Venerdì, 18 Giugno 2021
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Fisac Cgil: "I dipendenti di Banca Etruria unico capitale dell'azienda"

Riceviamo e pubblichiamo dalla Fisac Cgil di Banca Etruria Consideriamo quanto mai singolare le recenti levate di scudi in difesa di Banca Etruria, visto che la vicenda si è manifestata in tutta la sua gravità sin dal lontano 2013. Valutiamo...

AEREZZO BANCA ETRURIA

Riceviamo e pubblichiamo dalla Fisac Cgil di Banca Etruria

Consideriamo quanto mai singolare le recenti levate di scudi in difesa di Banca Etruria, visto che la vicenda si è manifestata in tutta la sua gravità sin dal lontano 2013.

Valutiamo positivamente, pur con tutte le riserve del caso, la notizia dell'arrivo di una due diligence del Fondo Interbancario, benchè giunta fuori tempo massimo.

Indipendentemente dall'esito di natura contabile del lavoro che effettuerà la due diligence, ci interessa affrontare la questione della tutela del futuro dei lavoratori del gruppo. Se la concreta conservazione dei posti di lavoro dei circa 1.800 dipendenti passerà attraverso la perdita di autonomia territoriale della banca che, tra l'altro, nel momento storico che attraversiamo, ci pare scontata, non possiamo da parte nostra che auspicarla fortemente, consapevoli che solo grazie ad una soluzione dall'esterno si possa giungere ad una conclusione favorevole ai lavoratori del gruppo. Una soluzione capace peraltro di sostenere, da un punto di vista strettamente economico, anche il territorio storico in cui Banca Etruria è nata, si è ampliata, ed è cresciuta contribuendo al benessere economico delle zone in cui ha operato.

Registriamo che solo sulle spalle dei dipendenti di Banca Etruria grava al momento tutto l'enorme peso, non solo economico, di questa vicenda, nonostante siano rimasti l'unico capitale e l'unica risorsa realmente spendibile di questa azienda, dimostrando soprattutto negli ultimi anni professionalità, responsabilità, spirito di sacrificio e attaccamento al lavoro, e riuscendo tra mille difficoltà e nell'incertezza più totale a raggiungere tutti gli obbiettivi volta per volta imposti in questi drammatici mesi.

Riallacciandoci poi agli articoli recentemente pubblicati sui media locali, auspichiamo che sorga un compatto fronte di soci che rappresenti in futuro il territorio d'Arezzo. Constatiamo, purtroppo, che nulla finora è stato fatto in tal senso. Pertanto non possiamo non esprimere le nostre perplessità sulla realizzazione di una classe imprenditoriale capace di andare oltre egoismi a breve termine. Finora abbiamo registrato l'atteggiamento predatorio di parte degli stakeholders, facilitati in questo da una politica industriale sbagliata, con la corresponsabilità del CdA e delle figure manageriali, tra l'altro tuttora, inspiegabilmente, ai vertici decisionali dell'istituto.

Infine, sosteniamo qualsiasi forma di partecipazione dei dipendenti al governo delle future SpA, finalizzate alla ulteriore tutela dei posti di lavoro.
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