Incendi: ad Arezzo persi 56 ettari di bosco in un mese. 15 chiamate al giorno per i vigili del fuoco

Dieci, talvolta anche quindici interventi al giorno per sedare roghi e incendi boschivi e di sterpaglie. Sono questi i numeri riguardanti gli interventi che, mediamente in questo periodo, tengono occupati i vigili del fuoco di Arezzo. Chiamate e...

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Dieci, talvolta anche quindici interventi al giorno per sedare roghi e incendi boschivi e di sterpaglie.

Sono questi i numeri riguardanti gli interventi che, mediamente in questo periodo, tengono occupati i vigili del fuoco di Arezzo.

Chiamate e richieste d'intervento che (fortunatamente) non sempre riguardano episodi di dimensioni impegnative come, ad esempio, quello di Ponte alla Nave di una settimana fa. Piccoli focolai. Vegetazione secca che va a fuoco per le più svariate motivazioni e che, insieme ad una siccità senza precedenti, desta forte allarme.

Soltanto nella mattinata e primo pomeriggio odierno, sono già sei gli incendi verificatesi nel territorio provinciale aretino che hanno richiesto l'intervento dei pompieri. Uno di questi si è sviluppato tra Giovi e la Chiassa. Qui sono andati in fumo 2000 metri quadrati di vigneto e per sedare le fiamme sono intervenute due squadre di vigili del fuoco.



Ieri invece, la giornata si è chiusa con quattordici chiamate per boschi e sterpaglie in fiamme.


Tra questi anche un episodio a Marcena. Qui alle 15 circa, come ha riportato un lettore, ha preso fuoco un campo situato davanti a delle abitazioni. "Grazie all'intervento tempestivo dei vigili del fuoco - scrive - le fiamme non hanno raggiunto le auto e le case. Da quello che si è riusciti a comprendere, l'incendio potrebbe non essere stato causato da un incidente. Il campo che ha preso fuoco era pieno di erba secca molto alta non tagliata. Molti residenti della zona avevano chiesto a chi di dovere di ripulire la zona ma senza alcun risultato".





Non sono neppure mancati gli incendi causati da abbruciamenti ed episodi dolosi.


Nelle ultime settimane ad Arezzo, sono due i casi accertati dai carabinieri forestali e per i quali sono stati individuati e denunciati i responsabili (un a Loro Ciuffenna e l'altro a San Zeno)
In questo senso è bene ricordare che, secondo la normativa regionale attualmente in vigore, dal 10 giugno al 31 agosto vige il divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali.
Con l'entrata in vigore delle modifiche al regolamento forestale (d.p.g.r. 8 agosto 2003, n. 48/R) che si è adeguato alla normativa nazionale (estratto D.lgs.152/2006), non esistono più deroghe legate a fasce orarie o distanze dal bosco.
Qualsiasi tipo di abbruciamento è vietato per tutto il periodo a rischio incendi.
L'anticipo del periodo di divieto rispetto alla data stabilita dalla normativa nel 1° luglio di ogni anno è stato deciso dalla Regione poiché il rischio di innesco e propagazione di incendi boschivi risulta già alto sull'intero territorio regionale.
La Regione potrà stabilire di prolungare il periodo di divieto assoluto, oltre la data del 31 agosto, in base all'indice di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi, con un'eventuale estensione del periodo di divieto che potrà essere disposta anche per singolo territorio comunale, dandone comunicazione al comune interessato.




Stessa normativa anche per il divieto di accensione di fuochi nei boschi. L'interdizione riguarda qualsiasi accensione ad esclusione della cottura di cibi in bracieri e barbecue situati in abitazioni o pertinenze e all'interno delle aree attrezzate. Anche in questi casi vanno comunque osservate le prescrizioni del regolamento forestale. In deroga, l'ente competente può autorizzare: attività in campeggi anche temporanei, fuochi anche pirotecnici tramite autorizzazioni che contengano le necessarie prescrizioni e precauzioni da adottare, al fine di scongiurare qualsiasi rischio di innesco di incendio.


In considerazione anche delle attuali condizioni meteo in Toscana è stato proclamato lo stato di emergenza.




"A fronte della situazione in atto in Toscana da maggio ad oggi - ha sottolineato Enrico Rossi, governatore della regione - e dell'intensificarsi del numero e della gravità degli incendi nell'ultimo periodo ho ritenuto indispensabile procedere alla dichiarazione di stato d'emergenza regionale che permetterà alla giunta, nell'immediato, di valutare le prime azioni necessarie da intraprendere per mitigare le criticità e i presupposti per richiedere l'eventuale dichiarazione dello stato d'emergenza nazionale. Abbiamo rafforzato l'attività di tutto il sistema antincendi e in particolare dell'attività della Sala operativa regionale che ormai costantemente, da maggio, gestisce l'emergenza 24ore su 24".




Dal 1 gennaio al 30 giugno si sono verificati in Toscana 303 incendi, quasi il triplo di quanto registrato negli ultimi anni, con 348 ettari di superficie boscata percorsa dal fuoco, contro i 113 ettari dello stesso semestre del 2016, ed una media di 1,15 ettari ad evento, rimasta identica a quella del 2016. Quest'ultimo dato dimostra che a fronte di un aumento considerevole degli incendi l'organizzazione regionale è riuscita, grazie a interventi tempestivi, a mantenere la stessa media ad evento.

Soltanto nella provincia di Arezzo e solamente nel mese di giugno 2017 si sono verificati ben 27 incendi boschivi per un totale di 56,33 ettari di terreno andati in fumo (dati: Servizio Anti Incendi Boschivo (AIB) Regione Toscana).



I numeri per la segnalazione incendi
La segnalazione di un principio di incendio può partire da strutture del servizio antincendi boschivi o da cittadini tramite il numero verde 800.425.425 della Regione Toscana o il 115 dei Vigili del Fuoco.




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