Venerdì, 18 Giugno 2021
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Immigrati "toscani", ad Arezzo rappresentano il 18% dei lavoratori. Ma solo lo 0,2% percepisce pensioni

Lavorano nelle piccole imprese, a volte aprono “bottega” da soli, pagano il 13 per cento dei contributi ma ne incassano solo lo 0,2 per cento. Sono gli immigrati Toscani, così come vengono dipinti nel Dossier Immigrazione curato da Idos e...

Migranti

Lavorano nelle piccole imprese, a volte aprono "bottega" da soli, pagano il 13 per cento dei contributi ma ne incassano solo lo 0,2 per cento. Sono gli immigrati Toscani, così come vengono dipinti nel Dossier Immigrazione curato da Idos e presentato ieri a Firenze, nella sede della Cna.

I dati, se da un lato mostrano delle conferme, dall'altro sfatano tanti luoghi comuni. La crisi infatti ha colpito anche gli immigrati "toscani", che hanno toccato soglia 396mila, ma che vedono i posti di lavoro occupati contrarsi dell'1,1 per cento, portando i lavoratori a quota 246mila. Mentre le rimesse verso i Paesi d'origine sono calate del 2,7 per cento. Dove sono dislocati? Soprattutto lungo la "Toscana dell'Arno" ovvero nei principali distretti industriali che vanno da Arezzo a Pisa, passando da Prato e Firenze. E proprio ad Arezzo sono presenti il 10,9 per cento. Cosa fanno? Oltre la metà dei 246 mila lavoratori nel 2014 erano occupati tra Firenze (31,2 per cento) e Prato (18,7 per cento). Ad Arezzo in quel periodo c'era l'8 per cento di loro, con un incidenza rispetto al totale dei lavoratori pari al 18,1 per cento.

Il 55,5% degli occupati nati all'estero era impiegato nei servizi, il 31,5% lavora nell'industria e il 7,3% nell'agricoltura (per il restante 5,8% non è stato possibile attribuire alcun settore). Per quanto riguarda l'agricoltura Arezzo è tra le 4 province che impiega impiega oltre il 10% degli occupati. I numeri parlano chiaro: Grosseto (26,8%), Siena (18,6%), Arezzo (15,0%) e Pistoia (11,8%). Molti di più nella realtà aretina i lavoratori dell'industria, ovvero il 39,9 per cento. In particolare, gli immigrati toscani lavorano soprattutto nelle micro-imprese (da uno a nove addetti), ovvero il 74,6%.

Poi il capitolo lavoro autonomo: ad Arezzo è concentrato il 9,6 per cento degli oltre 44mila lavoratori autonomi nati all'estero.

Inattesi i dati che arrivano dall'aspetto contributivo: i numeri raccontano di come l'immigrazione sia una risorsa importante per tutto il territorio regionale. "Ad oggi - si legge nel dossier - gli occupati extracomunitari sono il 13,2% di tutti gli occupati toscani, ma incassano soltanto lo 0,2% delle pensioni. Si conferma così il loro positivo contributo agli equilibri del sistema previdenziale".

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