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Giovedì, 19 Maggio 2022
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"Formaggi" vegan da Ponte alla Chiassa all'Australia, l'avventura di Pangea Food: "Pronti a collaborare con le sagre"

 “Il buono per tutti è davvero possibile. Saremo felici di dimostrarlo in prima persona collaborando con le feste e le sagre del nostro territorio"

“Collaborare con sagre e feste paesane? Per noi sarebbe un piacere”. Sebbene la possibilità di includere dei piatti gluten free e vegan nei menù delle feste paesane aretine sia sfumata in seguito al parere sfavorevole fornito dalla commissione comunale, c’è chi rilancia la proposta e alza la mano dicendosi pronto a mettersi all’opera. E’ il caso di Luciano, Monia, Daniele, Francesca e Lisa, soci fondatori di Pangea Food, disponibili ad proporre prodotti 100 per cento vegani e senza glutine per possibili e futuri piatti da proporre in occasioni conviviali pubbliche. “Il buono per tutti – spiega Luciano - è davvero possibile. Saremo felici di dimostrarlo in prima persona collaborando con le feste e le sagre del nostro territorio. Questo non solo per far conoscere le nostre lavorazioni ma, anche, per dimostrare come una scelta alimentare differente sia realizzabile senza distaccarsi dalla nostra tradizione. La nostra è una scelta etica ma, alla fine, ha anche dei riscontri molto pratici. Pensiamo a quante persone con allergie e intolleranze alimentari preferiscono evitare di prendere parte alle sagre perché non certe di trovare preparazioni giuste per le loro esigenze. Inserire dei piatti con prodotti specifici potrebbe essere una strada da percorrere”.

Pangea Food dal 2012 ha trovato casa a Ponte alla Chiassa. “In pratica – prosegue Luciano - produciamo alternative vegetali ai formaggi adatte a tutti, vegani, allergici e curiosi, senza derivati animali e glutine, ma ricchi di gusto. Vendiamo in tutta Europa e a breve arriveremo anche negli Usa e in Australia”. Una creatura nata dalla creatività di un piccolo gruppo di soci che col tempo è riuscita ad affermarsi e ingrandirsi. “Siamo sempre davvero una piccola impresa però, oggi abbiamo sette dipendenti e riusciamo ad avere un buon riscontro sul mercato – continua – L’obiettivo che da sempre ci siamo prefissi è quello di coniugare la bontà con l’inclusività. Siamo orgogliosi di aver avviato la nostra attività in una terra, Arezzo, che ci consente di dare ancora più valore alle peculiarità artigianali delle nostre lavorazioni. Abbiamo scelto di rimanere in questa città perché siamo convinti che offra tanto, soprattutto dal punto di vista della qualità della vita. Una ragione più che sufficiente per farne la nostra casa lavorativa e affettiva”.

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