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Polemica in Consiglio per la vendita di un immobile vincolato nel centro di Monte San Savino

Il Comune ha cercato di acquisirlo, ma erano scaduti i tempi. L'attacco del gruppo di opposizione Orizzonti Comuni: "Il sindaco Scarpellini si dimetta"

Dura nota da parte del gruppo consiliare di opposizione a Monte San Savino 52048 - Orizzonti Comuni formato da Gianni Bennati e Alessandra Cheli, che ripercorre le tappe di una vicenda che visto recentemente il proprio epilogo. Chiedendo le dimissioni del sindaco Scarpellini perché, scrivono i consiglieri "inadatta al ruolo che ricopre". Al centro della polemica un immobile del centro storico di Monte San Savino, vincolato e finito in vendita. Un immobile sui cui il Comune aveva il diritto di prelazione.

La versione di Orizzonti Comuni

"Un imprenditore di Monte San Savino aveva acquistato un immobile, da anni in vendita, sotto le Logge dei Mercanti, per farci una attività commerciale che avrebbe portato presenze nel nostro centro storico oltre che garantito posti di lavoro - dice la nota -. Ogni amministrazione oculata avrebbe agevolato l’iniziativa dell’imprenditore. Al contrario, il sindaco Scarpellini ha ostacolato con ogni mezzo il concreto passaggio di proprietà, pretendendo di esercitare il diritto di prelazione, oramai scaduto in quanto decorsi i termini di legge.
Il sindaco Scarpellini ha convocato il Consiglio Comunale per il giorno 30.11.2020, inserendo in via d’urgenza nell’ordine del giorno anche l’esercizio del diritto di prelazione sul fondo già acquistato dall’imprenditore.
Il nostro gruppo consiliare già in sede consiliare denunciava con forza che erano già scaduti i termini per esercitare la prelazione, allegando il parere del Notaio Rogante e avvisando lo stesso sindaco di non dare seguito alla procedura, perché se il Consiglio Comunale avesse approvato la delibera, le conseguenze sarebbero state sicuramente quelle di avere ingenti costi ed azioni legali verso il nostro Comune, anche di risarcimento del danno, visto che il sindaco non aveva ragione e ciò si ricavava chiaramente dai documenti pubblici in possesso del Comune.
In questa battaglia di legalità il nostro gruppo è stato sostenuto soltanto dal consigliere del gruppo Socialista.
Malgrado quanto sopra, il sindaco procedeva a fare approvare una variazione di bilancio, impiegando soldi già destinati ad altre necessità, e convocava nuovamente il Consiglio Comunale per il giorno 10.12.2020.
In un periodo di così gravi difficoltà economiche, anche per gli enti locali, il Sindaco Scarpellini giustificava il proprio operato dichiarando che l’acquisto del fondo era, per il Comune di Monte San Savino, di assoluta priorità, potendolo utilizzare 'per spazi di promozione turistica-culturale, quali mostre pittoriche ed eventi vari nonché attività aggregative e musicali'.
Forse il Sindaco Scarpellini prima di acquistare nuovi spazi avrebbe dovuto pensare ad utilizzare quelli già nella propria disponibilità: (1) il plesso del Cassero è inutilizzato; (2) il terzo piano di Palazzo Galletti è inutilizzato; (3) le sale convegni del Cassero sono sempre deserte (4) la sala delle Logge Mercanti pure; (5) quelle di Palazzo Galletti idem; (6) il plesso ex Ospedale è in rovina; (7) il locale ex Poste è chiuso da tempo; (8) parte del Palazzo Pretorio non ha destinazione.
Noncurante di tutto ciò, e senza tenere conto che forse con la spesa per l’acquisto, le spese notarili, oltre tasse, oneri di mediazione e successive spese di ristrutturazione ecc., si poteva pensare di dare una mano alle attività produttive e comunque a chi ne ha più bisogno, visto il periodo che stiamo attraversando, il sindaco Scarpellini proseguiva nei propri intenti. Infatti, al Consiglio Comunale del 10.12.2020 faceva approvare una delibera per esercitare il diritto di prelazione, malgrado la nostra ferma opposizione, suffragata da un ulteriore parere del Notaio Rogante.
Il provvedimento veniva approvato dalla maggioranza, nonostante il nostro voto contrario assieme a quello del consigliere del gruppo Socialista.
Immediatamente dopo il sindaco Scarpellini precettava l’intera macchina comunale per completare l’iter di validità del provvedimento, in quanto il tutto - a loro dire - doveva essere concluso entro l’11.12.2020.
La deliberazione consiliare veniva pubblicata in meno di 12 ore (solitamente ci impiega almeno 10 giorni), ed il messo comunale, coadiuvato dall’intera Polizia Municipale, il giorno 11.12.2020 si adoperava per notificare al venditore e al compratore la deliberazione consiliare.
Malgrado l’impiego di mezzi e risorse non riuscivano a notificare l’atto nei termini di legge (scadevano alle ore 24,00 dell’11.12.2020 anche se in realtà il termine per l’esercizio della prelazione era scaduto un mese prima), già rendendo inefficace ogni procedura.
Noncurante ancora una volta di quanto previsto dalle disposizioni di legge in materia di notifica, il Sindaco era comunque intenzionato a proseguire la propria azione, fino alla sorpresa finale.
In data 11.12.2020 il Ministero dei Beni Culturali notificava al sindaco un parere vincolante in cui gli intimava di interrompere ogni procedura di prelazione in quanto i termini erano già scaduti alla data del 10.11.2020 (ovvero novembre come ha sempre sostenuto il nostro gruppo consiliare e non dicembre).
Il Ministero, quindi, affermava quanto da noi sostenuto e ribadito fin dall’inizio ma che malgrado ben due Consigli Comunali non era stato preso in considerazione.
Soltanto il nostro impegno e la nostra abnegazione hanno garantito il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini".

L'epilogo

La nota aggiunge che: "il primo cittadino notificava all’imprenditore una comunicazione con la quale affermava che il diritto di prelazione esercitato dal Comune di Monte San Savino era da ritenersi 'senza effetto'. In sostanza informava l’imprenditore che aveva scherzato, che erano stati una burla i vari pareri legali richiesti, le convocazioni di ben due Consigli Comunali, la deliberazione del Consiglio Comunale, ogni atto di notifica non andato a buon fine.
Una azione di una gravità inaudita, visto che il diritto di prelazione è stato votato ed approvato dal Consiglio Comunale (su proposta dello stesso sindaco, con il voto della sua maggioranza), e quindi nessun soggetto può rendere senza effetto una deliberazione del Consiglio Comunale, altrimenti verrebbe meno il ruolo dello stesso organo istituzionale. Resta inteso che del fatto di cui sopra saranno informate le competenti sedi, anche giudiziarie. A questo punto cosa dovrebbe fare un Sindaco coerente e rispettoso delle istituzioni?
Soltanto una cosa: presentare le proprie dimissioni", conclude il Gruppo Consiliare 52048 - Orizzonti Comuni.

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