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Rsa Covid, D'Urso: "Non esistono in Toscana". Hotel sanitari ancora in stand by

Il punto sull'organizzazione territoriale in merito ad alberghi sanitari e rsa Covid provinciali. Le delucidazioni del direttore generale dell'azienda Toscana sud est

Cosa è successo agli alberghi sanitari? Come mai ancora Arezzo non ha il suo?
La risposta è arrivata dal direttore generale della Asl Toscana sud est Antonio D'Urso. "Il prefetto - ha sottolineato - esercitando i poteri attribuitegli dalla normativa attualmente in vigore, ha ordinato la valutazione di strutture alberghiere e il dipartimento di prevenzione sta fornendo tutto l'aiuto necessario affinché, l'individuazione sia fatta nei confronti di una struttura che abbia tutti i requisiti così che l'accoglienza dei soggeti Covid positivi avvenire in assoluta sicurezza".

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E' questo l'ultimo capitolo di una vicenda tortuosa che, nelle scorse settimane, ha visto balzare agli onori della cronaca due strutture indicate quali possibili "hotel Covid". Si è trattato dell'albergo Planet di Rigutino e del residence I Gelsi di viale Santa Margherita. Entrambi, in un primo momento, parevano conformi alle caratteristiche indicate dalla Regione Toscana. Ma poi, nessuna delle due opzioni ha avuto un riscontro positivo e le pratiche non sono andate a buon fine. Le motivazioni di questa doppia "fumata nera" sono state ripercorse dal sindaco Alessandro Ghinelli durante la seduta del consiglio comunale

“Inizialmente - ha spiegato il primo cittadino di Arezzo rispondendo ad un'interrogazione postagli dai consiglieri Alessandro Caneschi, Andrea Modeo e Francesco Romizi - l’albergo a Rigutino poteva sembrare una struttura idonea, per la sua ubicazione e per il contesto urbanistico circostante, ma ho chiesto all’azienda sanitaria di fornirmi comunque un certificato di idoneità, stante la funzione di ‘albergo sanitario’ che l’hotel avrebbe dovuto svolgere. In quella fase di verifica, l’Asl ha potuto rilevare che l’immobile è dotato di un sistema di smaltimento di acque reflue non consono: le acque, infatti, non vanno in fogna ma in un fosso superficiale. E questo fa sorgere una domanda: questo genere di depurazione lascia o meno indenne il fosso dal virus? Per la struttura ad Arezzo, molto meno isolata di quella di Rigutino peraltro, ho sollecitato per una seconda volta la redazione del certificato di idoneità e l’azienda ha scoperto l’identico problema di smaltimento delle acque, che si esaurisce non in fogna ma in superficie. Non so quali siano in questo momento le ulteriori strutture alberghiere che l’azienda sanitaria sta valutandoricordo che l’individuazione delle stesse è competenza tutta dell’Asl mentre il prefetto esercita la cosiddetta requisizione. Finché non si esaurisce questa fase, continuerò a vigilare”.

Per tanto la questione, stando alle parole pronunciate di D'Urso, si trova nelle mani del prefetto che, a sua volta, è stato chiamato in causa dallo stesso direttore generale lo scorso 10 aprile proprio dopo l'accordo saltato con il residence "I Gelsi".

Salta l'ipotesi di albergo sanitario. D'Urso: "Prefetto requisisca una struttura"

Discorso differente quello che riguarda medici, infermieri e operatori della salute che, essendo una categoria ad alto rischio di contagio, anche se non positivi possono, qualora lo necessitino, recarsi presso strutture alberghiere individuate appositamente per la loro accoglienza e già operative. Un sistema di isolamento volto a tutelare la salute del personale sanitario oltre che limitare le possibilità di contagio.

C'è poi anche il tema riguardante l'attivazione di residenze socio sanitarie assistite interamente dedicate, come nel caso degli alberghi sanitari, alle cure di pazienti Covid. Anche in questo senso le delucidazioni arrivano da D'Urso che sottolinea: "da più parti mi viene segnalato la necessità di aprire delle rsa Covid nei territori. Ricordo che la regione Toscana ha fatto una scelta di campo molto diversa da quella delle altre regioni. I soggetti Covid positivi devono essere posti in isolamento e se sintomatici presi in carico dal sistema sanitario regionale non in un rsa, ma nei livelli di assistenza sanitaria. Quindi o nel livello di cure intermedie o in ospedale. Non esistono le rsa Covid in Toscana".

Secondo quanto previsto nell'ultima ordinanza regionale del 7 aprile, l'isolamento dei positivi può avvenire anche all’interno della residenza “se gli spazi consentiranno una separazione senza alcuna commistione - come sottolineato dal presidente della Toscana Enrico Rossi - oppure i malati dovranno essere trasferiti in strutture diverse e a questo proposte, destinate unicamente a malati Covid. Alcune rsa o rsd private, d'intesa con il gestore, potrebbero essere trasformate e rivolte alla sola accoglienza di ospiti positivi".

Rossi: "Separazione e cure intermedie per rsa"

La necessità di provvedere ad isolare i pazienti positivi da quelli negativi, nelle rsa aretine è stata messa in pratica in più modi. Per quello che concerne i no Covid della rsa di Montevarchi, ad esempio, è stato optato per il loro trasferimento nell'ex ospedale di Foiano della Chiana. I 2 infetti presenti a Villa Fiorita invece, sono stati trasferiti nella struttura di Koinè in via Arno. A Montevarchi e Bucine, capoluoghi dove nelle settimane passate si sono registrati più casi di Coronavirus tra degenti e personale, parte della gestione della struttura è stata presa in carico dall'azienda sanitaria attraverso l'impiego di personale dedicato appositamente. 

Casa di riposo, la Asl subentra nella gestione dei positivi

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