Un piano per la movida in sicurezza. Ghinelli: "Chiudere le piazze? Frustrante ma se serve lo farò"

Il sindaco di Arezzo incontrerà il prefetto Anna Palombi e il comitato tecnico per la sicurezza e ordine pubblico per affrontare i temi legati all'organizzazione dell'Antiquaria e delle piazze

Chiudere le piazze e prevedere la presenza di steward e contatori automatici? Sono due delle proposte "anti assembramento" che rimbalzano da un lato all'altro della Penisola e sulle quali non si è certo fatta attendere la reazione di una platea ampissima di amministratori, cittadini, politici ed esercenti. C'è chi le ritiene l'unica strada per evitare affollamenti nelle piazze e chi invece, come il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, le ritiene mortificanti. "Chiudere le piazze è un'opzione che ho valutato insieme alla polizia municipale - ha spiegato ai microfoni di RadioFly il primo cittadino - è una misura sicuramente frustrante perché arrivare in una piazza e trovarla con le transenne non è il meglio del meglio. Se questa deve essere la misura che ci consente di tenere aperte le attività e mantenere il clima in città sereno, faremo anche questo. A me non piace affatto. Preferirei far capire alla gente che siamo ancora in piena emergenza e, dunque, se si vede troppa gente in un luogo è giusto scegliere di andare altrove. Se questo non avverrà perché ancora non c'è una corretta valutazione del rischio, a malincuore, chiuderemo le piazze. Dobbiamo essere pronti già per questo fine settimana perché il primo non è andato malissimo ma neppure bene e, dunque, dobbiamo fare in modo che scene come quelle che abbiamo visto non si verifichino di nuovo".

Ma cosa è successo nel fine settimana in centro ad Arezzo? Nella serata di venerdì gli angoli della "movida" sono tornati ad accogliere aperitivi e cene con gli amici. Una vivacità che mancava da settimane e che, se da un lato è stata vissuta con gioia, dall'altro ha destato anche qualche perplessità vista la quantità di persone in questi luoghi. Sabato sera invece, a causa dell'ingestibilità della situazione, Municipale, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno sgomberato piazza San Francesco e Sant'Agostino. Insomma, da un lato c'è il desiderio di tornare a riprendersi quegli spazi urbani lasciati vuoti per lungo tempo ma dall'altro non è ancora ben chiaro come farlo in sicurezza. Già, perché durante le operazioni delle forze dell'ordine ad essere state evidenziate, oltre alle criticità per la quantità di persone presenti, sono state registrate anche pratiche sbagliate riguardanti il distanziamento sociale e lo scorretto utilizzo della mascherina, molto spesso lasciata sotto al mento.

Proprio in queste ore, il sindaco Ghinelli incontrerà il prefetto di Arezzo Anna Palombi e i membri del comitato tecnico per la sicurezza e ordine pubblico. Sul tavolo, l'organizzazione della Fiera Antiquaria di giugno, prima edizione post lockdown. Ma, plausibilmente, il dibattito affronterà anche il tema legato alla movida serale. "Ne parlerò con prefetto e questore - ha continuato il sindaco - queste cose non le dico a cuor leggero. Non possiamo permettere che in alcune zone della città si verifichi quello che è accaduto venerdì e sabato. Purtroppo sembra mancare una corretta percezione del rischio di contagio. Temo molto la data del 3 giugno, quando si riapriranno gli spostamenti tra le regioni. Dobbiamo vivere in campana, dobbiamo renderci conto che dobbiamo convivere con il virus ma rispettando tutti delle regole ferree e, se non vi saranno altri mezzi, sono pronto a ricorrere a delle ordinanze sindacali precise".

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Sempre in questi giorni il sindaco incontrerà nuovamente le categorie economiche con le quali concertare una soluzione efficace volta a contenimento dei rischi di contagio e al mantenimento delle aperture.

"Via alle multe, e se non basta pronto a chiudere parte del centro"

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