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Fondazione Arezzo Comunità, via libera anche dal Thevenin. Tanti: "Terzo settore con noi"

Domani la pratica arriva in consiglio comunale e il vicesindaco ribadisce la bontà del progetto: "Strumento innovativo per intercettare risorse e offrire risposte ai bisogni dei cittadini. Le critiche? Alcune legittime, altre contraddittorie"

Semaforo verde anche dalla fondazione Thevenin. Arezzo Comunità, il progetto politico su cui l'amministrazione sta puntando fortemente, ha incassato l'ultimo via libera dopo quelli già arrivati da fondazione Aliotti, Fraternita dei Laici e Istituto Fossombroni. Il vicesindaco e assessore alle politiche sociali, Lucia Tanti, ha commentato con soddisfazione l'iter che ha accompagnato la pratica al consiglio comunale di domani.

"Andiamo in aula forti non solo della approvazione della commissione consiliare competente, ma soprattutto forti della spinta che viene dalle quattro realtà che più di tutte, da sempre, hanno scritto pagine nuove nel settore delle politiche di coesione sociale ed educative della città di Arezzo. Se quindi da un lato arrivano interessamenti e condivisioni da parte delle realtà di terzo settore di questa città, dall'altro per la prima volta nella storia, il blocco municipale dei servizi alla persona definisce la strada per dotare la città di Arezzo di uno strumento efficace e innovativo a disposizione del Municipio, al servizio del terzo settore, e nell'interesse degli aretini".

Nonostante le critiche e le perplessità sul tema sollevate dai rappresentanti di opposizione, la giunta è sempre andata avanti convintamente. E Tanti lo conferma.

"Giovedì il Consiglio Comunale, se vorrà, darà il via ad un progetto piuttosto unico nel suo genere su panorama nazionale attraverso l'utilizzo di uno strumento consolidato ed efficace come le fondazioni di partecipazione, funzionale ad una grande alleanza municipale pensata per sostenere le associazioni, coprogettare in maniera stabile e coordinata, supportare l'amministrazione comunale che resta titolare dei servizi essenziali, preparare risposte adeguate ai bisogni nuovi degli aretini e mobilitare risorse provenienti da tutte le fonti di finanziamento che le fondazioni possono intercettare, a livello locale, nazionale ed europeo".

Secondo il vicesindaco non ci sono margini di ambiguità e anzi, la nascita della Fondazione avrebbe effetti positivi a 360 gradi.

"I contenuti e gli obiettivi della fondazione sono chiari, così come dimostrano le numerose espressioni di collaborazione provenienti proprio da quel mondo a cui la fondazione si rivolge, e così come dimostrano anche le critiche che in questo periodo si sono palesate, a volte anche in maniera contradditoria ma molto decisa nella volontà di opporsi a questo percorso. Come in tutte le cose che segnano un prima e un dopo ci sono legittimi favorevoli e legittimi contrari: tutte e due le parti potranno in ogni caso essere protagoniste di questa nuova esperienza nell'interesse della città".

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