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Non serve il green pass per andare a messa

Gualtiero Bassetti, ex vescovo di Arezzo e attuale presidente della Cei, ha detto che per ora il certificato non verrà chiesto "per partecipare alle celebrazioni"

Niente green pass per andare a messa. La certificazione verde che si ottiene con vaccino, guarigione dalla malattia o tampone negativo valido è stata introdotta questa estate e allargata per consentire un numero crescente di attività, ma non sarà indispensabile per entrare in chiesa e assistere a una funzione religiosa. E dire che ormai è obbligatoria per fare moltissime attività ed accedere a svariato luoghi pubblici: serve per viaggiare su treni ad alta velocità, navi, aerei, autobus (con alcune eccezioni), per entrare negli atenei, nelle scuole, nelle Rsa e nelle mense. Oltre che per i ristoranti al chiuso, gli spettacoli aperti al pubblico e gli eventi sportivi, ma pure per musei, mostre, parchi tematici, parchi divertimento, sale scommesse, casinò e bingo. Sono esclusi i supermercati - ricorda Today - e forse di pochi altri luoghi. Tra questi, ci sono le chiese se si partecipa a funzioni religiose, come ha chiarito nei giorni scorsi il cardinal Gualtiero Bassetti, ex vescovo di Arezzo e attuale presidente della Cei. "Noi abbiamo una trattativa con il governo, andiamo secondo quella", ha fatto sapere Bassetti, che ha precisato che per ora il certificato non verrà chiesto "per partecipare alle celebrazioni". Nelle chiese dunque si continuerà "a osservare quanto previsto dal Protocollo Cei-Governo del 7 maggio 2020 (a cui il termine trattativa fa riferimento, nda) integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico: mascherine, distanziamento tra i banchi, comunione solo nella mano, niente scambio della pace con la stretta di mano, acquasantiere vuote".

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