Giorno della Memoria: eventi, celebrazioni e medaglie d'oro. Arezzo non dimentica la Shoah

Era il 27 gennaio 1945 quando le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramenti di Auschwitz. Oggi, a distanza di settantadue anni da quel giorno, il ricordo degli uomini, delle donne e dei bambini vittime della Shoah continua a...

olocausto
Era il 27 gennaio 1945 quando le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramenti di Auschwitz.
Oggi, a distanza di settantadue anni da quel giorno, il ricordo degli uomini, delle donne e dei bambini vittime della Shoah continua a vivere in ogni singolo cittadino che non ha dimenticato gli orrori di una delle pagine più atroci dell'intera umanità.

Dal 2005, così come disposto dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il mondo intero, il 27 gennaio, celebra il Giorno della Memoria.
La provincia di Arezzo ovviamente, non fa eccezione.
Tante le iniziative messe in calendario per commemorare l'apertura dei cancelli di Auschwitz e la liberazione dei prigionieri. Dai momenti solenni agli spettacoli teatrali fino agli incontri con gli studenti.

“Mantenere vivo il ricordo della Shoah è un dovere nei confronti dell’umanità - ha dichiarato il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli alla vigilia della partenza per la Polonia con i consiglieri Alessandro Caneschi e Angelo Rossi - Vivere la Giornata della Memoria a Oswiecim, commemorare lì le vittime dell’Olocausto e partecipare alle celebrazioni che in quello stesso giorno si terranno nella città polacca per il 72° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, assume un valore di singolare rilievo”.

49 invece sono gli studenti dei licei ed istituti superiori aretini che, il 23 gennaio scorso, sono saliti a bordo del Treno della Memoria che da Firenze li ha portati sino ad Auschwitz. Un'esperienza dura, toccante ma profondamente utile per la loro formazione. In tutto sono oltre 501 gli studenti toscani che hanno preso parte all'edizione 2016 dell'iniziativa messa in piedi della Regione Toscana.


A Sansepolcro invece verrà celebrata la cerimonia di consegna da parte del Prefetto, Clara Vaccaro, delle Medaglie d’Onore del Presidente della Repubblica, concesse ai cittadini italiani, civili e militari, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’importante riconoscimento è stato attribuito, alla memoria Guerrini Fosco e sarà consegnato dal Prefetto nel corso di una solenne cerimonia che avrà luogo alle ore 11,00 nella sala Consiliare del comune Biturgense, al nipote dell’insignito Andrea Guerrini, alla presenza del Sindaco di Sansepolcro e delle massime Autorità Civili e Militari della Provincia nonché dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e D’Arma.



Il Partito Democratico di Sansepolcro ricorda i deportati della Valtiberina


Innumerevoli gli eventi, i singoli episodi da commemorare, riteniamo doveroso però ricordare la vicenda dei cittadini di Sansepolcro e di S. Giustino che furono deportati l’8 giugno del 1944: tredici uomini di Sansepolcro e ventisette di S. Giustino. La loro cattura, seguita ai rastrellamenti dei primi di giugno, è il simbolo dei momenti dolorosi che il nostro paese visse. La guerra voluta dal regime fascista generò effetti devastanti, diventò, dopo l’8 settembre, occupazione, fronte interno, frattura dell’intero tessuto sociale italiano. In un tale contesto, le storie di questi uomini della Valtiberina assurgono a simbolo e riferimento di una più ampia prospettiva storica: catturati e rinchiusi al Castello dell’Imperatore, presso Prato, alcuni di loro riuscirono ad evadere, gli altri, trasferiti a Fossoli, furono poi condotti a Mahuatausen. Quattro di loro, il maestro Raffaello Fabbrini, Alessandro Rossi, Piero Simoncioni e Duilio Rubechi vi trovarono la morte. Gli altri riuscirono a sopravvivere, in un sistema concentrazionario che non concedeva spazio se non per il lavoro in forma schiavile e per l’annullamento di ogni relazione umana. Al ritorno, l’ Italia aveva bisogno di dimenticare in fretta, solo molti anni dopo la loro vicenda uscì da un lungo silenzio per riaffiorare in tutta la sua tragicità e diventare, poi, memoria da condividere nella nostra comunità.


Questa giornata sarà un momento di riflessione per ritrovare quello spirito di libertà che spinse alcuni a diventare antifascisti, ad entrare nelle fila della Resistenza partigiana, pagando anche con la loro vita, l’eccidio di Villa Santinelli ne è un esempio, altri ad adoperarsi per nascondere e salvare ebrei, rifugiati, fuggiaschi come il sacerdote Don Duilio Mengozzi e il medico Raffaello Alessandri; poi i tanti che sentirono il dovere di non collaborare, di rifiutare ogni forma di azione che favorisse l’occupante nazista e i fascisti repubblichini, con scelte difficili e sempre rischiose.

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Il Partito Democratico di Sansepolcro, in occasione della Giornata della Memoria 2017, auspica che le voci dei testimoni, ormai sempre più rare, diventino “voce della storia” soprattutto per i più giovani, verso i quali abbiamo il dovere di lasciare un’identità comune e condivisa. Non dimentichiamo, perciò, le vicende di coloro che oggi - siano esse vittime, sopravvissuti, partigiani, deportati militari - trovano posto nel nostro pantheon repubblicano. Non mollare! era l’imperativo di Carlo Rosselli.



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