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Mercoledì, 10 Agosto 2022

Festa della Guardia di Finanza, il bilancio: "Scoperti 104 evasori totali e 155 i furbetti del reddito di cittadinanza"

Questa mattina le celebrazioni per il 248esimo anniversario della fondazione del Corpo. Le operazioni e l'impegno nella lotta alle frodi fiscali

Dall'impegno durante i momenti più difficili della pandemia, alle attività di contrasto dei reati finanziari di questo post Covid: la Guardia di Finanza di Arezzo oggi ha celebrato il 248esimo anniversario della fondazione del corpo e, nell'occasione ha fatto un bilancio dell'intensa attività svolta dall'inizio del 2021. 

La cerimonia si è tenuta presso il Comando Provinciale, alla presenza delle più alte cariche istituzionali della provincia di Arezzo, del comandante provinciale Adriano Lovito, e di una rappresentanza di ufficiali, ispettori, sovrintendenti, sppuntati e finanzieri e del personale in congedo delle sezioni Anfi di Arezzo e Valdarno Superiore.

Il bilancio: "Un impegno a tutto campo"

Nel 2021 e nei primi 5 mesi di questo 2022, le Fiamme Gialle di Arezzo hanno eseguito 260 interventi ispettivi e 1.053 indagini, per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica ed organizzata, nel tessuto economico e sociale: un impegno “a tutto campo”, a tutela di famiglie e di imprese in difficoltà ed a sostegno delle prospettive di rilancio e di sviluppo del Paese.
Si è spesso trattato di "interventi mirati e selettivi, fondati sull’incrocio delle banche dati fiscali e di polizia, sul
controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria", in particolare nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e di chi ha messo in atto "condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale". 

La festa della Guardia di Finanza

Nel periodo in esame - spiegano le Fiamme gialle - sono stati scoperti 104 evasori totali, ossia soggetti completamente sconosciuti all’Amministrazione finanziaria e 145 lavoratori in “nero” o irregolari. 37 sono i datori di lavoro verbalizzati per aver impiegato manodopera irregolare.
Al termine di indagini di polizia giudiziaria in materia di reati fiscali, sono stati denunciati 77 soggetti, di cui 3 tratti in arresto.
Il valore dei beni sequestrati e confiscati per reati fiscali è di 11,5 milioni di euro. Mentre le proposte di sequestro, tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, ammontano ad oltre 14 milioni di euro.
Sono 8 i casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente  riconducibili a società “esterovestite”/stabili organizzazioni occulte in Italia.
Tra queste, si segnala l’attività conclusa con la proposta di sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 4 milioni di euro, nei confronti di una società di diritto statunitense, operante nel settore del turismo in tutta l’area mediterranea ed in molte regioni italiane, con sede operativa in provincia di Arezzo. All’esito delle indagini, sono stati ricondotti a tassazione in Italia redditi per circa 12 milioni di euro. 
Relativamente ai fenomeni delle frodi fiscali e delle indebite compensazioni, sono diverse le attività concluse.
Tra le più importanti c'è quella balzata agli onori delle cronache nel 2021, nei confronti del consorzio Reses, con base nell’aretino e operativo anche in altre regioni dell’Italia centro-settentrionale, attivo da anni nella gestione in affidamento da enti pubblici e privati di strutture socio-assistenziali. Il sodalizio individuato ha ideato uno schema che prevedeva, tra l’altro, la partecipazione da parte del consorzio a gare pubbliche, per poi affidare l’esecuzione delle prestazioni a società cooperative “affiliate”, talora rappresentate
da “prestanome”. "Gli indagati - afferma la Guardia di Finanza -, con il contributo di un consulente fiscale, hanno posto in essere ripetute condotte di omesso versamento di tributi e di indebite compensazioni, che, nel tempo, hanno generato un rilevante debito nei confronti dell’Erario in capo alle singole cooperative, poi sistematicamente poste in liquidazione e sostituite con altre che proseguivano l’attività con gli stessi dipendenti. Nel complesso, è stato quantificato un ammontare di somme evase/non versate pari a 26 milioni di euro, costituenti il profitto illecito realizzato. 10 i soggetti denunciati, a vario titolo, per associazione per
delinquere e reati fiscali, 3 le persone nei cui confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare. Eseguito anche un provvedimento di sequestro preventivo per oltre 500.000 euro".
Altra attività, altrettanto significativa, è l’operazione “Ursula”, che ha portato alla scoperta di una frode fiscale nel settore della produzione e della commercializzazione di abbigliamento e di pelletteria, perpetrata da un’associazione per delinquere composta da 11 soggetti, alcuni dei quali legati da vincoli di parentela, dislocati in più regioni e con proiezioni anche in Austria. Nel corso degli anni, tramite le società a loro
riconducibili, hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 15 milioni di euro, ottenendo indebite compensazioni per oltre 3 milioni di euro. L’attività si è concretizzata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare personale nei confronti del dominus della frode fiscale e con l’esecuzione, nel 2022, di un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un importo di circa 8,5 milioni di euro.

"Non è mancata l’attenzione delle Fiamme Gialle aretine alla tutela della libera concorrenza del mercato e ad assicurare il monitoraggio dei prezzi, nonché a contrastare le condotte fraudolente nel settore dei prodotti energetici".

Oltre 400 controlli su strada in materia di circolazione dei prodotti sottoposti ad accise. Numerosi i controlli sul rispetto della normativa in tema di trasparenza dei prezzi al consumatore (53 interventi). 14 le violazioni riscontrate, per irregolarità nella disciplina della pubblicità dei prezzi del carburante, con sanzioni che vanno da 516 euro a 3.098 euro  (per l’omessa comunicazione periodica da parte dei gestori di impianti al Ministero dello sviluppo economico del prezzo effettivamente praticato).
 

Spesa pubblica, le indagini

Nel corso del 2021 e primi mesi del 2022, la Guardia di Finanza ha dedicato una particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica Amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.
361 sono gli interventi complessivamente svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei a quelli degli enti locali, cui si aggiungono 22 deleghe d’indagine, concluse in collaborazione con la Procura Regionale della Corte dei conti. Si tratta di attività che hanno spesso una ricaduta sul versante erariale e che hanno comportato la segnalazione alla Magistratura contabile di danni per circa 3,5 milioni di
euro.
Poi il capitolo sul “reddito di cittadinanza”. "Gli interventi svolti in quest’ultimo ambito, anche con il contributo dell’Inps, sono stati indirizzati, in maniera puntuale e selettiva, nei confronti delle posizioni (ben 155) connotate da concreti elementi di rischio ed hanno permesso di intercettare circa 800mila euro di erogazioni indebitamente percepite e 45 mila euro di aiuti richiesti e non ancora riscossi, nonché di segnalare all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore, 132 soggetti".
Singolare il caso di un nucleo familiare, da tempo dimorante nel Casentino, in cui il  capofamiglia percepiva indebitamente, da oltre due anni, il reddito di cittadinanza, pur svolgendo un’attività imprenditoriale di raccolta di rifiuti anche ferrosi, completamente “in nero” e senza alcuna autorizzazione. Gli accertamenti fiscali hanno consentito di ricostruire redditi sottratti a tassazione, dall’anno 2016 in poi, per circa 120.000 euro. 

Analoga attenzione è stata rivolta nei confronti delle risorse pubbliche impiegate per attenuare le conseguenze della crisi economica generata dal Covid-19. Si fa riferimento ai cosiddetti “contributi a fondo perduto ed ai finanziamenti a valere sul “Fondo di garanzia”, varati dall’Autorità di Governo nella fase emergenziale, con il decreto Rilancio o con i decreti Ristori e Sostegni. 54 i casi irregolari scoperti ed
oltre 800.000 euro di contributi/finanziamenti illecitamente percepiti. 

Pnrr e nuovi obiettivi

"La Guardia di Finanza è altresì chiamata a svolgere un ruolo attivo nel dispositivo di controllo, teso ad assicurare che le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) vengano utilizzate correttamente". Nello scorso mese di maggio, il Comando Provinciale e la Provincia di Arezzo hanno siglato uno specifico protocollo d’intesa, così da rafforzare l’attività di analisi e di controllo posta in essere dalla Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria.
Le informazioni e le notizie circostanziate che perverranno dall’Amministrazione provinciale contribuiranno ad orientare l’azione del Corpo, per prevenire e reprimere ogni forma di irregolarità nella gestione e nell’utilizzo delle risorse pubbliche, su tutte quelle destinate al PNRR.
"Nella missione istituzionale delle Fiamme Gialle, assumono primaria importanza la lotta agli sprechi di denaro pubblico – che danneggiano la crescita e lo sviluppo del Paese – e l’attività di contrasto all’infiltrazione delle organizzazioni criminali, attratte dalle ingenti risorse disponibili".

Il caso delle cryptovalute

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, l’impegno profuso nel 2021 e nei primi 5 mesi del 2022 si è concretizzato nel sequestro di beni per un valore di circa 1 milione di euro. Sei le persone denunciate, in materia di riciclaggio ed autoriciclaggio. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato su 11 milioni di euro.
Si rammenta, in tale ambito, l’indagine condotta nei mesi scorsi, nelle province di Arezzo e di Milano, nei confronti di cinque soggetti aretini, indagati per abusivismo finanziario, nonché di tre società.

"L’operazione scaturisce dalle investigazioni avviate a seguito della scoperta dell’illecita attività di promozione di prodotti finanziari, collegata ad operazioni in criptovalute, perpetrata abusivamente sul territorio nazionale, da parte di un’organizzazione radicata nel territorio aretino, che si è avvalsa di società estere con sede in Slovenia. Gli accertamenti hanno portato alla luce un sistema illegale, operante attraverso soggetti “procacciatori”, i quali, con attività di ricerca capillare, hanno promosso, in assenza
delle prescritte autorizzazioni, numerosi investimenti in valute virtuali, come i bitcoin, facendo leva sull’onda emotiva generata dalla diffusione mediatica degli ottimi rendimenti finanziari attesi dal settore. I “risparmi” illecitamente raccolti superano i tre milioni di euro, a danno di decine di vittime".
Merita particolare menzione la complessa indagine di polizia giudiziaria, che ha portato nei giorni scorsi, alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari, a carico di 4 soggetti, indagati, a vario titolo, per truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, sostituzione di persona ed appropriazione indebita, per aver “orchestrato” una truffa di oltre 1,5 milioni di euro, nei confronti di un imprenditore, a cui è stato promesso un sostegno finanziario per risollevare le sorti della propria azienda, in realtà mai ottenuto.

Con riguardo agli accertamenti finalizzati alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, i Reparti hanno proceduto allo sviluppo di 178 segnalazioni di operazioni sospette.
In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 66 soggetti.
Ammonta a circa 2,4 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro. In merito, rileva l’attività conclusa nel corrente anno, in collaborazione con la Polizia di Stato, che ha portato all’esecuzione di un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Firenze – Ufficio Misure di Prevenzione, dell’intero patrimonio di una società di Arezzo, per un valore di oltre 1.500.000 euro, riconducibile ad un soggetto condannato con sentenza definitiva, per “associazione di tipo mafioso”.
Sono stati eseguiti 708 accertamenti, a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, per la maggior parte riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.
L’attività a tutela del mercato dei beni e dei servizi è stata volta a contrastare la contraffazione di marchi registrati, l’usurpazione di indicazioni di origine e di qualità delle merci, le false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e le violazioni alla normativa sul diritto d’autore.
I Reparti operativi hanno effettuato 89 interventi e sottoposto a sequestro oltre 25 mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e/o non sicuri. 
10.000 le mascherine e i dispositivi di protezione individuale sequestrati, nel pieno della crisi sanitaria connessa al Covid-19. Sono stati complessivamente segnalati agli Uffici competenti 46 soggetti.

Contrasto allo spaccio di droga

Relativamente al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati 35 gli interventi effettuati che hanno consentito di sequestrare circa 500 kg di varie sostanze stupefacenti, con la segnalazione alle Autorità competenti (Procura della Repubblica e Prefettura) di 42 soggetti.
Relativamente al controllo del territorio, sono molteplici i servizi svolti in materia di pubblica utilità “117” (2.064 pattuglie), nonché quelli svolti nell’ambito del concorso all’ordine ed alla sicurezza pubblica, disposti dall’Autorità Provinciale di P.S. Sempre nell’ambito del controllo economico del territorio, nel periodo delle ultime festività natalizie, sono stati sottoposti a sequestro circa 37.000 articoli pirotecnici. Verbalizzato
il titolare dell’esercizio commerciale, per irregolarità nella detenzione e nello stoccaggio dei materiali esplosivi. 

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