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Recupererà 200 chili di oro dalle schede elettroniche: ecco l'impianto da 5 milioni di euro

A Podere Rota l’impianto di recupero dei metalli preziosi, che sarà realizzato insieme ai partner progettuali Osai Green Tech e Btt Italia. Sarà in grado di trattare fino a 315 tonnellate all’anno di schede elettroniche

Un impianto da 5milioni di euro nell'area di Podere Rota. Una struttura di 2500 metri quadrati che riuscirà a trattare oltre 300 tonnellate di schede elettroniche all'anno, recuperando ben 200 chili d'oro. Sono questi gli aspetti salienti dell'impianto che la Regione Toscana ha recentemente autorizzato all’interno del distretto Valdarno Ambiente. Il provvedimento segna l’inizio di un percorso che porterà, entro alcuni mesi, alla nascita del primo distretto di economia circolare del Valdarno, nonché uno dei più importanti di tutto il centro Italia.
"Nonostante infatti l’Italia sia leader nell’economia circolare - spiega Valdarno Ambiente in una nota - , la raccolta di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) è stata mediamente di 8 chili pro capite nel 2022, contro i 12 chili di altri paesi europei. Il tasso di raccolta complessivo, nel nostro Paese, è stato pari al 34 per cento, ben al di sotto dell’obiettivo Ue fissato al 65 per cento. Questo significa che ci sono ampi spazi di mercato per l’evoluzione di questo impianto.
In aggiunta a questo, l’attuale modello di trattamento dei rifiuti elettronici per il recupero dei metalli
è basato su tecnologie di incenerimento collocato prevalentemente all’estero che, per essere sostenibili
economicamente, devono prevedere impianti su larga scala con conseguenti intense attività logistiche. Il
processo di estrazione con incenerimento è inoltre caratterizzato da un elevato consumo di energia".

L'impianto valdarnese

L’impianto che verrà realizzato nel corso del 2024 nel distretto del Valdarno, a Terranuova Bracciolini, rappresenta una innovazione nel settore. La collocazione geografica, oltre a permettere uno sviluppo dell’area, faciliterà inoltre possibili sinergie industriali con l’importante distretto orafo aretino. In questi giorni sono stati avviati i lavori di adeguamento del capannone che ospiterà l’impianto ed entro la fine dell’anno verranno portate a regime le attività.
L’impianto di recupero dei metalli preziosi, che sarà realizzato insieme ai partner progettuali Osai Green Tech e Btt Italia, sarà in grado di trattare fino a 315 tonnellate all’anno di schede elettroniche. L’impianto sarà realizzato all’interno di un capannone industriale di circa 2.500 mq, presso il sito di trattamento dei rifiuti solidi urbani di Podere Rota, con un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro. Sarà allestito anche un laboratorio chimico di analisi, indispensabile per la continua messa a punto del processo e per il controllo di qualità dei metalli recuperati.
"Siamo davvero soddisfatti – ha detto Sergio Chienni, sindaco di Terranuova Bracciolini – di veder nascere il primo impianto di recupero delle schede Raee del Valdarno. Un passo fondamentale nella costituzione del primo distretto di economia circolare del nostro territorio. Apprezziamo che Iren abbia scelto di investire in questo progetto così importante e innovativo, in sinergia col Comune, aprendo un nuovo scenario in Valdarno, sia in termini di occupazione che di sostenibilità e Green Economy. Trasformare lo scarto in valore è uno dei paradigmi del futuro, un orizzonte diverso dall’attuale, in grado di creare sviluppo secondo un modello nuovo e sostenibile".
"L’impianto di recupero Raee di Valdarno Ambiente costituisce una novità tecnologia assoluta prima di tutto perché – come ha spiegato l’amministratore delegato di Valdarno Ambiente Michele Stretti – consentirà di sviluppare una filiera integrata locale: tramite un processo di trattamento meccanico e idrometallurgico delle schede elettroniche dei piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo, saranno recuperati metalli preziosi come oro, argento, palladio e rame. In secondo luogo perché la tecnologia idrometallurgica dell’impianto consente di trattare volumi ridotti di rifiuti elettronici con un basso consumo energetico e un ridotto impatto ambientale. Infatti, l’impatto stimato, in termini di anidride carbonica equivalente, risulta essere almeno 20 volte più basso rispetto all’attività estrattiva di miniera. I rifiuti trattati e i metalli preziosi recuperati potranno essere tracciati con tecnologie blockchain, consentendo così agli utilizzatori finali, ovvero le aziende del distretto orafo aretino, di avere a disposizione metalli con provenienza certificata. Si realizza così – conclude lo stesso Michele Stretti - un effettivo Modello di Economia Circolare".
"Questo progetto testimonia l’impegno del Gruppo Iren nel campo dell’economia circolare e, in particolare, nella filiera legata al recupero di metalli preziosi e materie prime critiche dai Raee – commenta Alfredo Rosini, amministratore delegato di Iren Ambiente Toscana -. Un impianto che rappresenta un’eccellenza nazionale, non solo sul piano dell’innovazione tecnologica, ma anche dell’integrazione con il territorio. Il progetto permette inoltre di sviluppare una filiera strategica, valorizzando un tipo di rifiuto che oggi, per oltre il 90%, viene avviato a recupero all’estero, e utilizzando principalmente tecnologie di incenerimento. Un tassello significativo della strategia di investimento di Iren in Toscana, che proprio in Valdarno vede uno dei suoi punti focali attraverso il progetto di polo integrato di economia circolare".
"In qualità di presidente del Gruppo Zonale Valdarno di Confindustria Toscana Sud – dice Daniele Gualdani - voglio esprimere la mia soddisfazione per un progetto che apporterà un  significativo valore aggiunto al nostro territorio da un punto di vista ambientale, economico e sociale. Un passo importante per tutto il Valdarno, che contribuisce in modo tangibile alla promozione della sostenibilità, trasmettendo anche un importante segnale al tessuto industriale locale e nazionale. Inoltre, in veste di Amministratore Unico di Lem Industries, nonché socio di Btt Italia - una delle aziende che hanno partecipato alla progettazione dell’impianto -, non posso che provare un grande sentimento di orgoglio. La volontà di porre le basi per un nuovo distretto di economia circolare rappresenta non solo la nostra filosofia imprenditoriale, ma anche quella di tutta la nostra valle, determinata a essere tra i protagonisti di un futuro sempre più attento alle tematiche Esg".
"L’autorizzazione dell’impianto di recupero Raee rappresenta per noi – ha aggiunto Enrico Gori, presidente di Tb – solo un primo step nel percorso che abbiamo tracciato e che porta alla realizzazione del primo distretto di economia circolare del Valdarno. Ma non solo. Siamo fieri di questo primo passo perché si muove esattamente nella direzione dei tre principali obiettivi che ci siamo dati. In primo luogo, il mantenimento degli standard occupazionali legati alla chiusura della discarica di Podere Rota.
Poi l’aspetto-chiave della rigenerazione di un’area da decenni destinata ad accogliere rifiuti e che ora, invece, diviene luogo simbolo del recupero di ciò che finora era considerato solo uno scarto. Infine la circolarità, come nuovo paradigma di un modello di sviluppo efficace e innovativo in grado di generare valore e contribuire al benessere economico e sociale di tutto il Valdarno".

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