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Anziani frati "sfrattati": Giovanni e Giuseppe Serrotti dovranno lasciare il santuario di Santa Maria del Sasso

L'età e gli acciacchi avrebbero spinto l'Ordine dei Predicatori ad assegnare i due fratelli alla Casa San Domenico di Fiesole per tutelare la loro salute. La raccolta firme della comunità che gravita attorno al santuario: "Sgomenti per questa decisione. I due frati hanno trascorso qui la loro vita, sono lucidi e per noi sono un riferimento"

"Con loro scompaiono i domenicani da Arezzo", così i fedeli che hanno come punto di riferimento il Santuario di Santa Maria del Sasso di Bibbiena commentano, non senza sgomento, la notizia del trasferimento dei due frati domenicani, i fratelli Giuseppe e Giovanni Serrotti, disposta dal loro ordine religioso, quello dei Frati dell'ordine dei predicatori (Provincia Romana di Santa Caterina da Siena). 

La vicenda sta andando avanti da alcuni mesi e la comunità di fedeli ha anche portato avanti una raccolta firme per fermare il trasferimento dei due frati. 

Tutto ha preso avvio la scorsa primavera, quando l'Ordine dei Predicatori ha scritto ai due religiosi. Da un lato la loro età, dall'altro la volontà di tutelare la loro salute, avrebbero mosso l'ordine a prendere questa decisione, organizzando un avvicendamento nell'amministrazione del santuario. I fratelli hanno 88 e 92 anni e sono destinati alla Casa San Domenico di Fiesole.

Il tempo dal momento della comunicazione è volato e adesso è arrivato l'invito definitivo a trasferirsi. "Ci sono rimasti pochi giorni di tempo", raccontano i fedeli. Nel frattempo nel convento sono arrivati alcuni religiosi che daranno loro il cambio: sono frati arrivati dal Pakistan.

Nei mesi scorsi i fedeli avevano promosso una petizione: "Siamo sgomenti - si legge nella lettera firmata da oltre mille persone - dalla decisione di un avvicendamento così repentino". Nella missiva ricordano che padre Giuseppe e padre Giovanni hanno dedicato "tutta la loro vita alla completa dedizione alla Madonna, che qui è apparsa, infondendo la loro fede e il loro spirito religioso in tutti i fedeli". Pur ritenendo che sia "giusto e naturale un avvicendamento nella conduzione del Santuario", del quale anche il rettore (padre Giuseppe) sarebbe felice, "ciò non implica che i reverendi padri siano trasferiti. Tantomeno che essi siano messi a riposo in infermeria. Nonostante l'età avanzata e qualche problemino fisico, infatti, sono autosufficienti e hanno ancora quella freschezza e lucidità mentale che consente loro di mantenere l'attenzione verso la chiesa e i fedeli". 

Alcuni fedeli o "benefattori" avevano anche offerto la loro disponibilità "nel provvedere, al momento del bisogno, alla loro assistenza domiciliare".

Nella lettera era stato chiesto tempo per l'avvicendamento, poi i mesi sono trascorsi, i nuovi frati sono arrivati e presto i due fratelli dovranno partire. 

"Sradicarli da questo convento, dove sono nati - dicono oggi i fedeli - non ha senso. La loro vita religiosa si è svolta tutta qui in questo santuario e ad Arezzo. Siamo tutti molto legati ai due padri". 

Padre Giovanni è un volto molto conosciuto e amato ad Arezzo: in città infatti fondò la prima emittente televisiva cattolica d'Italia, Tele San Domenico. 

"Il loro trasferimento - concludono i fedeli - è oggi una sconfitta per tutta la nostra comunità. Adesso speriamo in un ripensamento e continuiamo a chiedere che padre Giuseppe e padre Giovanni restino a Santa Maria del Sasso". 

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