"Finalmente riconosciuto l'infermiere di comunità, adesso più assunzioni per le terapie intensive"

Il presidente Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, Giovanni Grasso, sottolinea l'importanza della norma: “è una battaglia che portiamo avanti da tempo nel nostro territorio”

Giovanni Grasso

"Un passo decisivo per il rilancio della figura dell'infermiere di comunità". E' così che il presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo, Giovanni Grasso ha definiti il decreto rilancio presentato nei giorni passati dal premier Giuseppe Conte. Motivo di soddisfazione per il portavoce dell'ordine è il riconoscimento legislativo in via definitiva della figura dell'infermiere di famiglia e di comunità.

“Sull'infermiere di comunità - sottolinea Giovanni Grasso - abbiamo fatto in questi anni una battaglia culturale, convinti che questa figura possa essere fondamentale per il territorio non soltanto in emergenza, ma anche in situazioni normali come quella alle quali ci auguriamo di tornare presto. La Toscana aveva fatto da apripista su questa idea, ma aveva poi rallentato nella fase operativa. Adesso potremo rimettere in moto rapidamente questo processo, in particolare nella Asl Toscana sud est che, ne sono certo, saprà cogliere questa occasione”.

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E poi una riflessione sulla necessità di ampliare ulteriormente la platea delle assunzioni in virtù dei necessari rinforzi all'interno delle terapie intensive. “Sono convinto - spiega ancora Grasso - come ha affermato anche la nostra presidente nazionale Barbara Mangiacavalli, che prevedendo nuovi posti di terapia intensiva sarà necessario indirizzarsi verso un ampliamento dell'organico che, in base agli standard nazionali ed internazionali, sarà di circa 17.000 unità solo per le nuove terapie intensive indicate del decreto. In assenza di questo, il rischio è che i pazienti rimangano soli e senza un'assistenza all'altezza della gravità della loro situazione di salute”.

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