Incidenti in bici. L'appello di Fiab: "Le nostre strade sono pericolose, servono interventi"

Attraverso una lettera l'associazione aretina si rivolge direttamente a sindaco e polizia municipale affinché vengano adottate misure per garantire una migliore sicurezza

Immagine di repertorio

"Maggiore sicurezza, soprattutto per l'utenza debole". È Fiab Arezzo, associazione che da sempre si occupa di mobilità leggera e sostenibile, ad intervenire per stigmatizzare l'incremento di incidenti che, anche nel periodo più recente, hanno visto come protagonisti alcuni ciclisti tra i quali una bambina di 4 anni.

"Ribadiamo ancora una volta - spiegano dall'associazione - la pericolosità di molte strade aretine e chiediamo alle autorità competenti maggior sicurezza soprattutto per l’utenza debole (pedoni e ciclisti) istituendo da subito l’allargamento della zona 30 dalla città murata all’intera cinta urbana per mitigare la velocità dei mezzi a motore che a volte sfrecciano senza nessun timore sulle vie cittadine. Oltre che con "zone 30" l’effetto rallentamento si può ottenere con istallazione di dossi rallentatori, restringimenti di carreggiata (con fioriere o apposite strutture) e soprattutto con una vigilanza da parte della polizia municipale almeno sulle strade con traffico intenso (vedi via Romana, Vittorio Veneto, Fiorentina, Marco Perennio, viale Santa Margherita, La Catona, via Buonconte da Montefeltro, Tarlati, Anconetana e viale Giotto)".

Un appello accorato quello sottoscritto dall'associazione che si è rivolta direttamente a sindaco e comandante della polizia municipale locale.

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"Auspichiamo - concludono - che tale politica di limitazione del traffico venga attuata velocemente per tutelare gli utenti più deboli della strada come pedoni e ciclisti, augurandosi di non leggere sempre notizie su incidenti tutti i giorni della settimana. Ci rendiamo disponibili a supportare tale azione mettendo a disposizione conoscenze tecniche relative alla mobilità dolce e alla moderazione del traffico urbano".

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