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Papa Giovanni Paolo II e Donato Palarchi

Papa Giovanni Paolo II e Donato Palarchi

Addio Donato Palarchi, il ricordo di Romano Salvi: "Un europeista irriducibile"

Oggi alle 11 il funerale nella chiesa parrocchiale di Olmo. Il ricordo del giornalista: "Il suo ultimo monito sull'Europa: ricominciamo da capo"

Ieri la notizia della scomparsa di Donato Palarchi, oggi alle 11 l'addio, nella chiesa parrocchiale di Olmo, frazione in cui risiedeva. Di seguito il ricordo del collega Romano Salvi.

Il ricordo di Donato Palarchi

di Romano Salvi

Un filo di voce, tanto più sottile quanto più penetrante: per un messaggio che Donato Palarchi lanciava un anno fa dal tavolo del ristorante sulla collina della sua Olmo, da anni grazie a lui caposaldo europeo, davanti a una folla di amici arrivati da tutta Italia per celebrare il suo 92esimo compleanno. Un messaggio che equivaleva al testamento di una vita dedicata all’Europa. “Bisogna ricominciare da capo: con quello che abbiamo”- diceva Donato davanti al sogno della costruzione di una Europa mai interamente realizzato, dal quale però risvegliarsi per ricominciare, appunto, da capo: con quello che resta. Parole crude, ma ancora piene di speranza, di un europeista irriducibile. Come poteva essere altrimenti per un uomo al quale 66 anni prima Alcide De Gasperi, in visita alla Verna, aveva detto: “Sarà la tua generazione a costruire l’Europa”? Come poteva non raccogliere il messaggio di De Gasperi , il giovane Donato campione di quella generazione che da quei giorni non ha mai smesso di combattere per la realizzazione del sogno”. Fu la sua carica, il suo entusiasmo travolgente a fondare 50 anni fa proprio ad Olmo uno dei simboli di una battaglia iniziata con il Circolo “Verso l’Europa”. Punta di diamante via via sempre piu’ affilata, una porta che si apriva in ogni capitale di una Europa ancora da costruire. A cominciare da Berlino, ancora divisa dal muro. C’era ancora il muro quando Il Circolo Verso l’Europa affidò l’onore di essere rappresentata a Berlino da due giornalisti aretini- con chi scrive il mai dimenticato Aurelio Marcantoni- a una settimana di studi sulla riunificazione delle due Germanie. Era il 1987: due anni dopo crollò il muro. Per una prima pietra della costruzione dell’Europa, idealmente appoggiata da Donato Palarchi che vedeva realizzarsi un pezzo della costruzione che De Gasperi aveva affidato alla sua generazione. Ne è rimasto un pezzo, mentre altri muri incombono sull’Europa. Per questo sono più che mai attuali le parole di Donato nel giorno del suo 92esimo compleanno. “Bisogna ricominciare da capo. Con quello che abbiamo”. E chissà che non serva una nuova generazione di giovani come quella di Donato.

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