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Il Comitato genitori Arezzo: "Porzioni delle mense ridotte fino al 50% in sei anni"

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Genitori Arezzo un'indagine sulle porzioni all'interno delle mense scolastiche comunali. La lettera del comitato Seppur convinti che la questione richiedesse tempi rapidi, ci siamo presi del tempo prima...

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Genitori Arezzo un'indagine sulle porzioni all'interno delle mense scolastiche comunali.

La lettera del comitato

Seppur convinti che la questione richiedesse tempi rapidi, ci siamo presi del tempo prima di esprimere il nostro punto di vista sull'introduzione dei nuovi menù delle mense scolastiche del comune di Arezzo.

L'attività di ricerca e studio dei dati e della documentazione di riferimento, nonchè di confronto con altre realtà del territorio toscano e italiano, è infatti stata molto intensa e complessa.

Il 9 gennaio 2017 è entrato in vigore il nuovo appalto per le mense scolastiche aretine e sono emerse, fin dai primi giorni, numerose problematiche tra cui una consistente riduzione delle porzioni servite.

Il nuovo contratto prevede criteri, regole, scelte e un menù che, a detta di chi rappresenta la parte pubblica, è sostanzialmente imposto dalla normativa vigente a livello nazionale.

Attraverso un'opera di confronto serio con altri comuni toscani che rispettano tali normative nazionali, a cui si affiancano quelle emanate in ambito regionale, è invece emersa l'esistenza di un margine di manovra molto più ampio rispetto a quanto prospettato ai cittadini aretini. La normativa a cui viene fatto riferimento, infatti, è costituita da "Linee Guida", che lasciano spazio discrezionale ad una modulazione dei menù, sia in merito alle ricette che rispetto alle grammature previste.

Il 18 gennaio 2017, a seguito delle immediate proteste dei genitori e, soprattutto, a causa della mancata e dovuta informazione, l'Assessore di competenza Lucia Tanti ha optato per un "magnanimo" aumento del 10% delle quantità previste, come in realtà già contemplato dallo stesso contratto di appalto.

Del resto, quella che in gergo tecnico viene definita la "quantità per la pentola", è la misura che, come tutti sanno, serve a far fronte ai possibili "incidenti" nella fase di sporzionatura (ad es. piatti rovesciati).

Quanto sopra esposto avveniva poco prima di un ciclo di incontri, tenuti dal Comune con i vari rappresentanti del Comitato Mensa.

L'effetto placebo, che è scaturito dal suddetto aumento delle porzioni, ha arginato temporaneamente il problema in alcune scuole distribuite a macchia di leopardo sul territorio comunale, in cui la situazione si è, per così dire, normalizzata. Ciò è sicuramente imputabile a fattori quali la maggiore esperienza e capacità di adattamento di una parte del personale coinvolto nella preparazione e sporzionamento delle pietanze e anche alla presenza o meno della cucina all'interno del plesso scolastico, che risulta essere mediamente un fattore di maggior qualità.

Volendo approfondire la questione con dati oggettivi alla mano, per un paragone concreto fra il menù corrente e quello in vigore nella precedente gara d'appalto (che ha coperto il periodo 2011-2016), abbiamo richiesto, tramite accesso agli atti, copia della tabella grammature del menù precedente.

Il confronto ha evidenziato che il 10% di aumento delle grammature a crudo (concesso e fatto passare come un "favore" dall'amministrazione comunale), non può competere, dati alla mano, con la riduzione del 30% del peso di pasta e cereali, e ancor meno con il taglio sulle grammature delle carni, che in alcune classi di età tocca il 50%.

-10,00

-25,00

-33,33

-18,18

-50,00

-50,00

-41,67

-33,33

-50,00

-50,00

-16,67

-20,00

-33,33

-50,00

Nella soprastante tabella il confronto, in percentuale, fra le grammature del menù attuale (2017) e quello relativo al precedente appalto di mensa (2011-2016).

La risposta dell'amministrazione comunale è però sempre la stessa: i bambini toscani, aretini in particolare, sono grassi, obesi e sedentari, non possono mangiare di più!

Dal canto suo chi ha redatto il menù, il Servizio Nutrizione Clinica della USL 8, interpellato tramite un incontro diretto, ha sostenuto le proprie tesi.

La normativa in realtà è chiara e anche in questo caso è l'atteggiamento delle amministrazioni coinvolte a suscitare in noi legittime perplessità. L'adesione alle linee guida nazionali è infatti necessaria per la fascia di età 0-3 anni, dai 4 ai 13 anni non vi è alcuna obbligatorietà di utilizzo. E' evidente quindi la scelta propria dell'amministrazione comunale di far applicare per tutte le fasce d'età le linee guida, che abbiamo visto sono state interpretate in maniera sin troppo aderente e restrittiva alle tabelle minime da parte della USL 8.

I genitori dei bambini interessati, che quindi si sono visti calare dall'alto questa decisione (tra l'altro non condivisa e non partecipata preventivamente), si sono trovati così a dover rispondere alle esigenze dei propri figli senza strumenti adeguati. Ciò fa si che, al rientro pomeridiano a casa, i bambini finiscano per mangiare cibi meno salutari di quanto lo sarebbero stati quei 20 g di carne in più.

Non sono state di certo il primo ciclo di riunioni organizzate dal Comune (in collaborazione con ELIOR ed USL8), scaglionate di proposito e piene di promesse politiche, a farci sentire partecipi della vita dei nostri bambini.

È notizia di pochi giorni fa la convocazione del secondo ciclo di incontri, previsti inizialmente con cadenza mensile, ma che hanno subito un forte rallentamento nonostante le numerose segnalazioni che siamo sicuri che gli Uffici preposti abbiano ricevuto in questi mesi.

Per concludere una riflessione. La somma versata dalle famiglie per garantire ai propri figli pasti adeguati in ambito scolastico è rimasta invariata, cosi come quella erogata dal Comune per coprire 2 anni e mezzo di servizio mensa in appalto.

Ogni giorno circa 3000 bambini dai 3 mesi ai 3 anni usufruiscono della mensa, e questo, sommando contributo comunale, pari a 2.405.254,73 euro e compartecipazione delle famiglie, porta l'ammontare dell'appalto in questione ad un totale che si attesta a 6.550.000 euro da gennaio 2017 a luglio 2019.

A fronte di queste osservazioni ci domandiamo: a chi giova veramente il drastico taglio delle grammature cucinate? La presa di posizione del Comune viene portata avanti per la salute dei nostri figli o per mera convenienza economica di qualcuno?

Noi, come Comitato Genitori Arezzo, ma prima di tutto come Genitori, saremo sempre attenti a ciò che succede al mondo della scuola aretina, anche raccogliendo suggerimenti e criticità di qualsiasi genere tramite la nostra pagina fb (Comitato Genitori Arezzo) e all'indirizzo mail comitatogenitoriarezzo@gmail.com.

Intanto annunciamo che abbiamo in programma una serie di incontri con le istituzioni comunali, tra cui il Sindaco Ghinelli, per una presentazione ufficiale.

Diminuzione menù 2017 rispetto al 2011-2016, in % Asilo Nido Scuola dell'Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria di 1° Grado
Pasta o Riso

-31,25

-29,17

Gnocchi di Patate

-37,50

-20,00

Carne di vitella, maiale, pollo, tacchino

-50,00

-42,86

Pesce

-40,00

-33,33

Prosciutto crudo o cotto

-50,00

-40,00

Mozzarella o altri formaggi a pasta molle

-20,00

-25,00

Formaggi a pasta dura (Parmigiano Reggiano)

-60,00

-37,50

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