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Ghinelli a ruota libera: "Chi registra le conversazioni non sta bene. Dispiaciuto per Amendola"

Il sindaco durante la trasmissione Arezzo Svegliati su RadioFly ha affrontato anche alcuni degli aspetti legati all'ultimo scandalo giudiziario che ha travolto la città

Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo

Luca Amendola non è più il numero uno di Multiservizi. L'azienda che si occupa della gestione del servizio cimiteriale nel comune di Arezzo, rimane con la poltrona da amministratore unico vuota. La carica, al momento e per quanto reso noto, resta vacante anche se l'attività della società va avanti come sempre.

"Ho accettato a malincuore le dimissioni - ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli ai microfoni di RadioFly durante la trasmissione Arezzo svegliati - ho accolto la sua richiesta con dispiacere. Dal mio punto di vista posso dire che, durante il suo mandato, ha svolto il suo ruolo bene e con efficenza. Non nascondo che la sua decisione mi ha provocato dispiacere ma capisco che quando si devono affrontare situazioni di questo tipo, è giusto farlo nella maniera che meglio si pensa".

Luca Amendola, come noto, è uno dei tre indagati dello scandalo giudiziario che ha travolto la città e che vede nel mirino della magistratura Roberto Bardelli, consigliere comunale del gruppo misto e Lorenzo Roggi, presidente di Arezzo Casa, altra società partecipata del comune. Su loro pesa l'accusa di corruzione.

Ipotesi di "corruzione": gli accertamenti

La scandalo giudiziario, il secondo in sette mesi, ha portato con sé anche numerosi interrogativi politici che sono emersi a più riprese e da più prospettive partitiche. Domande alle quali il sindaco ha provato a fornire risposte attraverso l'ultimo intervento in consiglio comunale dove ha affrontato la questione incalzato dalle interrogazioni arrivate dai banchi della minoranza. Certo è che questa seconda inchiesta mai sarebbe partita se l'ex amministratore unico di Coingas, nonché ormai ex presidente di OraGhinelli Sergio Staderini, non avesse registrato di nascosto stralci di conversazioni dove alcuni degli imputati, insieme al sindaco, raccontavano una storia fatta di presunti scambi di favori e promesse non mantenute. Staderini lo scorso luglio è stato destinatario di un ordine di perquisizione attraverso il quale i dispositivi elettronici in suo possesso sono finiti direttamente nelle mani della Digos. Delle misure resesi necessarie per chiarire alcuni aspetti legati al fascicolo Coingas, prima inchiesta giudiziaria che ha travolto come uno tsunami il mondo della politica locale. La storia più recente, quella che ha fatto scattare la seconda inchiesta, vuole che dentro ad una cartella del pc sequestrato a Staderini fossero custoditi quei file audio catturati all'insaputa dei protagonisti e conservati dal 2016.

La rabbia del sindaco per le "chiacchiere furtivamente registrate" da Staderini

"E' una persona che ha dei problemi - ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli durante la lunga intervista a RadioFly - Sono rimasto sorpreso di quello che è accaduto perché con Sergio i rapporti erano davvero buoni. Lui aveva incarichi di grande responsabilità all'interno di OraGhinelli ed era senza ombra di dubbio un mio uomo di fiducia. Quello che è accaduto successivamente, quello che è venuto fuori, mi ha fatto dedurre che lui abbia dei problemi personali oppure ....".

Oppure, dietro a questo comportamento ci potrebbero essere dei disegni di carattere politico sconosciuti e che al momento restano sommersi, silenziosi, indefiniti. Certo è che l'atteggiamento di Staderini è passato alla storia come quello di un "franco tiratore" mosso da ragioni e sentimenti che non sono mai stati oggetto di approfondimento né, tanto meno, di rivelazioni di carattere giudiziario. Una sfera avvolta nella nebbia e sulla quale speculazioni e supposizioni potrebbero tranquillamente sprecarsi, ma che di fatto resta off limits anzi, off records. 

"Credo che queste registrazioni - ha continuato Ghinelli - non possano essere oggetto di valutazione politica. I cittadini cosa dovrebbero dedurne? Gli aretini sono chiamati a giudicare quello che ho fatto e non cosa ho detto in una conversazione riservata. Anche perché, consentitemelo, quando si è in intimità in casa propria, o con persone con cui si ha confidenza, di sciocchezze se ne dicono tante. Sfido chiunque a dire il contrario. Non ho ricordo di aver fatto a Sergio Staderini dichiarazioni imbarazzanti e credo, ma questo lo vedremo, che se ci fossero situazioni da chiarire a mio carico sarebbero già emerse. Ho piena fiducia nella magistratura. Credo, dopo quello che è successo con Staderini, che di "franchi tiratori" possano esserci. Sicuramente non mi sento così disposto alla fiducia nei confronti di chi ho vicino come prima. Di tutta questa situazione mi dispiace constatare soltanto un aspetto: una persona che registra di nascosto delle conversazioni alle quali assiste ha dei problemi e io sono dispiaciuto per lui. Ci sono rimasto molto male perché in quel momento, a Sergio ho fatto più di una confidenza e non solo di carattere politico". 

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