Gonippo e Nova "Giusti tra le Nazioni", commovente cerimonia a Monterchi: nascosero e salvarono due famiglie ebree

Memoria e commozione. Ricordi e lacrime. Ieri mattina presso la Sala Consigliare di Palazzo Massi a Monterchi, si è svolta la cerimonia di consegna della medaglia di “Giusto tra le Nazioni” alla memoria di Gonippo e Nova Massi. "La nomina di...

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Memoria e commozione. Ricordi e lacrime. Ieri mattina presso la Sala Consigliare di Palazzo Massi a Monterchi, si è svolta la cerimonia di consegna della medaglia di “Giusto tra le Nazioni” alla memoria di Gonippo e Nova Massi.

"La nomina di “Giusto tra le Nazioni” è un riconoscimento per i non-ebrei (conferito dall’Istituto per la Memoria dei Martiri e degli Eroi dell’Olocausto Yad Vashem, istituito dal Parlamento Israeliano nel 1953) che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste" spiega il Comune di Monterchi in una nota. E Gonippo e Nova hanno salvato due famiglie, circa 8 persone durante la guerra.

La storia

Quella dei coniugi Massi è una storia che ha rischiato di perdersi nelle pieghe del tempo. Monterchiesi, benestanti (Gonippo era un imprenditore e una figura di riferimento nella comunità) tra il 1942 e il 1943 ospitarono nel loro casolare di Vicchio, due famiglie ebree, i Lukac. Originari della Slovenia, i due fratelli Luckac arrivarono in Valtiberina con mogli e figli nell’inverno del 1942 a bordo di un convoglio speciale: erano destinati al campo di internamento di Renicci, ma fortunatamente non vi arrivarono mai, grazie all'intervento di Gonippo che, con il suo carro, andò a prenderli alla stazione di Anghiari.

Da allora le due famiglie vissero a Vicchio per quasi due anni. I Massi li ospitarono fino alla fine della guerra "compiendo un atto eroico che da ieri mattina è anche riconosciuto ufficialmente".

La testimonianza

Durante la cerimonia è emersa anche una testimonianza scritta di particolare importanza, quella di Iolanda Fonnesu Alberti che conobbe al tempo la “signorina Oli”, 18enne talentuosa figlia di uno dei Lukac:

“nell’estate dell’anno di guerra 1943, per motivi di studio, e per qualche mese, frequentai una giovane straniera, la cosiddetta signorina Oli. La sua improvvisa presenza nella nostra vallata non suscitò tra la popolazione locale alcuna curiosità perché, in quel particolare momento storico, molte erano le famiglie forestiere e stranieri che improvvisamente, segretamente e talvolta misteriosamente vi arrivavano per rifugiarsi nei paesi più appartati dell’area appenninica Dal rifugio della frazione amministrativa di Vicchio di Monterchi, dove la sua famiglia era stata generosamente accolta e protetta dalla residente famiglia Massi, la signorina Oli usciva soltanto per inevitabili necessità e per venire ad impartire a mio fratello e a me lezioni di lingua inglese. Le sue amichevoli lezioni venivano impartite nella mia casa di famiglia, nella campagna di Pocaia.”

La cerimonia

Ieri al consegna del riconoscimento. A conferirlo è stata la Sara Ghilad, prima assistente dell’Ambasciata di Israele in Italia, e a ritirarlo sono stati Fabio e Gino Principi, nipoti di Gonippo e Nova Massi (entrambi scomparsi anni fa).

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Belli ed emozionanti gli abbracci tra le due famiglie con i Lukac che hanno espresso a più riprese il proprio grande riconoscimento all’opera eroica messa in atto da Gonippo e Nova. Alla cerimonia hanno preso parte: il sindaco di Monterchi Alfredo Romanelli, l’Onorevole Marco Donati, Valentina Vadi consigliere regionale, Rossella Cestini assessore di Città di Castello, Sara Ghilad dell’Ambasciata di Israele in Italia, le Autorità locali, tanti cittadini e anche alcuni alunni delle scuole medie di Monterchi. Una mattinata importante che, a distanza di 70 anni, ha reso pubblico un gesto eroico compiuto da due cittadini monterchiesi.

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