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“Hospice al palo e San Donato sempre più penalizzato". Ghinelli e la Lega: "Giani da che parte sta?"

"Dobbiamo fare una petizione ‘contro’ la Regione?". A porre la questione è il sindaco di Arezzo Ghinelli che interviene circa i tempi di realizzazione del nuovo hospice e sulla riorganizzazione dei medici di medicina di emergenza urgenza

Nella foto: da sinistra Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo, e Eugenio Giani, presidente Regione Toscana

L'area vasta, "madre di tutte le problematiche", e poi la lunga attesa per il ripristino dell'hospice nonché il reclutamento di personale per i pronto soccorso tra gli organici di altri reparti. Sono molteplici gli aspetti della sanità toscana che secondo il sindaco Alessandro Ghinelli hanno bisogno di "un'immediata rivalutazione" poiché le criticità de "l’insostenibile e illogica estensione di una Asl che da Sestino arriva all’isola del Giglio" si riversano completamente sui cittadini. Considerazioni, quelle del primo cittadino di Arezzo, che arrivano all'indomani delle ultime novità riguardanti i tempi per la realizzazione del nuovo hospice e la riorganizzazione interna dei reparti di emergenza urgenza che, per supplire alle carenze di organico, vedranno correre in auto i medici di altri repari. "Ora - ha specifica Ghinelli - è il momento di puntare i piedi e rivolgerci direttamente al presidente della Toscana Eugenio Giani. Arezzo e i suoi servizi sanitari non possono più attendere. Di sicuro non vogliamo attendere 47 mesi per rimpossessarsi di una struttura che già c’era” (l'hospice ndr). Ed è così che il sindaco si rivolge a Giani affermando forte e chiaro che “la pazienza è finita".

Area vasta: "Rivalutiamola o pronti ad una petizione popolare"

"Per l'area vasta sollecitiamo un’immediata rivalutazione" specifica Ghinelli che aggiunge: "sediamoci subito a un tavolo che segni politicamente una discontinuità. E confido che questo appello sia sufficiente, senza dover ricorrere ad altri strumenti di pressione come, ad esempio, una petizione popolare. Rispetto alla quale mi chiedo: perché rianimare i cittadini su una cosa talmente chiara come l’insostenibile e illogica estensione di una Asl che da Sestino arriva all’isola del Giglio? C’è bisogno di aggiungere altro dopo questa digressione geografica?".

Hospice e personale medico: "Basta falsi trionfalismi"

Sul tema rigurandate la realizzazione del nuovo hospice, nelle settiname appena trascorse, erano intervenuti sia la vice sindaca Lucia Tanti che la Asl. La prima, a seguito di un confronto con l'azienda sanitaria, aveva apertamente denunciato come i tempi di realizzazione della rinnovata struttura fossero inaccettabili. Successivamente è stato Francesco Ghelardi, direttore amministrativo della Asl Toscana sud est, a controbattere come "i tempi non li decide la Asl ma la legge" . Ma nonostante il botta e risposta gli animi sono più che distanti dal dirsi distesi e a questi si aggiungono le considerazioni del primo cittadino aretino rivolte direttamente al presidente Giani. "La direzione sanitaria ci ha comunicato che per riavere l’hospice occorreranno 32 mesi, che aggiunti ai 15 che abbiamo già atteso fanno quasi 50 - ha specificato Ghinelli - Le sembra un tempo adeguato? Le sembra possibile che vada applicata una procedura ordinaria per qualcosa di straordinario? La nostra richiesta è che Arezzo possa tornare a fruire di un servizio fondamentale non solo da un punto di vista sanitario, ma con ricadute sociali ed etico-morali, in 12 mesi. Altrimenti è inutile partecipare a qualsiasi altra riunione in cui vengano prospettati progetti e tempi biblici".

Infine qualche considerazione sull’ospedale. "Il San Donato vive una situazione difficilissima - aggiunge Ghinelli - dal pronto soccorso ai reparti specialistici, e sta trasformandosi in un contenitore generalista che non è all’altezza della qualità e della professionalità del personale sanitario. E anche su questo chiediamo che il confronto si alzi. Per impostare un futuro di scelte, di investimenti, di progettualità che mettano la sanità di Arezzo al centro, ritagliando per essa perimetri di eccellenza e protagonismo nuovi. I temi sono: il futuro che questa città merita e le risposte che la Regione non dà”.

Casucci: "Sanità aretina trascurata da Giani e dalla sua giunta"

Sullo stesso tema è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega, Marco Casucci. "Sono anni che - afferma - cerco di far capire a chi amministra questa Regione che Arezzo merita di meglio in ambito sanitario. Non vogliamo ripercorrere il calvario della sanità cittadina ma l'ultima vicenda legata ad un tempo infinito per avere un dignitoso e funzionale hospice in città, la dice lunga di come il presidente Giani e la sua giunta, abbiano seriamente a cuore le esigenze degli aretini. È finito il periodo delle promesse da marinaio,  siamo stufi di doverci confrontare con una macchina burocratica fallimentare che non viene minimamente migliorata da chi dovrebbe pensare al bene dei cittadini. Pensiamo che Arezzo meriti di avere una vera e propria "Cittadella della salute", riqualificando l'area dl Pionta; un'idea che porteremo avnti con grande determinazione, nonostante l'impalpabilità sul tema da parte di chi dovrebbe dare risposte certe e tempestive. Il San Donato poi, sta sempre più diventando un ospedale di serie B. Insomma è il momento di fatti concreti e non solo di fare passerelle".

Grassi: "Insoddisfacente la gestione della Asl aretina"

Fanno eco le considerazioni del commissario provinciale della Lega, Matteo Grassi che in merito al piano predisposto dalla Asl sud est per far fronte alle carenze organiche nei reparti di pronto soccorso e medicina d’urgenza, specifica come "l'ordine di servizio, celandosi dietro all’appello allo spirito di solidarietà professionale, mira a nascondere responsabilità evidentissime. Il direttore generale Antonio D'Urso inanella l’ennesima prova della sua insoddisfacente gestione a guida, tra le altre, della Asl aretina. Cosa è stato fatto dal direttore generale per prevenire i problemi derivanti dai pensionamenti e dai trasferimenti? Cosa è stato fatto per evitare di dover ribaltare i problemi di organico su medici che da oltre un anno lavorano nelle condizioni più proibitive e che, al posto delle meritate ferie, si vedono recapitare un ordine di servizio che, in ultima ipotesi, prefigura un precettamento? Ebbene, nulla. Certamente non ad Arezzo dove da molto si denunciano le carenze organiche. La stessa direzione che ha risposto al grido della cittadinanza per ritornare alla stabilità dell’hospice, con un laconico rinvio triennale, tutto burocratico. Una cittadinanza già sfregiata da questa offesa alla dignità dei più deboli che oggi vede quelli che in piena emergenza erano stati indicati a “eroi” chiamati a doversi rimboccare le maniche ancora una volta. Ma stavolta non per combattere un nemico terribile è invisibile ma piuttosto gli effetti di una dirigenza incapace di programmare anche il periodo feriale estivo. Senza dimenticare che quegli specialisti che verranno prestati - spontaneamente o meno - a questo rimpiazzo, non potranno che interrompere, ancora, le loro attività con evidente danno per tutti quei cittadini che da mesi e mesi attendono. Un pregiudizio che pagheranno sulla pelle gli aretini e che non intendiamo accettare. Un disagio causato dalla cattiva gestione e dall’incapacità programmatica. La Lega esprime il massimo sostegno a tutti quegli specialisti che oggi vengono raggiunti da questo ennesimo affronto e si fa portavoce del grido di allarme dei pazienti schiacciati da un blocco intollerabile che, se ben si comprende in periodo emergenziale, non può tollerarsi in questa fase".

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