Fusione dei comuni in Casentino. La Cgil incontra i sindaci: “Priorità ai servizi e ai livelli occupazionali"

La Cgil di Arezzo ha incontrato i sindaci dei comuni del Casentino che sono interessati al progetto di fusione e che parteciperanno al referendum indetto per il 29 e il 30 ottobre. Alla convocazione solo due sindaci hanno risposto presenti...

Casentino

La Cgil di Arezzo ha incontrato i sindaci dei comuni del Casentino che sono interessati al progetto di fusione e che parteciperanno al referendum indetto per il 29 e il 30 ottobre. Alla convocazione solo due sindaci hanno risposto presenti, Bernardini di Bibbiena e Pistolesi di Ortignano Raggiolo.

“Dispiaciuti delle assenze di Chitignano, Chiusi della Verna e Castel Focognano, dove abbiamo la percezione, dai cittadini e dai lavoratori che il progetto di fusione sia ormai accantonato e quindi ci sia scarsa consapevolezza e poca informazione. Il nostro era un incontro pensato per portare temi su cui riflettere e così è stato” spiegano Gian Maria Acciai segretario della Fp Cgil per gli enti locali e Andrea Bertelli della Cgil di Arezzo.

“Il nostro intento - aggiungono Acciai e Bertelli - è stato quello di mettere sul tavolo della discussione il destino dei servizi al cittadino e di conseguenza la tutela dei livelli occupazionali in caso di fusione dei comuni. I sindaci presenti ci hanno confermato l’intenzione di potenziare la presenza dei servizi nel territorio tramite sportelli pubblici avanzati e l’attività di formazione specifica al personale, con particolare attenzione alle funzioni di reperimento di fondi tramite bandi europei.”

Nella riunione si è parlato anche dell’Unione dei Comuni e dei servizi associati, tra i quali quelli della polizia municipale e de sociale.

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“Un piano dettagliato non c’è, ma ci hanno ribadito che sia in caso di fusione, che di mantenimento dello status quo, non ci saranno ricadute occupazionali per il dipendenti dell’Unione dei Comuni. E’ questo il tema che avrà bisogno di un serio approfondimento e sul quale portiamo la nostra massima attenzione - concludono Acciai e Bertelli - perché anche in caso di mancata fusione servirà un potenziamento dei servizi associati e la soluzione di alcune problematiche che adesso ci sono.”

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