può essere sempre aiutati”.

Senso di responsabilità e autostima in questo contesto sono le parole chiave. “L'autostima – ribadisce Crepet – è il collante di tutto. Senza autostima si rischia di pensare che qualunque ostacolo sia eccessivo, di essere sempre a traino degli altri e non si riesce a tirare fuori la propria personalità. Ognuno di noi ha la propria personalità, ciascuno ha un modo di pensare e di vedere le cose – ammonisce il professore – ma oggi nella maggior parte della popolazione la personalità non viene fuori.”

Alla responsabilità e autostima va aggiunta un'altra parola chiave: creatività. “Creatività non vuol dire che tutti debbano diventare pittori o musicisti, ma vuol dire usare la testa, pensare che le risposte non devono sempre venire dagli altri. La creatività è una fucina immensa che aiuta a vivere, quella che nei momenti di difficoltà permette di trovare la carta di riserva da poter usare nei momenti brutti della vita, sapendo che risorse e opportunità non devono sempre venire dagli altri.” E per quanto riguarda la responsabilità, il professore Crepet spiega che “i genitori che si assumono le responsabilità per conto dei propri figli compiono un errore strategico, perché non permettono ai loro figli di compiere quegli errori che abbiamo fatto tutti e che ci hanno fatto crescere, diventare più responsabili, più maturi. Compito dei genitori non è coprire la casa con materassi perché i figli non si spacchino la testa, questo lo pensano i genitori paurosi. Se la gattina frettolosa fa i gattini ciechi, la mamma paurosa – sintetizza Crepet - fa i figli dementi.”

E per il rientro la sera? Quali soluzioni? “Ogni famiglia deve avere un suo stile. Non si può dire quale sia l'ora giusta per il rientro di un quindicenne, un sedicenne o un diciottenne, per rientrare. Ci sono genitori che pensano non debbano esserci regole, si assumano le loro responsabilità, poi però non mi vengano a cercare. “E ancora il tema del telefonino. “Il telefonino è uno strumento utile, ma come tutte le cose utili ha un suo limite – risponde Crepet – quello che deve prevalere è la vita, la vita reale, fatta di arrabbiature, di gioie e di delusioni. Il telefonino è come la macchina – osserva - anche la macchina è utile ma non si tiene accesa sempre. Se ci si affida sempre al telefonino si perdono i sentimenti.” Quale consiglio ai genitori? “Ognuno deve fare con la sua testa – risponde Crepet - così ho fatto io nella mia vita, e mi viene naturale. Mi vesto come mi pare, dico quello che penso sia giusto, non ho mai guardato a cosa pensa il pubblico. Io dico quello che penso nella maniera più chiara possibile. I figli devono sapere che la libertà è quella di amministrare il proprio cervello, non quello degli altri. Oggi si scarica di tutto, scaricare è oggi uno dei verbi più usati, si scaricano musica, film libri.... Ma questo vuol dire che non sei padrone di nulla, ma te che fai? Tu cosa scarichi, quale vita tua scarichi? Non puoi essere solo passivo.”

E quale l'atteggiamento verso la scuola? “Io vengo da una generazione di genitori – risponde Crepet - che ringraziavano la scuola per le opportunità che venivano date ai figli. Quando passava il professore in piazza ci si levava il cappello, oggi invece si va dall'avvocato. E' triste. I genitori che fanno così pensano di assolversi, ma vanno incontro al disastro e non lo sanno.”

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Infine il tema dell'amore e della comprensione. “L'amore deve esserci – chiarisce Crepet – ma non si vive di solo amore. E comprensione, non significa incitamento ai genitori a comprendere qualsiasi cosa fanno i figli, perché questo sarebbe un insegnamento barbarico. Che ci sia comprensione 24 ore su 24 è delirio – sottolinea ancora - non è buon esempio.” E allora che fare? “Occorre comprenderli nelle cose che fanno – conclude Crepet – capire se hanno bisogno di aiuto, ma dobbiamo essere anche critici, e perché no, un po' ironici- L'ironia è una grande maestra di vita. Prendiamoli un po' in giro questi ragazzi, altrimenti è una noia tremenda.”

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