Granchio e gambero insieme: primo caso in Europa. La scoperta in Casentino

Un gambero e un granchio di fiume sono stati trovati per la prima volta insieme in Europa. Un'affermazione che ai più potrebbe non dire molto, ma che in ambito scientifico riveste un'importanza tutt'altro che trascurabile. Mai, prima d'ora, era...

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Un gambero e un granchio di fiume sono stati trovati per la prima volta insieme in Europa. Un'affermazione che ai più potrebbe non dire molto, ma che in ambito scientifico riveste un'importanza tutt'altro che trascurabile. Mai, prima d'ora, era stata documentata la condivisione della stessa nicchia ecologica da parte di questi due crostacei. La loro coesistenza era stata ipotizzata possibile in epoche preistoriche, nel Pleistocene, ma senza conferme. La scoperta è di un ricercatore casentinese, Giuseppe Mazza di Stia, 36 anni, che oggi vive a lavora a Firenze; il fiume in cui questa osservazione senza precedenti è stata fatta si trova in provincia di Arezzo, si tratta del Corsalone.

Qualche tempo fa - spiega Giuseppe Mazza, naturalista, ricercatore del centro Crea - Dc di Firenze e collaboratore del dipartimento di biologia all'Università di Firenze - ho avuto occasione di documentare questo singolare fenomeno in un torrente del Casentino. L'Austropotamobius pallipes complex, ovvero il gambero di fiume autoctono, e il Potamon fluviatile, il granchio di fiume, erano a 30 centimetri di distanza, condividendo lo stesso spazio nel medio corso d'acqua senza presentare particolari atteggiamenti agonistici. Una singolarità, perché questi due decapodi sono solitamente in competizione occupando gli stessi rifugi e si nutrono delle stesse prede.

Dall'osservazione, alla ricerca. Il caso della coesistenza nel Corsalone di granchio e gambero è diventata un articolo, pubblicato dalla rivista scientifica internazionale Biologia.

Ho voluto dedicare la ricerca a una grande zoologa fiorentina, Francesca Gherardi, che è scomparsa prematuramente nel 2013.

Del perché granchio e gambero non siano in competizione in quel preciso tratto di fiume (di solito il gambero è a monte e il granchio a valle) è da ricercare nell'abbondanza di prede (insetti allo stadio larvale) e al fatto che le dimensioni dei due crostacei, in quel punto, sono ridotte. Animali più piccoli, spiega Mazza, presentano minori comportamenti agonistici.

Specie protette

Al di là della scoperta, granchio e gambero rappresentano presenze distintive dei fiumi del Casentino. Ed entrambe, purtroppo, sono fortemente minacciate. In primis per colpa dell'uomo.

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Sono specie oggetto di pesca indiscriminata. Una pratica deplorevole, soprattutto in relazione al fatto che entrambi gli animali sono protetti. Il granchio è protetto a livello regionale e il gambero addirittura a livello europeo. A minacciare ulteriormente i due crostacei ci sono le emissioni per ripopolamento di predatori (es. trote), la perdurante siccità e la vicinanza di una specie aliena come il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), volgarmente detto gambero killer. Un crostaceo pericoloso, perché portatore sano della cosiddetta "peste del gambero", in grado di nuocere alla specie autoctona. E la presenza di gamberi della Louisiana è già stata documentata in Casentino, in un laghetto vicino.

@MattiaCialini

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