Fraternita fuori dal bando accoglienza, agitazione in maggioranza. Rossi: "I migranti arriveranno comunque. Danno per gli aretini"

Sulla questione Fraternita e migranti interviene anche il consigliere di maggioranza Angelo Rossi. Saluto con favore il nuovo percorso sociale definito dalla Giunta e l'istituzione della Fraternita dei Laici che si occuperà delle famiglie aretine...

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Sulla questione Fraternita e migranti interviene anche il consigliere di maggioranza Angelo Rossi.

Saluto con favore il nuovo percorso sociale definito dalla Giunta e l'istituzione della Fraternita dei Laici che si occuperà delle famiglie aretine in difficoltà.

In questi anni la Fraternita ha dimostrato grazie al formidabile lavoro del rettore Pier Luigi Rossi di avere competenze e struttura per poter gestire servizi alla persona in maniera efficace e esemplare, ottemperando a una delle mission principali del proprio statuto.

Quando però si pone l'accento sul "prima gli aretini" relativamente alla contestuale non partecipazione della Fraternita al bando sui migranti bisogna avere sufficiente onestà intellettuale da ammettere che il numero dei migranti che arriveranno è indipendente dal volere o il potere di un'amministrazione comunale e quindi la presenza o assenza a quel bando della Fraternita è totalmente ininfluente in un'ottica di riduzione delle presenze: se arriveranno a bando ad esempio 60 migranti, 60 arriveranno comunque e questo indipendentemente che la Fraternita partecipi o meno.

L'unico risultato che si ottiene quindi è di lasciare la gestione integralmente a oscure cooperative in larga parte nemmeno locali, che in questo momento stanno festeggiando, stappando lo spumante.

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Rossi sottolinea poi che il fatto di dare ad altri soggetti la gestione dei migranti non avrà "ricadute sul territorio", a differenza di un impegno della Fraternita "e questo si traduce semplicemente e inevitabilmente in un danno per gli aretini", una posizione contraria "al loro stesso interesse".

Nulla vietava di fare entrambe le cose: nuova gestione di servizi e bando migranti, e a quel punto avremmo operato correttamente per poter compiutamente dire 'prima gli aretini' perché avremmo avuto non solo posti giustamente al centro dell'attività sociale, ma ne avremmo curato e tutelato anche gli interessi.

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