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Domenica, 26 Maggio 2024
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Slitta l'indagine, gli annusatori della puzza in campo dal 2 aprile. Ecco l'app per segnalare odori molesti

L'assessore Sacchetti: "Se si vuole ottenere una buona rappresentatività dell’esposizione dei cittadini su scala annuale occorre considerare tutte le stagioni dell’anno o quantomeno due trimestri rappresentativi della stagione calda e di quella fredda". L'analisi potrebbe quindi allungarsi fino a fine anno

Slitta l'indagine degli annusatori della puzza di Arezzo. L'iniziativa era stata promossa dal Comune di Arezzo dopo i disagi dei mesi scorsi avvertiti in zona San Zeno (ma non solo) e la costituzione del comitato Stop Puzzo. Inizialmente prevista per sei mesi, da metà febbaio a metà agosto, l'indagine - che deve essere condotta da un gruppo di annusatori retribuiti - è però slittata. Si comincerà infatti dopo Pasqua, esattamente da martedì 2 aprile. Non solo, le analisi potrebbero protrarsi oltre i sei mesi previsti, come spiega l'assessore Marco Sacchetti. Perché deve essere abbracciato anche un trimestre "freddo" oltre alla primavera e all'estate. E' possibile quindi che l'indagine possa prolungarsi fino a fine 2024. Intanto, è l'annuncio del Comune di Arezzo, è disponibile per tutti l’applicazione per la gestione delle segnalazioni.

L'app per le segnalazioni a disposizione di tutti

"Il software Tom source finder è stato predisposto da Osmotech - Ecol studio - spiegano dal Comune -. Senza dover scaricare nulla sul telefono i cittadini possono accedere all’indirizzo https://www.purenviro.com/smells.today/arezzo/ e rispondere ad alcune domande circa il tipo di odore, la sua intensità e durata, mentre la posizione e l’ora vengono acquisite automaticamente. Le informazioni vengono quindi riportate in mappa e valutate attraverso il modello meteorologico prodotto a partire dai dati di una stazione appositamente installata sull’area, in modo tale da permettere di individuare le possibili sorgenti odorigene sul territorio".

L'indagine olfattometrica

“L’app per le segnalazioni è uno degli strumenti che il Comune di Arezzo si è reso disponibile a realizzare per fornire supporto agli organi di controllo - commenta l’assessore Marco Sacchetti -, e si affianca all’indagine olfattometrica che ha richiesto un notevole sforzo tecnico e organizzativo data la complessità nella predisposizione dello studio”. La pianificazione dell'indagine olfattometrica è stata piuttosto complessa, come ammettono da Comune: "Ha infatti richiesto l’addestramento dei rilevatori a un maggior numero di sorgenti odorigene distribuite sul territorio, oltre che una maggiore estensione della griglia di misura con la necessità di introdurre un intero turno di misura in più: tali complessità hanno ritardato l’avvio del monitoraggio in campo che conseguentemente è stato aggiornato al 2 aprile, quando i rilevatori inizieranno il loro lavoro sul territorio. Il primo trimestre di monitoraggio sarà quello dei mesi da aprile a giugno per la stagionalità primaverile e da luglio a settembre per quella estiva", aggiungo dall'amministrazione.

Il commento dell'assessore

“Stiamo valutando l’estensione del periodo di indagine - conclude Sacchetti -. Secondo la norma UNI EN 16841-1 infatti, se si vuole ottenere una buona rappresentatività dell’esposizione dei cittadini su scala annuale occorre considerare tutte le stagioni dell’anno o quantomeno due trimestri rappresentativi della stagione calda e di quella fredda. Quello che auspichiamo infatti è che il lavoro affidato a una delle società più qualificate sul territorio nazionale per questo tipo di indagini fornisca un valido e definitivo supporto alla definizione dell’impatto della problematica e quindi alla valutazione di tutte le eventuali azioni correttive. Voglio ricordare che da tempo sull’area e presso l’impianto di San Zeno è in atto una costante attività di controllo che ha richiesto notevoli sforzi da parte di Arpat, Asl e di Aisa Impianti: numerosi sopralluoghi sul territorio, ispezioni presso l’impianto, campionamenti e analisi chimiche e olfattometriche sui biofiltri sono soltanto alcune delle attività alle quali adesso si affianca lo strumento accreditato di più alto valore scientifico che si conosca per la valutazione degli impatti odorigeni”.

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