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Il vino senza chimica per tornare alle origini: il sogno di Bidini realizzato a Vitereta

“Il vino si fa in vigna, non in cantina. Adesso, fortunatamente, sono numerose le realtà attente alla genuinità dei prodotti ma, quando smisi di usare la chimica nel 2006, molti mi prendevano per pazzo”. Sguardo indagatore, sorriso rassicurante e...

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“Il vino si fa in vigna, non in cantina. Adesso, fortunatamente, sono numerose le realtà attente alla genuinità dei prodotti ma, quando smisi di usare la chimica nel 2006, molti mi prendevano per pazzo”. Sguardo indagatore, sorriso rassicurante e il baffo più noto dell’enologia aretina. Marcello Bidini spalanca le porte della cantina, entusiasta di raccontare il suo percorso, il suo mondo. Perché Vitereta è, per lui, un sogno che si è concretizzato. Ci sono voluti impegno, investimenti, energia e il saper guardare avanti sempre credendo nelle proprie convinzioni nonostante gli occhi addosso o le critiche sussurrate. La strada non è stata facile. “Volevo che i miei vini fossero sani, autentici. La natura fa tutto da sé, bisogna solo saperla leggere e assecondare. Per vinificare usiamo metodi tradizionali, rispettiamo l’uva senza aggiungere nulla per favorire o condizionare le fermentazioni. Nel mio calice di vino voglio sentire i profumi della terra, del bosco, del sole e della pioggia. Voglio sentire le caratteristiche di una determinata annata, compresi i difetti. Dieci anni fa decisi di eliminare la chimica e attuare la conversione biologica. Era una novità, pochi osavano. Feci molte ricerche, viaggiai in tutta Italia visitando piccoli produttori che, come me, avevano abbracciato questa filosofia. Parlavo con loro, mi confrontavo, ci scambiavamo consigli e ci sostenevamo a vicenda sicuri che quella fosse la strada giusta. Credo che il tempo e i risultati mi abbiano dato ragione”.

I vigneti della Tenuta Vitereta, a Laterina, occupano 50 ettari di terreno di una zona collinare posta mediamente a 265 metri d'altezza. Una parte del suolo è di formazione sabbiosa con ciottoli di arenaria riposanti su argille lacustri, una parte è di natura alluvionale calcareo-marnoso. Il clima è tipicamente mediterraneo, con un'estate quasi priva di precipitazioni, con piogge concentrate in autunno e primavera, e un inverno freddo e asciutto. Insomma, l’ideale per il vino. Oltre ai vitigni internazionali, vengono coltivati trebbiano, sangiovese, malvasia e aleatico, ottimi compagni di dolci esperimenti. Come il vinsanto, prodotto tradizionale dell'enologia toscana. A Vitereta, per il Supremo, si usa solo trebbiano; i grappoli, selezionati e lavorati con tecnica tradizionale per garantire un prodotto di grande pregio, sono appesi uno ad uno al soffitto di una vecchia tabaccaia. Il luogo dell'attesa, lenta e senza fretta. Durante i sei-sette anni di affinamento, il vino contenuto nei caratelli da 57 litri deve essere sottoposto ai mutamenti delle condizioni atmosferiche e a sbalzi di temperatura notevoli. “Il vin santo si fa per passione, non certo per far quadrare i conti dell’azienda”. Poi troviamo l’eccellenza, il premiato e acclamato vin santo del Chianti Occhio di Pernice, 100% sangiovese. Lo scorso anno, insieme a soli 24 vini in tutta Italia, si è guadagnato il massimo riconoscimento della guida Vitae, 4 tralci e il tastevin.

Ogni attività, dalla vendemmia alla svinatura, è portata avanti con la massima attenzione e, soprattutto, con umiltà. Un lavoro maniacale ricompensato dal grande prestigio di cui Vitereta gode nel territorio: l’80% dei vini viene venduto nella provincia di Arezzo. Insieme a Marcello, lavorano le figlie Francesca e Martina che si occupano dell’accoglienza e della parte commerciale e il genero Simone che, invece, cura le vigne. Persino l'altro figlio Alessio, che ha intrapreso una strada diversa, è sommelier e appassionato del settore.

“Quello che prediligo di questo lavoro – racconta Martina – è il contatto diretto con i clienti. Per noi è un piacere che vengano in cantina per conoscerci, per visitare la tenuta, per provare i vini. Per questo cerchiamo di ricambiare la loro fiducia con la massima disponibilità”. Sommelier da giugno 2015, Martina è l’ultima entrata nell’attività familiare. Molto di quello che sa, lo ha appreso sul campo. “Ho imparato a riconoscere le uve, ho imparato che l’ultima visita delle giornata deve essere fatta con lo stesso entusiasmo della prima, ho imparato che un sorso di vino vale più di mille spiegazione ma ho imparato anche che parole e sorrisi possono arricchire un sorso di vino. Ho imparato anche che non va mai aperta una barrique mentre fermenta. Mai. Una volta lo feci; sentivo il vino bollire, ero troppo curiosa di vedere il processo con i miei occhi. Tolsi il tappo e la botte esplose riempiendo di mosto tutta la cantina. Posso dire, con orgoglio, di aver fatto letteralmente il bagno nel vino. I moscerini mi hanno perseguitata per settimane. Ma tutto è importante. Amo quello che faccio”.

Chiara Calcagno

Tenuta Vitereta

Indirizzo: via Casanuova, 108/1 - 52020 Laterina

E-mail: vitereta@inwind.it

Web: www.tenutavitereta.com

Vini rossi: CasaRossa, Ripa della Mozza, Villa Bernetti, Capitoni, Merlot, Grondino, Lo Sterpo

Vini bianchi: Donnaurora, Trebbiano, Ca’ Pescina

Vi rosati: Rosadele

Altri prodotti: Vin santo del chinati Supremo e vin santo del chianti Occhio di pernice, Aleatico, olio extra vergine di oliva

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