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Infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni: il procuratore capo di Firenze incontra i sindaci aretini

Nella mattinata odierna, la Prefettura di Arezzo ha avuto il privilegio e l’onore di ospitare il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, dr Giuseppe Creazzo, il quale ha tenuto un incontro dedicato al tema della...

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Nella mattinata odierna, la Prefettura di Arezzo ha avuto il privilegio e l'onore di ospitare il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, dr Giuseppe Creazzo, il quale ha tenuto un incontro dedicato al tema della prevenzione dell'infiltrazione della criminalità organizzata nell'economia locale ed in particolare nell'attività degli Enti Locali.

Presenti i vertici provinciali delle Forze dell'Ordine, referenti della Direzione Investigativa Antimafia di Firenze, il Presidente del Tribunale di Arezzo, il Procuratore della Repubblica di Arezzo, l'Assessore Regionale alla Sicurezza Dr Bugli, Sindaci ed amministratori dei comuni del territorio, il Vice Presidente della Provincia, il Presidente della Camera di Commercio, dirigenti delle amministrazioni statali periferiche, segretari comunali, funzionari e tecnici in servizio presso gli enti locali, rappresentanti dell'Asl Sudest Toscana, delle Polizie Municipali, delle associazioni delle categorie economiche e produttive, delle organizzazioni sindacali.

Prima dell'incontro con gli amministratori pubblici, si è svolta, con i rappresentanti delle Forze dell'Ordine e della DIA, una riunione tecnica nel corso della quale è stato fatto il punto della situazione che conferma che nella provincia di Arezzo, allo stato attuale, non emergono situazioni di radicamento di organizzazioni criminali operanti attraverso forme di controllo del territorio proprie della criminalità organizzata. E' stato riscontrato che i sodalizi criminosi privilegiano un modus operandi che li vede protagonisti, anche in Arezzo, di intese affaristico-mafiose. Sia per la posizione geografica, al centro di importanti arterie di comunicazione sia per la dinamicità del tessuto economico, la provincia aretina è risultato che è sempre più spesso oggetto di operazioni finalizzate al reimpiego di capitali illeciti ovvero di tentativi di infiltrazione nel settore dei pubblici contratti, come testimoniano le recenti misure interdittive adottate dalla Prefettura nei confronti di alcune aziende.

La conferenza pubblica che ha fatto seguito - ha evidenziato il Prefetto della provincia di Arezzo, dr.ssa Clara Vaccaro, che ha fortemente voluto e promosso tale evento - nasce dalla consapevolezza, condivisa con i civici amministratori in occasione dei numerosi tavoli Interistituzionali sulla sicurezza tenutisi sul territorio, in ordine alla necessità di realizzare interventi concreti finalizzati a prevenire e contrastare l'infiltrazione della criminalità organizzata nella vita delle comunità locali.

Il Procuratore Capo della Repubblica di Firenze, alla luce della vastissima e lunga esperienza maturata nel campo della lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, ha evidenziato l'assoluta necessità che le tutte le pubbliche amministrazioni siano sensibilizzate in ordine all'esigenza che sia prestata la massima attenzione sui pericoli di infiltrazione nei circuiti economici e nei contesti sociali ad opera dei sodalizi criminali, spesso abili a mascherarsi dietro attività apparentemente lecite.

L'alto magistrato ha fatto presente che il territorio aretino, ed in generale di tutta la regione Toscana, vanta una consolidata rete di solidarietà sociale ed una diffusa tradizione di cultura della legalità che ha impedito ai gruppi malavitosi di radicarsi stabilmente nel tessuto economico e sociale e di appropriarsi delle istituzioni pubbliche.

Purtuttavia, lo stesso ha sottolineato l'incondizionata esigenza che sia mantenuta sempre ai massimi livelli l'azione di vigilanza e controllo diretta ad intercettare, adeguatamente e per tempo, tutte quelle operazioni, formalmente legali, ma che in realtà sono state costruite solo per riciclare il denaro sporco, diffidando, pertanto, dalle iniziative imprenditoriali che promettono facili investimenti dal punto di vista sociale ed occupazionale. Al contempo, ha proseguito, deve essere intensificata ogni possibile misura idonea a proteggere l'imprenditoria sana e legale dall'abbraccio con i capitali di provenienza delittuosa.

In tale contesto, il Dr Creazzo, ha esortato gli amministratori pubblici ad implementare, nel settore dei contratti pubblici, il dialogo e la circolazione delle informazioni con le Forze dell'Ordine, la Prefettura e l'autorità giudiziaria, evidenziando la funzione strategica che riveste l'applicazione delle misure di prevenzione personale e dei sequestri preventivi di patrimoni.

Il Prefetto ha rilevato che un particolare impegno deve essere riservato, da parte di tutte le pubbliche istituzioni, al settore degli appalti pubblici e delle pubbliche forniture al fine sia di preservare l'economia legale ed i canali di impiego del denaro pubblico da ogni potenziale forma di infiltrazione della criminalità organizzata sia di contrastare il fenomeno del riciclaggio del denaro di provenienza illecita.

In tale contesto, trae origine l'esigenza di svolgere un'azione formativa a favore degli amministratori e del personale degli Enti Locali mirata non solo a descrivere la fenomenologia del processo dell'infiltrazione mafiosa nel suo multiforme e variegato dispiegarsi, ma anche ad illustrare i molteplici strumenti che il legislatore ha messo a disposizione di tutte le componenti per un'efficace azione di prevenzione e contrasto.

L'Assessore regionale Bugli ha sottolineato l'importanza che sia garantito un sempre maggiore impiego degli strumenti normativi e pattizi, onde elevare il livello di prevenzione e contrasto, rafforzando altresì il versante dei controlli amministrativi da parte degli enti locali.

Il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo ha rilevato che tutto il comparto economico e produttivo della provincia è schierato sul fronte della legalità, operando in stretta sinergia con le Forze dell'Ordine e le istituzioni pubbliche a tutela dell'economia legale.

Il Prefetto, a conclusione dei lavori, nel ringraziare il Procuratore Capo per il prezioso contributo fornito, ha auspicato che possa continuare il percorso, intrapreso dal territorio aretino in tutte le sue componenti, di dotarsi degli "anticorpi" necessari a cogliere con immediatezza situazioni anomale e meritevoli di approfondimento da parte delle strutture dello Stato preposte all'adozione di misure interdittive, preventive e di contrasto ad ogni forma di criminalità.

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