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"Una scelta tra laicità e tradizionalismo", successo di pubblico per il convegno sul tema del "fine vita"

Nella giornata di sabato 13 maggio 2017 la Croce Bianca Arezzo Onlus, con il patrocinio del Comune e del Lions Club, ha organizzato presso la Sala Convegni della Borsa Merci di Arezzo il Convegno "Una scelta tra laicità e tradizionalismo". Un...

Nella giornata di sabato 13 maggio 2017 la Croce Bianca Arezzo Onlus, con il patrocinio del Comune e del Lions Club, ha organizzato presso la Sala Convegni della Borsa Merci di Arezzo il Convegno "Una scelta tra laicità e tradizionalismo". Un momento di riflessione sul tema del "fine vita" allo scopo di proporre una comprensione globale riguardante uno degli argomenti più delicati e trattati degli ultimi anni.

Attualmente, in Italia l'opinione pubblica, in assenza di una specifica legislazione, vive un'accesa contrapposizione tra il fronte di coloro che si dichiarano favorevoli o contrari all'eutanasia; le principali diversità di vedute a tal riguardo traggono le proprie origini da tematiche religiose, etiche, morali, filosofiche, scientifiche, politiche e legislative. Sono proprio questi gli aspetti attorno ai quali hanno ruotato gli interventi dei relatori presenti, moderati ed introdotti da Attilio Farnesi, medico e presidente dell'ANPAS Toscana.

L'evento ha visto la partecipazione di molti cittadini interessati e sensibili all'argomento, che non ha lasciato indifferenti anche le cariche pubbliche. Erano, infatti, tra gli altri, presenti in platea l'Assessore alle politiche sociali del comune di Arezzo Lucia Tanti, il presidente del Consiglio Comunale Alessio Mattesini, il consigliere della Regione Toscana Stefano Mugnai, oltre ad alcuni rappresentanti delle associazioni di assistenza ai malati come l'Associazione Nazionale Emodializzati.

Nella discussione è intervenuto, tra gli altri, il professor Alessandro Meluzzi, noto psichiatra e personaggio televisivo, che ha proposto la propria visone riguardo l'eutanasia arricchendola con illuminanti citazioni filosofiche, ed utilizzando un'arguta vena di ironia riflessiva. Secondo Meluzzi, molte persone esorcizzano il pensiero e la paura della morte immaginandola come una porta spalancata sull'eternità.

Sotto il punto di vista storico, il professor Fabio Marco Fabbri ha illustrato la visione del fine vita oltre la porta d'oriente, all'interno dell'Islam, che è tradizionalmente molto diversa da quella occidentale.

Il dottor Marco de Prizio ha trattato il tema dei limiti della chirurgia nell'ambito della malattia terminale, mentre Donatella Pagliacci, antropologa, si è soffermata sull'opportunità di rivalutare la cultura del vivere e del morire, valori che in quest'epoca sono influenzati più dai casi mediatici che non dalla propria coscienza.

Uno degli aspetti che si è maggiormente riproposto nel corso della discussione è stato senz'altro quello riguardante l'etica del fine vita. È stato proprio Antonio Perelli, bioeticista a porre un interrogativo su quanto sia opportuno intervenire ed entro quali limiti sia consentito praticare l'eutanasia.

In chiusura del convegno, l'avvocato Gustavo Raffi ha proposto un approcio laico, sostenendo che credenti e non credenti devono ragiornare e collaborare per verificare e superare i problemi etici creati da ciò che oggi la scienza è in grado di offrire ai pazienti terminali.

Oltre alla Croce Bianca di Arezzo, hanno collaborato alla buona riuscita dell'evento il Gruppo Femminile, il Progetto Alimentare e l'Associazione Cultura Nazionale.

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