Gara tpl, appello della Regione contro sentenza del Tar. Ceccarelli: "Vogliamo solo dare un servizio adeguato"

La Regione fa appello contro la sentenza del TAR Toscana n.1548/2016 relativa alla gara TPL.  Ieri sono stati depositati gli atti e oggi è data data la notizia. "La presentazione dell'appello incidentale è motivata da ragioni di natura processuale...

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La Regione fa appello contro la sentenza del TAR Toscana n.1548/2016 relativa alla gara TPL. Ieri sono stati depositati gli atti e oggi è data data la notizia. "La presentazione dell'appello incidentale è motivata da ragioni di natura processuale - si legge in una nota della Regione - e deriva dal fatto che entrambe le imprese hanno appellato in via principale al Consiglio di Stato la sentenza: a questo punto è diventato necessario l'appello incidentale per la difesa dell'operato della Commissione regionale".

Secondo le indicazioni del TAR, la Regione ha chiesto ai due concorrenti la presentazione di un nuovo Piano Economico e Finanziario (PEF), ritenendo che questa sia la corretta esecuzione della sentenza dato che il Giudice ha ravvisato il vizio in una non corretta predisposizione dei PEF da parte di AT e di Mobit.

"Come preannunciato – commenta l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli – noi abbiamo proceduto in applicazione della sentenza del Tar e non avremmo fatto ricorso al Consiglio di Stato se non lo avessero fatto i due contendenti. Noi vogliamo solo dare ai toscani un servizio di trasporto pubblico adeguato al più presto. Rispetto le opinioni di tutti, ma vorrei invitare tutti i soggetti coinvolti a fare altrettanto e a tenere un comportamento corretto e responsabile. Nel frattempo abbiamo risposto no all'istanza di Mobit con cui si chiedeva alla Regione di non decidere alcunché sino alla sentenza del Consiglio di Stato".

"Oggi - prosegue l'assessore - leggo un'intervista del presidente di Mobit, nella quale si fanno affermazioni del tutto gratuite sulla linea di comportamento scelta dalla Regione, dimenticandosi di dire che il giudizio di secondo grado potrà durare molto di più di sei mesi perché Mobit, nel suo appello, chiede anche che sia rinviata alla Corte di Giustizia la decisione relativa alla legittima partecipazione alla gara di RATP.

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"A ciò - conclude Ceccarelli - la Regione si opporrà, ma se il Giudice di appello dovesse aderire a questa richiesta, i sei mesi indicati da Mobit andrebbero moltiplicati, come minimo, per tre. Ed è evidente che la corretta erogazione del servizio non sopporta proroghe per altri 18/20 mesi. Per questo noi procederemo con coerenza lungo la strada indicata dal Tar e dopo aver ricevuto i nuovi pef, è nostra intenzione andare nei tempi più brevi alla riaggiudicazione della gara, il cui percorso è stato validato proprio dalla sentenza del Tar"

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