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"Perché il Comune rinuncia al giardino pensile a favore di un parcheggio?". La protesta in centro storico

Altri posti auto nella parte superiore esterna dell'autorimessa Sant'Agostino sono nel progetto del privato che ha ottenuto l'autorizzazione della Soprintendenza e la rinuncia dell'area a verde da parte del Comune

Perché il comune rinuncia a un'area attrezzata a verde pubblico in centro storico? Perché ne lascia l'uso a privati per l'ampliamento di un parcheggio in una zona già in crisi per la mole di traffico che vive quotidianamente? Perché nel corso degli anni (circa 30) non si è mai attivato per mettere in pratica quello che era scritto nei documenti ufficiali, nelle delibere pubbliche? Perché non tutela il diritto di terzi?

Sono queste le domande, per adesso senza risposta, che si pongono i residenti di via Pietro Aretino e strade limitrofe che stanno osservando intenzioni più o meno evidenti di modifiche alla destinazione d'uso della terrazza esterna sopra al parcheggio multipiano dell'autorimessa Sant'Agostino. 

Fin dalla fine degli anni '80 quando fu concessa la costruzione da parte del Comune a un privato, quello spazio superiore all'aperto sarebbe dovuto diventare un'area verde pubblica in parte attrezzata. Osservandola dall'alto i residenti dei palazzi che vi si affacciano vedono le zone con la terra, i lampioni, ma null'altro. Quella è sempre rimasta in un limbo inutilizzata e inutilizzabile. Eppure tutto era previsto a chiare lettere e messo nero su bianco fin dalla convenzione tra il Comune e il privato costruttore datata luglio 1987.

La preoccupazione invece è salita per due novità che sono intercorse negli ultimi mesi: le date clou sono quella del 30 dicembre 2020 e quella del 28 agosto scorso. Si torna infatti a circa 10 mesi fa, quando, evidentemente in risposta a un progetto presentato dal privato, la Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo autorizza le modifiche, contrariamente a quanto invece gli stessi uffici avevano stabilito nelle precedenti richieste; l'altro passaggio che ha fatto drizzare le orecchie ai cittadini della zona è quello di due mesi fa con la delibera della giunta con la quale il Comune, dopo una cronistoria di un percorso che di fatto non ha mai attivato la convenzione stipulata inizialmente, afferma di non voler rivendicare quello spazio pubblico e che rimarrà di proprietà esclusiva del privato in cambio di una monetizzazione del suo valore.

Secondo alcuni dettagli emersi le modifiche comporterebbero la rimozione di gran parte della terra e alcune opere murarie per permettere di ricavare 50 posti auto proprio nella parte esterna. Il tutto abbellito da piante.

"Ma vi rendete conto che avremo i fari delle auto puntati in casa?" spiegano increduli alcuni residenti "con la pergola di altezza di circa due metri anche la vista sarebbe intaccata, per non parlare dell'aggravamento di traffico in questa zona già congestionata. Non capiamo perché la soprintendenza anno scorso abbia autorizzato, quando nel 2004 il parere dello stesso ente fu contrario ribadendo che la parte del solaio sarebbe dovuta rimanere a uso a verde pubblico."

"Qui la situazione potrebbe peggiorare non poco - aggiungono - Un parcheggio pubblico a pagamento collocato sul lastrico di copertura dell’attuale autorimessa porterebbe ovvi problemi di inquinamento acustico e dell’aria agli abitanti di tali edifici; aggravamento dei ben noti problemi alla viabilità locale, causato da un maggior carico di auto sulla autorimessa proprio nei momenti di maggior intasamento dell’asse Via Rodi-Via Pietro Aretino. Sono noti a tutti i residenti i problemi di ingorghi che si ripetono sistematicamente ogni settimana ed in occasione delle festività natalizie, con ovvi problemi di sicurezza (nessun mezzo di soccorso sanitario o VVF è in grado di raggiungere tale asse in occasione di tali ingorghi). Perdita del ruolo del Comune di custode del Centro Storico, del suo patrimonio artistico particolarmente fragile e bisognoso di attenzione. Tutto ciò si trova all’opposto rispetto al percorso partecipativo promosso a suo tempo dal Comune di Arezzo in occasione del concorso di idee per la qualificazione della piazza S. Agostino e dell’area limitrofa."

Per tutti questi motivi i cittadini della zona chiedono alle autorità competenti un riesame immediato ed attento di quanto prodotto e propongono che l'area sopra l'autorimessa venga invece valorizzata con progetti come gli orti botanici o sociali, con installazioni artistiche ed esposizioni e poi punti di osservazionde dell'abside della chiesa di Sant'Agostino altrimenti nascosta.

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