Gioco d'azzardo. Arriva il Movimento Slot Mob: "Premiamo i baristi che rinunciano alle macchinette"

Dichiarare guerra aperta al gioco d’azzardo e tendere una mano a chi si trova in una situazione di dipendenza cronica. Con questo obiettivo nasce anche ad Arezzo il gruppo “Slot Mob”, una realtà che cerca di scoraggiare esercenti e utenti...

Dichiarare guerra aperta al gioco d’azzardo e tendere una mano a chi si trova in una situazione di dipendenza cronica. Con questo obiettivo nasce anche ad Arezzo il gruppo “Slot Mob”, una realtà che cerca di scoraggiare esercenti e utenti dall’utilizzo e affitto di slot machine.

Soltanto ad Arezzo sono 220 le persone che stanno seguendo un percorso specifico al Sert per liberarsi dalla dipendenza dal gioco. I più sono uomini, hanno circa 46 anni ed hanno con un lavoro precario. Giocano convinti di recuperare quanto perso durante le ore trascorse davanti ad una slot machine o attorno ad un tavolo. Molti di loro hanno dilapidato fortune, perso amici e famiglia. Altri invece hanno maturato, oltre a quella per il gioco, altre forme di dipendenza cronica come quella per il fumo o per l’alcol.

“La situazione è seria – ha sottolineato l’assessore comunale Lucia Tanti – l’aumento delle presenze in centri quali il Sert dimostra che la richiesta di aiuto e supporto è in netto aumento. Come Comune abbiamo intenzione di fare quanto è in nostro potere per aiutare medici e associazioni come quella di Slot Mob nella loro attività preventiva. Quindi, ho voluto aprire un percorso di collaborazione nuovo per porre l'attenzione su due aspetti: il gioco quando è così non fa bene e spesso intorno al gioco d'azzardo girano soldi cattivi”.

Secondo l’associazione una delle strade da intraprendere per diminuire i casi di dipendenza è quella volta ad incentivare gli esercizi commerciali e spingerli a rinunciare agli introiti ricavati dalle slot machine.

“Sappiamo che a volte le difficoltà economiche non permetto di operare questa scelta con serenità – spiega Paolo Giusti dell’associazione Slot Mob – ma vogliamo ugualmente ricordare a tutti che una città senza slot, un bar senza slot, è un luogo che ha più spazio per le persone e dove non si consumano piccoli drammi personali”. Il Movimento SlotMob ad Arezzo è nato il 3 ottobre 2015 con una iniziativa volta a premiare i bar che scelgono di rinunciare alle slot machines. In quell'occasione è stato fatto il primo SlotMob al Bar 500. La campagna è nata in Italia nel luglio 2013, promossa da vari esponenti della società civile, per combattere il problema del gioco d’azzardo legalizzato che sta dilagando. All’atto pratico, il movimento premia il bar che ha deciso di rinunciare al gioco d’azzardo organizzando al suo interno una colazione o aperitivo di massa con attività ludiche quali, ad esempio, un piccolo torneo di calcio balilla. “In città – prosegue Giusti - aderiscono a questa iniziativa FUCI Arezzo (Federazione Universitaria Cattolica Italiana, gruppo di Arezzo), Movimento dei Focolari, Azzerobla e Mi Rimetto in Gioco ma vorremmo che questo fosse un impegno sempre più condiviso da tutta la cittadinanza. Non ci aspettiamo di risolvere il problema, ci sono già gli esperti, come il Sert (col quale abbiamo iniziato una collaborazione) che lavorano quotidianamente in questo campo ma pensiamo, come cittadini, che con le nostre decisioni di tutti i giorni, come scegliere dove prendere il caffè o fare colazione, possiamo cambiare la mentalità collettiva. Abbiamo già un dialogo aperto con alcuni commercianti che stanno rinunciando alle slot machines e nei prossimi mesi speriamo con il loro aiuto, sappiamo che hanno a cuore i loro clienti, di avere nella nostra città sempre più bar slot-free. Il nostro sostegno è alla loro scelta etica”. Sulla bontà dell’iniziativa si è poi espresso anche il responsabile del Sert di Arezzo, Marco Becattini che ha ricordato come “riguardo al gioco zone franche non ce ne sono. Nella maggior parte dei casi giocando piccole cifre alcuni hanno fatto grosse vincite e hanno pensato che fosse una soluzione facile. Come per tutte le dipendenze il giocatore perde la famiglia, gli affetti, i propri interessi. Da dieci anni lavoriamo a un tavolo con forze dell'ordine, gestori, Comune, Caritas e associazioni per combattere il gioco patologico. E avremmo piacere che ne entrasse a far parte anche SlotMob”. Per informazioni slotmob.arezzo@gmail.com.
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